WhatsAbstract: Zreticuli ci parla di “#beatmaKINGS”, la super compila di beats curata da Hashetic Front Records

Ad un solo giorno dall’ uscita della super compilation #beatmaKINGS, possiamo già tranquillamente affermare che si tratta di una delle release  più importanti del 2017…

I ragazzi fanno sul serio e si sa, in più la mentalità che c’è dietro l’intero progetto Hashetic Front Records è in perfetta sintonia con l’ idea che abbiamo noi di musica (e di vita).

Abbiamo fatto qualche domanda a Zreticuli, una delle menti che stanno dietro Hashetic, producer visionario ed amante dell’ Hip Hop strumentale (e non) in tutte le sue forme, che ci spiega un po’ di cose riguardo questo doppio CD stracolmo di beats potenti…

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Partiamo dalle origini: quando ti sei avvicinato alla cultura hiphop ed al beatmaking e come nasce l’idea creare una net-label?

 

Ciao! Mi sono approcciato all’hip hop nel 2002, quando mi capitò di ascoltare su CD “Il Pifferaio Magico” degli Articolo 31.

Restai da subito ammaliato dall’immenso potenziale socio/culturale di questa musica, per quanto il mio background da pseudomusicista mi impedisse di cogliere la bellezza di strumentali realizzate in digitale o comunque tramite aggeggi elettronici.

Trovo simpatico che mi trovi oggi  io mi trovi a gestire una netlabel basata proprio sul beatmaking!

Ho iniziato a produrre le prime strumentali soltanto per avere un tappeto su cui scrivere, ed esternare quel malessere che sentivo nei confronti del sistema, oltre che a causa di inesplicabili domande esistenziali.

Utilizzavo E-Jay, un programma piuttosto ridicolo dotato di  loop preconfezionati in modo che in qualsiasi modo si combinassero, ne venisse fuori qualcosa di “ascoltabile”.

Il merito di avermi fatto innamorare del beatmaking va alla scena underground americana, nella fattispecie a gruppi come Non Phixion e Jedi Mind Tricks e successivamente a personaggi come RJD2: grazie a loro iniziai a rendermi conto di quanto studio può esserci dietro ad un loop, dalla scelta dei suoni, allo swing fino ai missaggi.

Anno dopo anno, grazie ad artisti come Embee (Looptroop), Oddisee, Kev Brown, M-Phazes, Illmind etc…ho iniziato a cogliere quell’infinita serie di sfumature che una strumentale può avere, sempre più sedotto dall’aspetto strumentale fine a se stesso: il beatmaker era forse più di un musicista, era un compositore.

Tanti sono i validi artisti con cui sono entrato in contatto in 15 anni di passione, e l’idea di riunire sotto lo stesso nome chi porta avanti la stessa passione con dedizione e impegno è stato ciò che mi ha spinto – ad inizio 2015 – a dare vita ad Hashetic Front, con l’intento di portare a galla un certo tipo di suono ricercato.

Mi sembrava l’unica risposta concreta allo squallore e al piattume da cui mi sono sempre discostato.

 

 

Quanto sono importanti la collaborazione e la fiducia nel portare avanti un progetto come Hashetic Front Records?

 

Oltre ad amici storici che collaborano ad Hashetic dal punto di vista gestionale, puntiamo a diventare un network che cooperi in vista di un obiettivo comune.

L’idea è quella di dare vita ad una crew attualizzata, con grafici e videomakers, dove il lavoro di ognuno vada a beneficio di tutti.

Essendo distanti dall’ottica – spesso insana – del guadagno (pur con sempre maggiori spese da sostenere) assistiamo allo sviluppo libero di valori di amicizia, sostegno e collaborazione tra chi entra in contatto col nostro operato, e questa è per noi la più grande grande gratificazione

 

Portate avanti un blog che punta anche alla diffusione e alla divulgazione di informazioni di tipo tecnico per chiunque voglia approcciarsi al beatmaking e più in generale alla musica elettronica. Un’ idea in controtendenza rispetto a quelle che sono le leggi del mondo, che vuole che i saperi e le conoscenze siano venduti a caro prezzo…

 

Come dice il motto di Hashetic Temple (il corso gratuito di tecnico per tecnico del suono e beatmaker a cui ti riferisci) crediamo che la conoscenza sia di tutti e che siano le skills ed il sentimento a fare la differenza tra chi è un artista valido e chi no.

Le lezioni che forniamo sono frutto di anni di studio in scuole specializzate, unite all’esperienza nel campo specifico dell’Hip Hop.

E’ sottinteso che chiunque possa permetterso dovrebbe sentirsi in dovere di dare una gratifica  al nostro operato poiché abbiamo spese gestionali non indifferenti.

Venendo io stesso da una situazione economica non facile, ho chiari ricordi di quando non potevo permettermi né studio di registrazione, né un sound engineer o attrezzature varie. Capisco chi si trova oggi nella mia stessa condizione di allora e mi sento in dovere di supportarlo.

