WhatsAbstract: HLMNSRA

ra

Prima di parlare con  lui, vorremmo fare una premessa sul suo suono, che, secondo noi, incarna uno spirito e un influenza ben radicata in un certo tipo di Hip Hop, ma che al suo interno include, abbraccia e poi litiga squantizzando con mille suggestioni e influenze musicali diverse che hanno comunque come denominatore il suono grasso e caldo del ventre di una metropoli. Ed è da li che parte la storia di Ra, HLMNSRA, in una metropoli europea, mentre quella di Raimondo ha radici più lontane geograficamente, nel profondo sud dell’ Italia, ad Agrigento, salendo passa per Bologna e, come anticipato, poi Londra. Un viaggio che ci regala musicalmente molteplici paesaggi dal finestrino, e ci fa passare attraverso una vastissima gamma di emozioni differenti ,come una serie televisiva dai molteplici spin-off, che si incastrano gli uni con gli altri alterando la timeline cronologica, e creando dei fantastici “paradossi” come li definirebbe Doc in Ritorno al Futuro, capaci di portarci di volta in volta in una sfumatura che non avevamo ancora apprezzato.

BC: Ciao Ra ,  come andiamo? A Napoli stiamo forti con te e la tua musica. La prima domanda è quanto e come è cambiato il tuo suono ed il tuo percorso, dagli esordi sul Soundcloud (Untidy Tiles), a Stay Here, passando ovviamente per Drafts (che vogliamo considerare una tappa intermedia) e qual è il suono che oggi ti fa pensare <<minchia che ha combinato questo ??!!!>>

Ra: Ciao raga. Il mio suono e la sua evoluzione penso sia fortemente legata alle mie molteplici influenze delle quali non parlerò adesso, anche se avevo già scritto tutto qui senza aver letto la terza domanda, quindi approfitterò lì, ed  in questo calderone cerco di attingere ogni volta al fine di tentare (e non sempre riuscire) una continua evoluzione (aka aspettatevi di tutto da questo uaglione).

Per quanto riguarda le influenze 2015, direi di certo questa corrente trap-melodica alla Sam Gellaitry, Oshi, Esta e, nell’ultimo periodo, anche il filone trap drill, ma la vuotezza dei testi di questo tipo di rap mi fa disgustare dopo un po’. Nonostante ciò, sono le strumentali che mi catturano e mi fanno continuare (impressione momentanea che durerà fino all’accettazione del fatto che in fondo sono un tamarro).

Inoltre, ho la fortuna di avere degli amici forti in UK, fortissimi ed innovativi, specialmente la mia ballotta Fly High Society, quindi Teebs, SertOne, Iglooghost, TreBore, Monto, Bolts ma anche per il fatto che la gente con cui passo la maggior parte del mio tempo libero sono kings come Railster e Butti.

Ah, grazie dei props

Vi amo anch’io.

 

BC: come ti dicevo, per noi di BeatZcat sei molto più’ che conosciuto, ma magari per una parte dei nostri lettori che è attenta  soltanto ai i prodotti “locali”vorremmo che ti raccontassi un po’, sia musicalmente , sia per quanto riguarda le tue influenze…

Ra: E’ il rap che ha riempito sostanzialmente la mia vita dalla tenera età di 10 anni. Lo studio della chitarra e le influenze metal / hardrock dell’unico che in famiglia faceva musica, mio cugino, ex-bassista, l’adolescenza ed il contatto con la musica elettronica, il punk, lo ska, i rave parties, il reggae ed il dub etc.

Ho iniziato a provare a produrre facendo robe molto confuse, quasi drone, campionavo i primi mp3 che avevo, ero al liceo e nel frattempo suonavo part time in un bel po di bands scrausissime, suonando chitarra e basso.

Poi ho iniziato a conoscere il mondo dell’elettronica italiana, partendo dai vostri 99 posse, il gruppo che ho ascoltato di più penso dai 16 ai 18 anni, poi ho approfondito sui progetti di Marco Messina (genio assoluto) e quindi necessariamente il dub.

Ho prodotto dub e beats rap, poi, da allora, il resto é ‘io ora’.

BC: Per Noi Che siamo prevalentemente Napoli-Based, è un po un must , ma ovviamente per chi come te vive una dimensione cittadina differente , la risposta a questa domanda ha chiaramente un altro valore, quanto il posto dove sei influenza la tua creatività, ti stimola, o ti è indifferente e potresti stare ovunque ?

Ra: Onesto, sono meteoropatico da morire, quindi pressoché molto fa il clima più che la città in se.

Quindi ad Agrigento faccio cose super allegre, a Bologna nel periodo universitario mi faceva fare cose nebbiose e Londra pezzi grigi o soleggiati, poi subito grigi o soleggiati, poi nebbiosi grigi e poi soleggiati, di nuovo poi bui, notte.

Poi onesto pt.2, a Londra, se non vivi con la musica non hai troppo tempo per farla, penso mi inspirerebbe più un posto meno frenetico, nonostante raga, di ispirazione ne ho tanta sempre.

