D-Gene “Lamp of Gene”

Vagando per il web alla ricerca di buona musica, capita spesso di imbattersi in piacevoli sorprese, specialmente se si tengono in considerazione quei portali sempre aggiornati con tanta belle uscite in ambito di hip hop e musica elettronica.

E la sorpresa diventa ancora più piacevole se si scoprono artisti ed etichette italiane che propongono quel sound che tanto piace a noi: astratto, sognante, futuristico…

E’ il caso di questo album di D-Gene, producer romano dall’ attitudine hip hop/chill out che ha da poco rilasciato su etichetta TangramSquare il suo “Lamp of Gene”, che noi vi consigliamo assolutamente di ascoltare, originale e molto curato.

Buona Musica dallo staff di BeatZcat Ent. !

Annunci

Eks “Blue Cuts”

Quando si parla di un certo tipo di Hip Hop napoletano, fatto di ricerca e passione, musicalmente e tecnicamente all’ avanguardia, non si può non citare la Voolcano Harmonix, etichetta indipendente nata dall’ incontro del producer e sound engineer Blob con i beatmaker e musicisti Sonakine, Breakstarr e Funkcesco Mopo (quest’ ultimo anche graphic designer).

Nell’ ultimo periodo hanno allargato il loro collettivo a nuovi talenti “nostrani”, e dopo aver prodotto “Free To Love”, ep di Yambù già segnalato sul nostro blog, pubblicano “Blue Cuts” di Eks, al secolo Guido Marziale.

L’ep è composto da sette tracce in cui risalta una grande ricerca per i breaks e un gusto particolare verso le sonorità afro e roots-dub; beats ipnotici, echi di jungle remote  e suoni lo-fi sapientemente tagliati e miscelati, per uno dei prodotti più originali e “di livello” partoriti dalla beat scene partenopea.

Vi lasciamo all’ ascolto di “Blue Cuts” e, se non lo avete ancora fatto, andatevi a pescare le altre release targate Voolcano Harmonix.

Oluwong “Timeless”

olu2

Tra i producer più noti ed apprezzati della scena Hip Hop campana e nazionale, sound engineer e fondatore insieme a DJ Uncino della ormai storica “Ammontone”, Andrea Esposito, in arte OluWong, pubblica il suo nuovo Ep “Timeless”. Cinque tracce nu-soul che vedono la partecipazione di cinque diversi talentuosi singers, per un progetto dal sound avvolgente e ricercato, disponibile in free download  dalla sua pagina soundcloud o dal seguente link.

Abbiamo approfittato di questa release per scambiare qualche parola con lui…

BC: Erano i primi anni duemila quando esordisti come beatmaker con la compilation  “Spingo Merda”, sembra una vita fa… cosa è cambiato intorno a te ?

OLW: Dipende da cosa intendi. Se parli a livello musicale,BEH… Più che intorno a me direi che è cambiato qualcosa intorno a noi, anzi più di “qualcosa”. Vedi, ho cominciato in un periodo in cui “essere Hip hop” significava far parte di una tribe
dai confini ben definiti e penso che questo abbia avuto ripercussioni anche a livello musicale. Adesso, che finalmente anche in italia questa musica/cultura è stata scoperta dal grande pubblico, come già molto tempo prima è accaduto in altre
parti del mondo, questa tribù risulta ora più che mai sempre piu’sgretolata. La musica che facevamo nel 2000 si è divisa in tantissimi sottogeneri che continuano a scomporsi e moltiplicarsi e capire cosa è o non è “Hip Hop” è diventato sempre
più difficile, soprattutto per un orecchio non “esperto”. Contemporaneamente a tale evoluzione anche io e la mia musica siamo cambiati nel tentativo di assorbire e prendere ciò che di buono stanno offrendo i rapidi mutamenti in corso che
caratterizzano l’attuale scenario hip hop a livello mondiale. Chi mi conosce sa che amo sperimentare, creare musica attraverso contaminazioni di generi sempre nuovi e spesso anche molto lontani da quella che è la mia formazione musicale. Prendo determinate idee e spunti per poi rielaborarli con quelli che sono i miei stili e il mio
genere per dar vita a qualcosa di completamente nuovo, frutto della contaminazione . Penso che questo significhi veramente “Evolversi”…
Ho sempre pensato che restare fermi sempre allo stesso punto non ti permetta di scoprire nuovi punti di vista.
Anche per quanto riguarda l’aspetto propriamente “lavorativo” c’è stata un’evoluzione, negli anni ho cercato di specializzarmi ed aggiornare continuamente le mie competenze tecniche per cercare di offrire un livello di professionalità
sempre maggiore, oltre che una dimensione artistica nel mio lavoro. Finalmente dopo tanta pazienza e costanza durati, quindici anni, io e il mio amico e socio storico di una vita Dj Uncino siamo riusciti a concretizzare il nostro sogno di mettere su uno studio multimendiale (per chi ancora non lo conoscesse “l’Ammontone Studio”) in cui curiamo l’intera fase di produzione di un album dalla scrittura alla promozione e alla grafica, e grazie alla credibilità e ad una professionalità che pensiamo e speriamo di aver acquisito in anni di duro lavoro, possiamo affermare di affacciarci tra le realtà più conosciute e consolidate.

