Irhu “Dialoghi Platonici”

Irhu is back!

Dopo l’ ottimo album prodotto per FFiume, intitolato appunto “The Irhu Experience“, ecco un nuovo beat tape per il producer salentino Irhu (HHabitat Records/Bluesteady Triptik).

Il tape, intitolato “Dialoghi Platonici”, ha il gusto di un buon bicchiere di vino rosso (magari “Novello“) bevuto in buona compagnia. Beat stilosi e genuini,  puro Hip Hop!

Consigliato.

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Fatb “Galleta”

Amici appassionati di hip hop strumentale di un certo livello, anche oggi abbiamo qualcosa che fa proprio per voi!

Si tratta di “Galleta” il nuovo album di Fatb, producer campano e nome caldo della scena lo-fi internazionale,  uscito in digitale, cassetta ed LP (cinquanta copie in vinile bianco e cinquanta in vinile nero, entrambe sold out in 24h!) per l’etichetta tedesca Dezi-Belle Records.

L’album è uno dei più interessanti che ci è capitato di ascoltare quest’ anno ed è ricco di collaborazioni con artisti di spessore provenienti un po’ da tutto il globo (Plusma, Drwn., Sleepdealer, Odeeno, giusto per citarne qualcuno…). Drums ricercate, atmosfere jazzy e samples ipnotici -a tratti malinconici- saranno il  tappeto sonoro perfetto per i  vostri momenti di meditazione.

Difficile trovare un traccia preferita, una volta schiacciato play… un biscotto tira l’altro!

L’ artwork è a cura di Roi U Alcocat.

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ILLA J all’ ombra del Vesuvio: intervista esclusiva a cura di Sodo Studio (Feb. 2016)

Lo Possiamo Dire?  Noi Pensiamo Che La vita è Bella poiché da tanti anni che abbiamo visto nascere crescere ed evolversi un movimento culturale in una città troppe volte (anche nel mondo artistico) bistrattata e ingiustamente messa al margine.

Dopo più di 20 anni, attraverso una serie di artisti ma non solo, attraverso un processo di cambiamento effettivo della percezione delle arti stesse, oggi Napoli vive un vero e proprio momento di maturità e rinascita artistica nella quale i sogni sembrano essere più vicini, quasi realtà.

Questa è la sensazione che ho io Enzo\Cenzou\Sodo Studio che a questo giro parlerò in prima persona cercando licenza ai fratelli del resto della redazione di BeatZcat, perché il momento è solenne, è mercoledì, è l una di notte e, fra qualche ora, arriverà Illa J a Napoli e mi sembra un sogno e in più  lo intervisterò e quindi non ve ne dico proprio…

Cercherò di radunare un momento le idee e di organizzare il cuore per essere all altezza del compito….

Let’s Go! (cit)

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Ciao John Per Noi è un Onore e un immenso Piacere Averti Qui a suonare e specialmente per me averti qua a casa…

Iniziamo con qualcosa di leggero e confidenziale: conoscevi già l italia , in particolare Napoli? Qualche Storia, esperienza, leggende ?

Purtroppo no, questo è il mio primo viaggio a Napoli , sono già stato qui in Italia, già a Roma, Milano, ma a Napoli è la mia primissima volta.

Parlaci di come si evoluto sia come suono che liricamente il tuo percorso artistico da “Yancey Boys”, il tuo esordio, fino al disco “Illa J”, fuori per Bastard Records.