BC: Ci piace con te , ragazzo del Sud, giocare con un detto che c’ è dalle nostre parti, trasponendolo un po’ nella musica e nella produzione in generale: si dice a Napoli “E Fierr Nun Fann O’ Mast”, che in sintesi vuol dire per chi non lo avesse inteso che non sono gli attrezzi a fare il mastro… da ciò abbiamo pensato, quanto il set up tecnico è importante , specie come consiglio che ti puoi sentire di dare a producer giovani? Con cosa produci ora, e qual è il tuo set up ideale?

Ra: Il mio setup ideale sarebbe un tavolo in legno con ombrellone, il laptop, un controller midi, una mini scheda audio, un iphone, la 404, cuffie.

Il mio setup ideale pragmatico e realista sarebbe tipo come sopra con un mega computer, una buona scheda audio, un mixer, e poi boh aspettate tutti, potrei elencare tutti gli strumenti del mondo.

Il mio reale approccio, da persona che non riesce comunque a riempire il frigo con la musica, é meglio che sia semplice e funzionale, che mi permetta di catturare il flusso creativo senza girare troppo.

Il computer ed i mille vst mi permettono di fare tanto, almeno a livello compositivo.

BC: Sebbene Frank Zappa in un suo noto aforisma recitava che <<parlare di musica è come ballare di architettura>>, se dovessi “spiegare” la tua musica , tipo quando chiedono cosa ha voluto dire l’autore e robe così, come la tradurresti a parole?

Ra: Flusso di coscienza, quindi casuale, random. Sono spesso bravo ad autoconvincermi che ci sta dietro qualcosa forse, o forse c’é proprio.

La storia l’ha sempre fatta la circostanza in cui ho fatto le cose ma non avevo provato a lanciare un messaggio vero e proprio. Forse ora con IAMRA, voglio dimostrare che voglio bosseggiare come Gue Pequeno.

 

 

BC:  Parole su beat , tipo quali artisti , rappers o cantanti con i quali non hai collaborato, ti piacerebbe sentire su una tua strumentale, se non anche strumentisti , o musicisti in generale, e su questo ovviamente chi ascolti, se ascolti , chi ti piace anche non ipotizzando un featuring?

Ra: In primis persone con cui sono realmente amico, non tipo Facebook <<ciao bro>>. A Stokka & Buddy non capisco ancora perché non gli ho mai rotto le scatole a manetta per anni…

Poi ti dico combo dream-team... (prepariamo sto mixtape?!??!?!)

Combo Francesco Paura, Clementino, Speaker Cenzou e RocMarciano.

Gué Pequeno con Salmo ed Action Bronson.

Noyz Narcos con i Fratelli Quintale ed Evidence.

 

BC: Mentre in merito ai beat ci parli un po di Beat.it, la tua esperienza e come sta oggi la situazione del movimento italiano degli “Amici del Beat”?

 

Ra: In Beat.it non ho fatto altro che inventare il concept della combo. Poi vabbé, come dicevo, essendo amico di Railster, creatore del tutto e di Rroundhere che ha curato il progetto grafico, sono stato più o meno coinvolto, quindi felicissimo di tutto.

La scena italiana spacca ed il mondo lo vedrà nella sua interezza presto, ne sono sicuro.

 

BC: Ti va di approfondire sia il concetto di Drafts in sè, che del tuo album che il suono del titolo  per ovvi motivi ci riporta alla mente Ruff Druft?

Ra: Sono solo beats che stagnavano in una cartella, era l’inizio di un progetto che non voglio più portare a termine in quanto molto negativo di base.

Volevo liberare la mente.

 

BC: Qual ‘è la tua release preferita? Se c’è, per quale motivo? Affettivo, di mood, o di fotta per un upgrade delle skillz… Come beat singolo, collabo, o album… sai tipo il figlio preferito…

Ra: Ora e per sempre 2Day, “piezz e core. Penso sia quello che abbia fatto partire tutto il buzz dell’inizio. Fatto in un momento di vita pazzesco, ero molto felice.

BC: Hai già in testa il nuovo album? Hai robe pronte ?

Ra: Sto lavorando ad un bel po’ di roba. Pronta si, ma la rilascerò a caso, mentre lavoro a robe nuove costantemente.

Spero di riuscire poi a compiere il miracolo di Natale.

BC:  Dalle nostri parti abbiamo tutti la sensazione (ma forse in realtà è più una speranza) che tipo  “Beat Scene is The New Golden Age”.

Secondo te è solo un film nostro oppure ti senti di condividere e alimentare quest ottimistica previsione\augurio ?

 

Ra: Spero di no, nella mia ottica di Golden Age aka una generazione di persone che poi quando invecchiano devono fare i detentori della sapienza a discapito delle generazioni successive.

Poi viviamo in un mondo di ritorni di mode.

Diciamo che sto vedendo aspetti della beat scene evolversi in negativo già adesso.

BC: Stai forte sul beatmaking napoletano ? C’è qualcosa che ti piace ?