BC: Hai lavorato con diversi artisti, campani nazionali ed internazionali, c’è qualcuno a cui sei legato particolarmente?

OLW: Guarda ti dirò, io sono legato a tutti i progetti in cui sono coinvolto come fonico. Non so se è una cosa che succede a tutti quelli che fanno il mio lavoro, ma per quanto mi riguarda mi sento parte di ogni progetto a cui lavoro. Mi trovo spesso
a fare da Direttore Artistico per i gruppi che passano per l’Ammontone, molte persone che vengono da me hanno moltissime idee, ma che per mancanza di determinate competenze tecniche non riescono a tradurre poi concretamente nei
risultati sperati, ed in questo consiste il mio lavoro: prendere queste idee e tradurle nel miglior prodotto possibile, sia da un punto di vista tecnico che artistico. Mi trovo spesso anche a dare dei consigli ai gruppi sui percorsi da seguire
per creare un disco che sia strutturato nel miglior modo possibile, che abbia un sound riconoscibile e un senso nel suo insieme. Va da se’ che questo tipo di rapporto crea necessariamente un legame molto profondo tra tecnico e artista.
Ricordo ancora le litigate con Speaker Cenzoù durante la lavorazione di “Cuorep” per un pugno di piattini… o con Rob Shamatide durante i mix di “Nuje\vuje”, perchè diceva che il ritornello di “Presentimento” “ti doveva ASSALIRE. Sono cose che ti rimangono! hehe

BC: Come riesci a far coincidere le tue due attività: quella di producer e quella di sound engineer?

OLW: In realtà sono due attività complementari, penso. Come diceva Ice one se sei un beatmaker e non hai competenze nel mixing rivolgiti ad un professionista, ma se ne hai anche un minimo di entrambe è molto meglio! Mettere insieme le due cose comunque, in alcuni momenti è davvero difficile. Ci sono mesi interi (tipo questo) in cui non faccio neanche un beat perchè impegnato sui dischi di prossima uscita. Qualcuno potrebbe dire “e allora falli di notte!”, ma probabilmente dimentica che facendo il fonico e ascoltando musica tutto il giorno quando arriva la sera il tuo orecchio è veramente stanco.

BC: L’ Ammontone studio è ormai un punto di riferimento per chi vuole produrre black music a Napoli e dintorni, ma si sa, non è una cosa semplice… Cosa vuol dire portare avanti un progetto come il vostro, oggi, nella nostra città?

OLW: Vuol dire avere grosse competenze sia tecniche che musicali.
Vuol dire essere moooolto aperti alle sperimentazioni.
Siamo nell’era della trap dril e della future drill… prendere un rap e pitcharlo per 1 minuto e mezzo (che quasi non ci capisci un cazzo) potrebbe essere normale…

BC: A proposito di equipement… con quali macchine lavori?