Allora per me il primo album è stato come ero, molto emozionato registrando il disco, stavo imparando molte cose sia sulla struttura, sull’ arrangiamento, sul mettere insieme le cose e allora cercai di lasciare andare le cose il flow, l’energia e proprio per queste ragioni  in un certo modo è un disco unico, proprio perché era una specie di nuovo mondo per me, lavorando con gli Slum (Village) con Frank (‘n Dunk) ho imparato molto sulla costruzione delle tracce, e il tempo che ne è intercorso mi ha dato la possibilità di crescere, mentre sul disco con Bastard Jazz ho lavorato interamente con i Potatoheadz, dei fratelli, e mi sono divertito moltissimo. L l’ho visto molto come una specie di rintroduzione, come un rilancio, questo è ciò che rappresento e che esprimo nella musica. Puoi sempre cercare e scoprire la tua voce dove potrà portarti, adesso sono molto più’ a mio agio e sicuro di dove può’ portarmi la mia voce, ogni disco è un po’ un ripartire da capo, parti dal fatto che prima di essere un rapper, io mi sento un cantante; nei miei dischi, c’è tanto rap,  ma ovviamente ci sono tantissimi cantati, e sul disco mi sono divertito molto, ma prossimamente ci saranno molti più’ pezzi cantati.. Ad esempio in “Universe” trovi rap e cantato, ed è una mia esigenza quella di spaziare, oppure trovi del g funk con strippers, oppure del jazz, per me la registrazione è un momento per catturare le vibrazioni. Sono un musicista, amo la musica, prendi Prince, per lui non puoi pensare a una categoria o a un genere , è semplicemente Prince… E anche io vorrei cercare un approccio del genere, dove non puoi mai sapere cosa puoi aspettarti… mi piace avere una sorta di gusto eclettico rispetto al mio modo di comporre o concepire la musica.

Diciamo che nel disco con Bastard Jazz è come se fosse uscito la mia parte destra del cervello, e in quello dopo la mia sinistra, come una sorta di Yin e Yang, ed è stato bellissimo e pazzesco lavorare ad entrambi i dischi per motivi diversissimi, entrambi significano moltissimo per me, per come riesco a esprimere il potenziale nella musica in vie del tutto diverse ma alla fine complementari, cosi come fu come nel primo album con Delicious Vinyl, che saluto, quindi potrei riassumere dicendo che è una continua ricerca di dove mi porta la mia voce, e una volta che la trovo , ci gioco e vedrò dove mi porterà nei passaggi successivi.

A Napoli amiamo molto il tuo approccio morbido e confidenziale, ma ovviamente non abbiamo potuto notare che nell’ album “Sunset Boulevard” hai voluto alzare l’ asticella del tuo flow, delle liriche. E’ stato un processo naturale, o ti sei sentito che semplicemente era tempo di dimostrare qualcosa?

(John inizia a ridere molto compiaciuto per questa domanda)

Anche qui come rispetto al discorso del cantato, ero alla ricerca di me, del mio flow, dopo che sul primo disco avevo ricevuto molte critiche proprio rispetto alle liriche, che molti non avevano soddisfatto abbastanza, ad altri non erano piaciute,e ho iniziato a lavorarci su , dicendomi che potevo fare di meglio. Quindi l’ ep, l’ album, il mixtape con gli Slum, sono stati vari passi  per raffinare questo processo e grazie ai loro consigli, dove mi spronavano continuamente a fare di meglio, ho avuto la possibilità di crescere.

Gli Slums mi hanno spinto molto affinché crescessi e mi migliorassi, nel corso del tempo ed ho avuto modo di lavorare molto sulle mie skillz e portarle a un livello superiore di scrittura e di esecuzione e su “Sunset Boulevard” volevo dare qualcosa in più’ (e lo abbiamo notato ho aggiunto io) e dimostrare di poter essere un mc degno di rispetto e considerazione e per me è pazzesco che ve ne siate accorti, è bellissimo quando metti un’ emozione o uno stato d’ animo nella musica e le persone come voi fino a Napoli riescono a coglierlo esattamente nel segno.

Le produzioni del tuo nuovo album hanno un sapore del tutto unico, a nostro avviso totalmente in target con un certo tipo di modo al quale ci hai abituato, ma allo stesso tempo con un qualcosa di unico. Ci parli un po’ dei Potato Head People, e di come è nato e si sviluppa il vostro modo di lavorare?

Allora, Frank ha fatto un pezzo con loro qualche anno fa, credo nel 2014, ed è stato quando mi sono trasferito a Montreal,  lì ho iniziato a lavorare con Nick (Nicky Wisdom) e lì Frank mi disse: “hey tu dovresti lavorare con lui, o con Kayatranada“. Nick è di Vancouver, quindi è venuto a Montreal  e abbiamo iniziato a buttare giù delle cose, che dopo un mese sono diventate più definite e in quel momento ho rivoluzionato molto il mio processo di scrittura, che si è evoluto in modo naturale insieme all’ evoluzione delle strumentali. Poi sono state aggiunte varie parti strumentali , sugli scheletri, è stato davvero bello e unico, che ritornando al mio discorso di scoperta e ricerca che ti facevo prima, è stato un processo naturale e complesso allo stesso tempo, magico.