 

Ra: Forse non c’é uno che non mi piace mannaggia a voi! Poi rispetto tutta la scena elettronica, reggae/ska. Napoli é sempre stato per me uno dei centri nevralgici della sperimentazione artistica e della coscienza sociale.

 

BC: Intanto ti ringraziamo per la disponibilità,  ti salutiamo e chiudiamo con un classico, sei mai stato a Napoli , e ovviamente  quando vieni a suonare qui ?

 

Ra: A Napoli ci sono stato con i miei a tipo 12 anni e sono andato a posta in un negozio di dischi a comprare Corto Circuito ed Il bambino cattivo.

E suonare a Napoli, beh, quando mi invitate?

Ciao ragazzi, vi voglio bene.

Di seguito vi riportiamo l’ ultimo beat tape di HLMNSRA dal titolo “Drafts”, che ci è piaciuto un bel po’…

 

Intervista a cura di SODOSTUDIO

VIDEO: Odeeno Live @Semmai Factory

Continua la nostra piccola Rassegna sul Beatmaking al Semmai Factory, dopo Brianoize era il turno di Odeeno che il 15 novembre si è esibito con il suo Live accompagnandoci attraverso un atmosfera futuristica e surreale.
Non ci resta che farvi il nostro Regalo di Natale,
Buona Visione
ma sopratutto Buone Feste da Beatzcat Ent.

Way Back When … “SPECTRE – RUFF KUTZ”

A lot of people say that sampling in hip-hop is dead (a lot of people think hip-hop is also dead, for that matter, but that’s another story…). But I still regard sampling as an artform–especially when you are using bits of recorded sound out of context and layering them with other sonic detritus. Such is the essence of the collage that is hip-hop music. Sampling is at its best when more obscure sounds are sourced, but sometimes you can’t resist looping up a tasty groove that everyone might recognize.. ” (Skiz Fernando Aka Spectre)

Nel corso degli ultimi 20 anni tra coloro che hanno contribuito a condurre l’Hiphop e il beatmaking attraverso strade mai percorse prima e spesso rischiose un posto privilegiato spetta senza dubbio a Skiz Fernando Jr. da Baltimora,in arte “Spectre”. Fondatore dell etichetta Wordsound, il cui nome deriva dal espressione Rastafariana: “Wordsound have power”. Fondendo Hiphop , Dub , Industrial ed Elettronica oscura, Spectre ha avuto la forza di creare un suono inconfondibile mai sottomesso ad una sotto-categoria di genere o a “regole” e stereotipi dettati dalle tendenze. Nonostante ciò il suo lavoro ha influenzato intere generazioni di maniaci del sampling, beatmakers, Dub masters e noisers. “Ruff Kutz” , disco dal suono rigorosamente lo-fi uscito originariamente nel 1998 su Wordsound in pochissime copie su cassette C90 e ristampato quest’ anno in doppio vinile dalla Berlinese “PAN”, contiene al suo interno tutte le sfumature sonore del mondo di Skiz: dal Rap del bronx al Roots Jamaicano, dal Trip-hop di Bristol al al Noise di Manahattan. Nei 90 minuti della raccolta sono presenti una miriade di tracce impazzite selezionate tra materiale mai pubblicato prima , remix , dub version e outtake con la partecipazione di veri mostri del Underground quali : Kevin Martin (Techno Animal / The Bug), Sensational , Jungle Brothers, Bill Laswell, Dubadelic, Mr Dead e altri.. Ruff Kutz ripercorre il periodo 94-98 di Wordsound che rese Brooklyn l’epicentro dell HipHop e del Dub Sperimentale. La ristampa in vinile pressata su 140g x 2LP ,masterizzata dalla DAT Tapes originale, contiene titoli e crediti per ogni traccia, cosa non presente invece sulla cassetta originale che presentava unicamente la divisione tra “Lato A” e “Lato B”.
L’ascolto di questa pietra miliare , oggi facilmente reperibile grazie alla ristampa di PAN, può essere per molti la chiave che apre le porte di un universo sonoro sporco e distorto che lega Brooklyn e San Diego(la cui scena underground meriterebbe un degno approfondimento) a Berlino e Londra e che anche dalle nostre parti seppur con la dovuta calma (o lentezza ?!) sta facendo germogliare i suoi frutti..

Buon Ascolto!
G.Marziale aka EKS

Iken “Squares”

A poco più di un mese dall’ uscita di “Crater”, album strumentale prodotto  insieme al socio Odeeno per la label HHabitat Records, Andrea Pollastro, in arte Iken, ci presenta “Squares” Ep, un nuovo lavoro, originale e ben curato. Si parte dal wonky più classico fino a raggiungere sonorità più cupe, e ritmi lenti e ipnotici; atmosfere sonore che rimandano agli scenari della periferia nord partenopea.
Vi consigliamo assolutamente di ascoltare “Squares”e di supportare questo giovane producer… Sicuramente presto ne sentiremo parlare di nuovo…