OLW: Ho iniziato con un MC 307, groovebox della Roland, dopodichè ho scoperto il digitale e non l’ho più lasciato. Con il mio primo pc ho cominciato ad usare Reason e ci ho fatto beats per anni; poi per “comodità” mi sono spostato sulla piattaforma
Cubase. Mi dava la possibilità di usare molti più strumenti e di mixare in maniera più precisa quello che facevo.
Una menzione va fatta ai miei vst preferiti: Sylent, Massive, e l’insostituibile Kontakt.
non saprei davvero come fare senza. Il prossimo acquisto sarà di sicuro una NI Maschine.

BC: Come nasce “Timeless”?

OLW: Sul mio pc ci sono una cosa come una decina di progetti tra beat tape, ep, remix ed altro che non aspettavano altro che essere pubblicati.
“Timeles” è una raccolta di pezzi fatti in un arco di tempo molto lungo. Sono un amante del nu-soul e nella mia storia ho creato molti beats che secondo me andavano “cantati” e non rappati. Cosi nei tempi morti ho cominciato a chiedere ad alcuni
artisti che ne fanno parte ed anche ad altri che purtroppo non hanno potuto partecipare, se volevano collaborare alla realizzazione di qualche pezzo. Il tutto va avanti da quasi 5 anni ed ora si è presentata l’occasione. Il disco esce infatti
anche in occasione della costituzione dell’Ammontone come Associazione Culturale.

BC: E cosa vi ha spinto come Ammontone a scegliere di diventare associazione?

OLW:  Siamo sempre stati molto attivi nel sociale e nella dimensione dell’inclusione e dell’aggregazione attraverso l’organizzazione di eventi. Inoltre siamo stati partner di alcuni dei più grossi eventi HipHop svolti a Napoli negli ultimi 10 anni. Penso che questo era uno step necessario e naturale per farci riconoscere anche dalle istituzioni come realtà territoriale che opera, e stimoli un discorso artistico e culturale nel territorio.
BC: Che consigli ti senti di dare ai producer più giovani?

OLW: Il consiglio più importante che posso dare a chi si avvicina all’hip hop in tutte le sue forme ed alla musica in generale è quello di STUDIARE, sempre, senza fermarsi mai. Non smettere mai di apprendere nuove tecniche, ultime innovazioni, e
informarsi e tenersi costantemente aggiornati, soltanto cosi’ è possibile apportare “quel qualcosà in piu'” a quello che si fa tutti i giorni. Come ho già detto prima evolversi è sempre fondamentale per crescere.
Noto con dispiacere che oggi chi si avviciana alla scena lo fà troppo spesso per “Fame di Fama” e non per amore per la musica o senso di appartenenza, e penso che questo sia fortemente sbagliato come tipo di approccio.
Nessuno conosce la formula magica per fare una “hit” e spesso accade che chi ci riesce si stava semplicemente divertendo… senza pensarci troppo su.

BC: Progetti futuri?

OLW: Come dicevo sono sommerso di lavoro quindi vi avviso che in primavera arriverà un’ inondazione di flow! E’ già pronto il disco di Ale Zin “Panama 11” e stiamo facendo le ultime correzioni a “#Galleon” il disco di Dj Uncino (che sarà isponibile ad Aprile) che vedrà ospiti tutti, ma proprio tutti gli mc di spicco della scena campana. Ultimo ma non per importanza, il nuovo album de “La Pankina Krew” iniziato da qualche mese e che vedrà la luce forse in Settembre.
Rimanete in contatto tramite la pagina facebook dell’ Ammontone Studio per notizie sempre fresche sulle prossime uscite.
Un abraccio a tutti!

The Beatfonics Crew “Ethnic Session Vol. 11”

Ai più attenti, ma forse perfino ai più distratti, il nome di The Beatfonics Crew non suonerà nuovo. Collettivo di beatmakers provenienti da tutta la penisola, con line up in continuo rinnovamento, sono giunti ormai alla loro undicesima release. Ci hanno già abituati all’ idea di beat tape-tributo con le precedenti uscite dedicate a Lonnie Smith o Bobby Hutcherson  (tra le tante), ma per questa occasione hanno raccolto strumentali che contengono campionamenti di brani di world music realizzati con strumenti etnici ed esotici, per celebrare la musica tradizionale proveniente dagli angoli più remoti del pianeta.