Sappiamo del tuo essere polistrumentista, mc, cantante e producer, qui a napoli in questo periodo ci sono tantissimi ragazzi giovani che stanno incominciando ad avvicinarsi a questa cosa di fare i beat e cercare di trovare realizzazione personale attraverso l arte… Che tipo di consigli , ti senti di dare a tantissimi giovani ragazzi napoletani che ovviamente vedono in te e nella tua Legacy (e in loro mi ci metto anche io ) una specie di Bibbia?

Come prima cosa, mettiti al lavoro e lavora duro, lavora sodo! Io ho iniziato con mio fratello (J Dilla) e la cosa principale che mi ha sempre detto è di lavorare.

Mi ha insegnato sin da subito quest’ attitudine, lavorare e continuare a lavorare ancora,  nella mia famiglia grazie a mio fratello, mia madre, mio padre, mia sorella, la musica è stato sempre un fatto abbastanza naturale, ma è il lavorare duro ciò che ti fa raggiungere il livello successivo, e grazie a questo, anzi è proprio questo amore, che ti fa amare come suona qualcosa, e vuoi sentirlo suonare sempre meglio, e allora ci continui a lavorare su e può’ essere infinito, quando viene dal tuo cuore, da dentro al’l anima

Il primo ingrediente è che se fai una musica, devi ovviamente amarla, ed è il primo passo di questo viaggio turbolento nella musica, e nell’ eventuale successo e questo può diventare anche un elemento che ti dà forza. Quando ci sono delle avversità tu puoi comunque contare su questo amore , questa passione che ti fa superare gli ostacoli e può essere un altra interessante chiave di lettura… in pratica  “fallo perché lo ami” mettici il cuore, abbi fiducia, credici ,ed è principalmente questo, quello che veramente puoi fare e per quanto tu possa metterci del tempo, nel “mestiere” alla lunga qualcosa sicuramente si manifesterà. Quello che intendo dire, non focalizzarti sull’ effetto, come i trofei, i premi, i soldi, le macchine… Si certo potrebbe succedere, ma concentrati sul lavoro, sul mestiere, quanto più fai questo e la musica migliora, più può cambiare tutto. Ad esempio anche quando mio fratello finalmente ha avuto successo, si certo aveva una bella macchina, ma la prima cosa per lui è stata fare uno studio ancora più incredibile, per fare un lavoro sempre migliore, perché in fondo i tuoi soldi eventuali, vengono da li, dalla tua musica, dalla qualità della tua musica continua a ricercare, , non preoccuparti della parte economica, continua la ricerca, quella viene prima di tutto.

Molti di loro pensano prima ai soldi e poi inevitabilmente si distraggono dalla musica, perdendo il focus sulla cosa principale. mentre se continui nel modo giusto, prima o poi diranno, “hey cazzo, quello ha della musica fortissima”, e tu starai finalmente costruendo un qualcosa di unico. E non è dato che tutti ci mettano lo stesso tempo, ad alcuni prima ad altri più tardi… Non puoi paragonarti ad un altro, ognuno è diverso, ognuno ha un destino differente, magari hai visto qualcuno della tua stessa crew fare il successo e tu sei ancora fermo, non devi fermarti, devi continuare a spingere, se ami ciò che fai davvero, devi continuare a farlo a prescindere.

Un altra parte importante è che è musica, ma è anche music-business, quindi impara anche il business, o trova un amico che ami entrambi gli aspetti , fate squadra e non sottovalutare l’ aspetto del business.

Che so, Kendrick ha il tre che è un team capisci ? Quindi sono importanti entrambi gli aspetti, la musica, ed il business….