A noi è piaciuta molto questa “Ethnic Session”, così come i precedenti tape, e ve ne consigliamo vivamente l’ascolto.

BeatZcat Staff

2QZR “RAINBOW Tape”

<<Un viaggio interminabile ai confini del jazz che richiama un fattore fondamentale: plananti sample d’ambiente smooth e rumori planetari che hanno dato spazio ad artisti eclettici, in grado di ricucire atmosfere strappate da dischi qua e la, in forme protomusicali molto indefinite, ma che conservano quel fascino dell’improvvisazione jazz, quella mescolanza indefinita piena di storia, stile e gusto personale.>>

#2QZR (toQuasar) è un collettivo anonimo nato il 5 Gennaio 2015, è una cangiante ed eclettica scomposizione di tempi e mood in nuove chiavi stilistiche, tagli di sample fusion e ambienti gustosi, mellow jazz, vocal dal retrogusto vintage, sincopi
e oscillazioni che promettono strati di separazione LO-FI, con skit nostalgici, keyboards grintose, liriche rap italiane e d’oltreoceano e interludI romantici.

Dopo una attenta scissione degli eventi sonori, e dopo una ricerca attenta alle giovani e fresche teste HIP HOP nel panorama internazionale, il tape dal titolo colorato, è senz’altro uno spettro completo che trasforma la luminosità di piu di 20nartisti da tutto il mondo, (KEOR METEOR, LANZO, GRILLO, FIODOR, ITALO, MARS SHINOBI, RITUVLS, 17IAM, SCIPPO, ODEENO, O.TESLA, KNDLN, 1GIGA, SAITO, LZU, NEKUBI, KNABLINZ, MELLO, FRESHRUH) in una scala cromata che racconta la storia di un
misticismo minerale, ai confini di una galassia a noi sconosciuta, tra detriti e nebulosa cosmica, sempre calda, in cui gli elementi in continuo movimento si incontrano e nella loro unione si nasconde il piu vecchio mistero della vita,
generatrice di luci, colori, suoni!


DISPONIBILE IN FREEDOWNLOAD PER UN MESE, DOPODICHE’ SARA’ DISPONIBILE SIA IN FORMATO CD (CARTONATO + POSTER UFFICIALE) CHE IN FORMATO MUSICASSETTA PER I TAPE-MANIACS E LO-FI LOVERS!

Rud by “Moderno”

Che l’ hip hop strumentale sperimentale abbia anche in Italia ormai raggiunto livelli elevati non è una novità e Turbo Tape Records ne è un esempio. L’ etichetta siciliana ha già all’ attivo una dozzina di release e l’ ultima in ordine di tempo è questo ep  di Rud by intitolato “Moderno”. A noi è piaciuto molto e vi invitiamo ad ascoltarlo e, come nella nostra filosofia, magari supportare questa realtà, considerando anche il fatto che i loro lavori sono tutti stampati su cassetta e potrete così godere della vostra copia fisica.

 

Way Back When… Ras G “Back On The Planet”

A proposito di beats e viaggi interstellari, l’album che abbiamo scelto per questo appuntamento con la rubrica “WayBackWhen” è “Back On The Planet” di Ras G, uscito nel 2013 per l’ etichetta di casa Brainfeeder.
Ras G è tra i produttori più prolifici della scena beat di Los Angeles ed ha saputo farsi
apprezzare in tutto il mondo grazie al suo stile originalissimo, da lui stesso battezzato ghetto sci-fi.
Attraverso quest’ album (non un semplice beat tape, come da egli stesso precisato), ricco di bassi profondi, campionamenti extraterresti e percussioni africane ipnotiche, il nostro brother from another planet ci racconta il suo ultimo viaggio a bordo della sua afrikan space program. Una menzione speciale va anche alla cover art in pieno stile afro-futurista.

Il passato è il nostro futuro?

BeatZcat Staff