A noi non interessa molto di tutta la questione e del hating che ogni tanto leggiamo sulla tua persona, a Napoli siamo abituati a sentire la musica, nel senso di “feel the music, had perceptions about it, not only hearing”, e partendo da qui, per noi di Napoli, anche se tu ti chiamavi John Doe ( equivalente americano di Mario Rossi) non avrebbe fatto alcuna differenza, perché ti ripeto, noi amiamo la musica e l anima, detto questo, la domanda su Dilla è: Com’ era Dilla come Maestro? In che modo tu senti che ti ha aiutato, parlandoti in maniera forte, o lasciandoti fare i tuoi errori? La domanda era: come lui ti passava gli “insegnamenti” e quindi come secondo gli insegnamenti darebbero passati…

Ok, mio fratello mi ha insegnato, e ricordo è stata una delle prime tra virgolette lezioni importanti che mi ha dato, dicendomi: se vuoi imparare qualcosa, insegna tu a te stesso, poiché tu hai tutti gli strumenti per poterlo fare, e in particolare nella musica, devi scoprire quello che è il tuo stile. che è la cosa più importante. Ricercare l’originalità, poiché tutti noi abbiamo una voce unica, ed anche la voce può cambiare e crescere. Considera che il nostro corpo è parte dello strumento… è fondamentale scoprire la propria voce.

Questa è stata forse la lezione più’ importante che ho appreso da mio fratello, ad esempio puoi avere libri, puoi vedere le cose, i tutorial su YouTube, quello che vuoi, tutti gli strumenti oggi esistono, sta a te scoprire il tuo stile, la tua unicità…

Metti impegno nel lavoro per scoprire il tuo suono, il tuo mestiere, il tuo timbro.

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Personalmente trovo fantastica, l’ idea di concepire un pezzo come “Air Sign” , ovviamente io che sono Bilancia mi sento fortemente coinvolto… E in più pensa che qui a Napoli… siamo abituati a dire “Stamm Sott o Ciel”, e ho trovato tantissime similitudini in questa concezione un po “esoterica” diciamo. Parlacene se ti va…

La canzone “Air signs” è definitivamente , un qualcosa che mi rappresenta interiormente, mi riporta anche molto alla mia famiglia, a mia sorella che è dei gemelli, mio fratello era aquario ed io sono della bilancia, anche mio padre è bilancia ora che mi ci fai pensare, mia madre invece è vergine… ho imparato molto in questo tipo di scrittura, da mia sorella che per dei versi è un po’ una poetessa e la sua influenza portò anche me a scrivere una specie di poesie, e quando glieli feci leggere lei mi fece notare che più che poesie, sembravano delle canzoni vere e proprie, suonavano molto etiche a sua detta, ma avevano più delle fattezze da canzoni. e da li iniziai a scrivere più canzoni e più rap, mi stimolo’ molto…

Mentre da mio fratello ho acquisito una sorta di magia, come sapete lui aveva un modo swing unico  e per dei versi probabilmente abbiamo un qualcosa anche dell’ acquario che ci accomuna, per dei versi, per il tipo di connessione che ci lega, ci siamo sentiti spesso come gemelli sebbene nati in momenti diversi, cosi come la ritmica alla James Brown,che invece viene da nostro padre. Ti dirò che ci sono cose che ricalcano questo tipo di metafore anche nel nuovo lavoro, in una traccia parlo della luna di come la percepisco. Tornado a “Air signs” è una specie di mix delle varie influenze dei vari membri della mia famiglia, ed è simpatico che anche la mia ex ragazza era acquario perché ritorna anche qui questa componente, so che devo continuare questa sorta di magia di famiglia, anche perché sono il più giovane e anche se spesso quando ero a scuola ero distratto da molte cose. è venuto un tempo in cui ho realizzato che dovevo semplicemente continuare a far andare avanti questa magia, che era sempre stata propria della nostra famiglia, e in sintesi “Air signs” è un mix di queste influenze.

Il tuo trasferimento a Montreal, ha aperto una nuova era della tua produzione artistica ci parli di come hai maturato questa decisione, e del tuo rapporto con tutta la scena artistica , canadese, oltre i già citati Potatoheadz, abbiamo ascoltato e conosciuto per la prima volta, nomi come Noo Bap, KayTranada, conoscevamo già Moka Only. C‘è qualche altra realtà di cui ci vuoi parlare, del territorio canadese? In particolare a Napoli abbiamo un fortissimo rapporto con il producer Elaquent, che se non conosci , ti consigliamo.

Li ci sono tantissimi Producer e rapper fortissimi, Kayatranada è un super super produttore ad esempio, i gia citati Potato Head People, fortissimi. Poi Noo Bap, Pomo Beatz… Mi son trasferito a Montreal perché la mia ragazza vive lì, ci sono stato un paio di volte ed ho trovato un energia fortissima, e ho deciso di trasferirmici, e lei tra le altre cose attualmente è diventata la mia manager, e davvero ti dico, non avevo idea che laggiù potesse essere cosi. Tornando allo zodiaco, la mia ragazza è ariete e mi spinge molto, per ogni cosa dice “vai vai vai !!!!”. Tra le altre ho avuto la possibilità di registrare in degli studi bellissimi, è stata un esperienza che sicuramente mi ha dato moltissimo sia come contatti, che proprio come musica. Infatti ho avuto modo  id relazionarmi anche con tanti musicisti che hanno suonato strumenti live nelle produzioni , portando la musica su un livello ancora maggiore. Ho fatto tante cose molto forti con i ragazzi del Breakglass Studio a cui mando un saluto, abbiamo aperto sicuramente delle connessioni con tanti artisti che saranno durature e proficue , musicisti, cantanti, con i quali stiamo facendo e faremo tantissime produzioni, ho avuto modo di passare a una serata che fanno a Montreal, dove c è un gruppo che suona basi rap con strumentali, e abbiamo avuto modo di fare cose insieme molto interessanti. Da li ho ripreso a studiare anche la tastiera, che mi da spesso la possibilità di accompagnarmi nei miei live… insomma delle super good vibes , a prescindere dai generi, e dalle etichette!

E’ solo un pochino più fredda di Detroit, nevica più spesso, però c’è la metro che a Detroit non c’ è e quindi è più semplice muoversi e fare le cose con più tranquillità e meno stress,

Nel disco comunque c’è moltissimo il clima di Montreal, ad esempio spesso io e Nicky ci fermavamo a mangiare il bagel in un posto e poi andavamo in studio. Questo sapore lo abbiamo messo, lo senti…

Quindi il bagel per te è un po come il nuovo donut ????

Ehehehehehehe  un pochino si…

Che Musica Ascolta Illa J ?

Che ti dirò , io ascolto davvero di tutto, sono proprio onnivoro, potrei dirti piuttosto cosa ascolto in questo periodo, perché ovviamente aggiorno di continuo la mia playlist ascolto Rhianna, l’ ultimo disco è fantastico, Tame n Power, ovviamente ascolto Kendrick Lamar, Pharrell, e per ora mi fermo perché ti farei troppi nomi…

C’è un artista col quale non hai ancora collaborato, che ti ispira o che semplicemente vorresti lavararci insieme?

Si , il cantante dei Llttle Dragon, e probabilmente Rhianna

Noi Napoletani, in quanto popolo del mediterraneo siamo stati dominati da vari popoli, tra i quali i Greci, dai quali abbiamo appreso l’ arte del ospitalità, e per questo motivo per noi è importante lasciare al nostro ospite qualche regalo per ricordarsi dei bei momenti che abbiamo passato insieme, ed è una cosa che oggi vedrai più’ volte, quindi non essere sorpreso se oggi ti sembrerà il tuo compleanno… visto che sei a casa di un Napoletano 100% , devi sapere che a Napoli C’è Stato un Genio Assoluto della Musica Mondiale, chiamato Pino Daniele,  ed era di questo quartiere…..

Un vero innovatore della Musica Italiana, che ha suonato con i migliori , come Pat Metheney, Herie Hancock, Chick Corea, Clapton and many many more. Vorrei trovare un  nome per farti capire il suono e volevo comprarti un solo disco, magari un gratest hits, ma non sarebbe stato sufficiente per fornirti una visione d’ insieme sulla sua musica.  Allora ti ho regalato i suoi 3 dischi vecchi che secondo me sono tra i più rilevanti della sua carriera, e siccome sei a casa mia , mi sono permesso di aggiungere il mio primo vinile del 1996 e un paio di cappellini ricordo. Dopo questa premessa, la domanda vera e propria: che sensazione ti da Napoli ?

Ti dirò, in molte cose dell’ architettura, per dei versi mi ha riportato alla mente la Grecia, ma ha una vibrazione totalmente differente, molto bella rilassata, unica. C’ è sicuramente una connessione con la Grecia, ma ovviamente è marginale, qui c’ è un accoglienza totalmente unica.

Siamo davvero felici che tu sia qui con noi…

Sappiamo che stasera sarà una notte fanatastica, e speriamo tutti che al tuo ritorno a casa porterai un po’ dell’ amore napoletano nei tuoi ricordi, lì fuori tutti i ragazzi del nostro blog saranno alle stelle per la tua presenza e per il fatto che adesso Illa J sa che A Napoli c’ è quel tipo di amore musicale che lui porta e che Napoli lo ha già adottato, come sua terza casa dopo Detroit e Montreal…

E se ti service ulna base in europa , Nales is the place 2 be! 🙂

E se ti fa piacere fare un saluto ai ragazzi di Beatzcat…

 

Foto: Stefania Di Gioia.

 

D-Gene “Bridge Ep”

Uscita l’ Italia dalle qualificazioni mondiali, ci concentriamo sulle uscite italiane in ambito electronic/hiphop che, per usare un eufemismo, ci interessano giusto un poco poco di più…

Daniele Lanzieri, in arte D-Gene, da Roma, è fuori con il suo secondo ep intitolato “Bridge“, una miscela di hip hop di stampo future, downtempo ed elettronica sognante.

Un lavoro di creatività e tecnica notevoli, capace di sorprendere ad ogni battuta, che ci ha fatto star bene e che vi consigliamo di gustarvi con una buona tazza di thè.

Mix curatissimo ed artwork da paura.

Buon viaggio!

 

Tracce preferite: “Around Me”/”Heritage”, ma anche la bonus track “Flying Love”, che ci ricorda con l’energia trasmessa che dopo la pausa-thè abbiamo ancora un bel po’ di cose da fare!

T H R I L L Y “Via Madre di Dio”

Genova è sicuramente una delle città italiane più belle ed affascinanti, per chi ha avuto il piacere di visitarla (ed enorme è il suo contributo alla musica ed alla cultura italiana). Per questo se qualcuno ha voglia di raccontarcela non possiamo fare a meno di rimanere incantati ad ascoltare.

Se poi a parlarci di questa città sono pad “notturni”, bassi profondi, accordi malinconici e vocine sospese… Se il racconto è scandito da ritmiche curate, tanto incisive, quanto “sussurrate”, beh, nei meandri di Genova rischiamo di perderci.

Loro sono T H R I L L Y, ovvero Italo e Mas&Delayer, il primo beatmaker con attitudine lo-fi, il secondo dedito all’ elettronica in tutte le sue forme. Entrambi amano la loro città e le atmosfere più cupe che spesso sa offrire, e con “Via Madre di Dio” si piazzano dritti tra le nostre release italiane preferite!

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Mix e master sono curati dagli stessi T H R I L L Y, mentre in due tracce al basso troviamo Manna Man,  al secolo Alessio Manna, ex bassista dei Casino Royale.

Buon Viaggio!

https://www.facebook.com/thrillyzena/

WhatsAbstract: Sonakine “Birth of an idea”

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Lo aspettavamo da un po’ ad alla fine è arrivato…

E dopo averlo ascoltato e riascoltato più volte (rigorosamente in vinile) possiamo affermare tranquillamente che “Birth of an idea”, l’ album d’ esordio di Sonakine (Voolcano Harmonix/Capeccapa), ha tutte le carte in regola per diventare un classico della musica underground napoletana (e quindi internazionale).

Crate digger, polistrumentista, designer ed insegnante d’arte, Adriano Coco è riuscito a creare un’ opera matura dal forte impatto emotivo. Il suo stile inconfondibile abbraccia abstract, neo-soul e tradizione partenopea, dub e free jazz, sperimentando con la disinvoltura di chi vive da sempre in simbiosi con la Musica.

Non potevamo dunque non approfittarne per fare un chiacchierata con Sonakine e scoprire di più sulla sua persona e la sua Arte.

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.Qual’è stato il tuo primo contatto con la musica? 

Nel grembo di mia madre, essendo il figlio di una delle più grandi interpreti della canzone Classica Napoletana: Consiglia Licciardi. Il mio approccio si può definire “primordiale”

.Al di là dell’ aspetto musicale, cosa ha rappresentato e rappresenta per te la cultura Hip Hop?

Un modo di essere e prima di tutto uno stile di vita: l’hip hop dovrebbe donare a chi sente di farne parte, sia come fruitore che come parte attiva, un’autodisciplina ed un’autocritica tali da portare all’assoluto rispetto verso il “saper fare qualcosa”, riconoscere chi lo fa meglio indipendentemente da chi lo fa da più tempo, fino ad apprezzare e non invidiare chi può arrivare al virtuosismo vero e proprio, con consapevolezza del fatto che ogni personalità ha una propria peculiarità, ed in questo senso può partecipare attivamente alla composizione di un puzzle complesso e variegato.

.Sei un amante del vinile, sia come fonte analogica di campionamento, sia come supporto per diffondere la propria musica. Come scegli i tuoi dischi e qual’è la cosa che più ti affascina di questo mondo?

Ogni producer a mio avviso ha più o meno affinità verso alcuni dischi rispetto che ad altri, questo dipende dalla personalità e dalle inclinazioni personali, che portano a fare le scelte di acquisti e campionamenti del tutto personali. La cosa che più mi affascina è il digging con gli amici. che spesso mi porta a storicizzare degli episodi di vita vissuta: da una banale colazione di domenica mattina ad un giro ad una fiera e così via, raccolgo sensazioni che si sublimano in ispirazioni artistiche, sensazioni che ahimè ritengo difficili da catturare nell’ambito del digging virtuale così diffuso negli ultimi tempi: a mio avviso le dita si devono sporcare di polvere.

Veniamo a “Birth of an idea”, che forse possiamo definire un vero e proprio concept album…  I brani sono legati quasi in modo “spirituale” tra loro e creano l’atmosfera giusta per un viaggio interiore. Quanto tempo ci hai lavorato su e che cosa ti ha influenzato di più nel concepire e creare questa tua opera?

Mi fa piacere di essere riuscito a far trasudare spiritualità al mio disco, era il mio obbiettivo.

E’ il frutto di due anni di lavoro e quello che volevo far emergere da questo album era un flusso di sensazioni sonore che portassero chi ascolta ad uno stato di ipnosi e rilassamento, ma che allo stesso tempo non disturbassero una qualsiasi attività da parte dell’ascoltatore, proponendosi come tappeto sonoro ideale in qualsiasi contesto di ascolto.

 Ci è piaciuto molto il video di “Ritual”, col featuring di Breakstarr e la regia di Cref (Capeccapa). Come nasce l’idea di questo videoclip?

Dall’esigenza di fondere ciò che appartiene al mio mondo interiore: La musica, l’ arte figurativa, la fotografia ed il video in un’unica performance esteticamente efficace e gradevole secondo il mio gusto ed il gusto di chi ha collaborato con me alla realizzazione del video.

.In “Birth of an idea” hai collaborato con molti artisti, sempre in ottima sintonia. Ci spieghi come sono nate queste collaborazioni?

Questo percorso creativo mi ha insegnato che l’empatia e l’affinità che si instaurano con determinate persone portano a creare e tirar fuori con naturalezza cose senza neanche pensarci più di tanto: succede e basta!

.Se dovessi dirci un musicista, cantante, rapper su di tutti con il quale non hai mai collaborato e ti farebbe piacere farlo in futuro?

Se dovessi dirti dei nomi a caso sarei scontato, ce ne sono moltissimi con cui chiunque vorrebbe collaborare almeno una volta nella vita. Anzi, pensandoci bene ammetterò che non ho preferenze: io sono per la condivisione ed amo lavorare con e per artisti che hanno voglia di mettersi su un piano di scambio e comunione di intenti nel nome della musica.

.L’album esce per Voolcano Harmonix Records, label attiva tra Napoli e Londra, di cui sei co-fondatore. Come nasce questa etichetta e qual è la sfida più grande per una label che produce musica indipendente in questo periodo?

Voolcano Harmonix Records cerca di divulgare musica elettronica di matrice astratta selezionando e dando esposizione ad artisti che hanno l’ esigenza di dire qualcosa di personale ed originale. Continuiamo a reclutare produttori affini alle nostre inclinazioni musicali, muovendoci in scenari urbani ed elettronici, italiani e non, con l’unico intento di fornire agli appassionati del genere release di un livello qualitativo sempre crescente.

.Come vedi la scena del beatmaking nella tua città? Credi ci sia abbastanza interesse per questa disciplina da parte del pubblico? 

Il beatmaking è ancora ad uno stato larvale per come la vedo io: la nostra città e l’Italia in generale non offrono molto per questo tipo di approccio musicale, ed è difficile, sia per chi da poco si avvicina al genere, che per chi è un veterano della scena, “svoltare” dando un tono professionale a questa passione. Nell’immaginario collettivo, poi, il beatmaker è associato ancora ad una figura troppo “nerd” per molti ascoltatori e troppo poco “tecnico” per molti musicisti.

.Sappiamo che sei un appassionato di arte per questo vorremmo farti una domanda un po’ bizzarra: se dovessimo paragonare alcuni producer famosi ad alcuni pittori che hanno fatto la storia… Se, ad esempio, ti dicessi Dj Premier? Dj Shadow? Jay Dilla?

In ordine Picasso, Basquiat e Van Gogh

Premier come Picasso crea una dimensione specifica ed è pioniere ed avanguardista con un proprio stile.

Shadow come Basquiat è selvaggio e gioca d’istinto.

Dilla come Van Gogh ha avuto consacrazione e la sua genialità è stata riconosciuta totalmente post mortem. Entrambi mi hanno trasmesso un senso di eleganza e potenza espressiva miscelate al punto giusto.

.Ti ringraziamo e ti rinnoviamo i complimenti per “Birth of an idea”, a nostro avviso assolutamente imperdibile!

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata. Peace!

 

 

 

 

 

 

 

 

B L K C A T “DAILY DIGGIN'”

Dopo le “Compilation” 1, 2 e 3, che già abbiamo apprezzato sul nostro blog, gli amici di Oneirodes Records (lo-fi e future-hop dalla Grecia) tornano per una loro nuova release e lo fanno con questo bell’ ep: B L K C A T  “DAILY DIGGIN'” (B L K L D G x Roi U. Alcocat).

Tre beat a testa per i due producer italiani, con due stili diversi, ma comunque affini, e risulta piacevole l’alternanza nello scorrere della tracklist.

Lo-fi e stile a palla. Assolutamente consigliato (FREEDOWNLOAD!)

Cover by  Roi U. Alcocat.

 

DJ Uncino “Nu Beat E Na Magliett”

Nell’ anno del sessantesimo compleanno del cantante ed icona pop partenopea Nino D’Angelo, diversi sono stati i tributi da parte della scena musicale cittadina.

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In chiave  hip hop ci ha pensato DJ Uncino (Ammontone Studio/Ganjafarm), che con il suo “Nu Beat E Na Magliett” reinterpreta con il suo stile uno degli album più rappresentativi dell’artista di San Pietro a Patierno, ovvero “Nu Jeans E Na Magliett“(da cui prende il nome il cult movie interpretato dallo stesso D’Angelo nel 1982).

Un classico pop degli anni ’80, sicuramente appetibile per tutti i beatmaker che amano dare l’impronta  “napulegna” alle proprie produzioni, che Uncino campiona e rielabora con fantasia e rispetto verso l’ opera originale.

Non un tributo “costruito”, a mio avviso, ma nato con spontaneità ed amore verso la disciplina del beatmaking e verso quel tipo di sound rappresentativo della città di Napoli (specialmente per chi è nato ed ha vissuto negli anni ’80).

L’esperienza ultra-decennale maturata da DJ Uncino nei club e nelle jam di tutta la penisola si sente nell’ impronta sonora del tape e l’attitudine al sampling ed al chopping, sposano con naturalezza le drum machine più in voga e gli hi-hat frenetici  tipici di molte produzioni contemporanee.

Consigliato!

Freedownload dalla pagina dell’ artista: https://www.facebook.com/djuncinoofficialpage/

Odeeno “Kindleavs” (BLVNT RECORDS / Cassette & Digital Tape)

Oggi ascoltiamo KINDLEAVS,  il nuovo album di Odeeno x Blvnt Records all’ insegna del flow!

Ultimamente meno prolifico del solito, ma mai come quest’anno, il nostro Odeeno si è dedicato più alla forma e al sound di ogni altra sua precedente opera, dopo Untouchable Mirror per Inner Ocean Records (Canada) e Purpura, tape autoprodotto.

Kindleavs , dal sound omogeneo e carico di loudness e di emozioni , è l’ennesimo viaggio, ma forse stavolta il viaggio della calma, della tranquillità e dell’essere maturo nel proprio io.

Noi abbiamo apprezzato questo trip, fatto di percussioni artigianali e suoni fluttuanti, e vi consigliamo di mettervi belli comodi e spararvi questo album nelle cuffie!

Traccia preferita: “Fallingtrees