 

Nel rooster dI Hashetic troviamo diversi producers, diversi stili, ma una passione in comune, quella per la sperimentazione.

Come scegliete gli artisti da tenere sotto la vostra “ala”?

 

Per noi è fondamentale che dalla musica traspaia l’anima dell’artista. Che sia ben chiara la sua dedizione verso la musica in generale, manifestata attraverso la ricerca e la sperimentazione ma non solo. Attribuiamo un certo valore anche alla tradizione, purché traspaia amore genuino verso il genere di cui ci si occupa.

Giornalmente entriamo sempre più in contatto con realtà che condividono gli stessi principi e le collaborazioni nascono in maniera spontanea: esseri della stessa specie si riconoscono al volo!

 

Veniamo invece all’ “impresa” #beatmaKINGS: sicuramente a livello organizzativo avete impiegato molte energie, ma come hanno risposto i beatmakers coinvolti nel progetto e con quale criterio avete scelto (accuratamente mi viene da dire) i partecipanti?

 

#beatmaKINGS è un progetto ambizioso che ci ha causato non poche sofferenze, con una serie interminabile di ritardi dovuti alle etichette che avrebbero voluto stamparne il vinile. Nonostante il forte interesse, nessuna di questa realtà ha deciso di cominciare a darsi da fare dal punto di vista organizzativo, al punto che non volendo farci carico dell’indecisione altrui, abbiamo optato per il crowdfunding.

I beatmakers contattati sono stati entusiasti e anche chi non ha avuto modo di partecipare per motivi personali ha continuato a mostrarci vicinanza e supporto.

E’ stato gratificante notare come nomi leggendari della scena abbiano colto il nostro amore verso la disciplina e la determinazione nel portare avanti il progetto, relazionandosi a noi con totale umiltà d’animo.

Per quanto alto sia il numero di validi beatmakers italiani, la scelta si è limitata a coloro che con cui siamo entrati in contatto negli ultimi anni, rendendoci disponibili a valutare materiale di ulteriori beatmakers su loro suggerimento.

 

 

 

Il “beat tape” in vinile sicuramente fa gola, specialmente se si tratta di un doppio LP con artwork ben curato dal grande Lord Bean (al secolo Luca Barcellona)…

Come prosegue l’esperienza di crowdfunding con music raiser (a nostro avviso una buona  oppurtunità per chi vuole stampare musica al giorno d’oggi)?

 

La campagna è in un certo senso da considerarsi un preorder dell’album ed  essendo impostata su due mesi, in parecchi hanno incluso l’acquisto del vinile tra le cose da fare.

Ci aspettiamo una crescita esponenziale a partire dalla release del disco, ma soprattutto negli ultimi giorni in cui sarà possibile acquistarlo.

L’obiettivo non è tra i più facili ma come ben sapete il beatmaking è sempre più sotto i riflettori, quindi oltre che sugli addetti ai lavori – che siamo certi vorranno accaparrarsi un oggetto di culto – puntiamo sul pubblico hip hop in generale.

 

 

C’è qualche altra chicca che dobbiamo sapere a proposito di #beatmaKINGS?

 

Assolutamente: siamo stati ad un passo dall’avere AKAI come sponsor.

 

WOW! Parlaci un po’ dei tuoi progetti futuri e di quelli riguardanti gli altri producer “oscuri” di casa Hashetic…

 

Come immaginerete sono in arrivo lavori di volti già noti – specie nel campo della sperimentazione – del panorama Hashetic.

Ma non solo: abbiamo ricevuto un incredibile album dalle pieghe Trip Hop che ci occuperemo di promuovere a puntino nei mesi a venire, insieme a progetti di cui stiamo discutendo proprio in questi giorni.

Da parte mia, il buon Zretculi è preso tra una miriade di faccende extramusicali: come alcuni sanno il mio lavoro è l’autosussistenza, e autoprodursi il cibo richiede più tempo e sforzi che avere un lavoro vero e proprio. Se a questo aggiungi la ricerca dei tartufi, che è l’attività tramite cui mi garantisco quelle poche entrate economiche di cui necessito, capirai che il tempo per creare è veramente poco.

Ad ogni modo sta per arrivare Unreleased Beats 2006, una raccolta di strumentali inedite che ho composto alla giovane età di 19 anni, seguito da un ricercato EP strumentale che spazia tra trip hop, elettronica e jazz. E’  un lavoro inedito che pur non essendo mai stato rilasciato ha segnato la mia vita come poche altre cose.

Una volta sistemate alcune faccende mi dedicherò alla parte creativa che sta pacificamente maturando in me, e che manifesterò con il tipico “salto quantico” che contraddistingue il mio andamento musicale.

 

 

 

Ocra M. “Jusqu’ici tout va bien EP”

Primo EP parigino per Ocra M, beatmaker proveniente dal cuore di Napoli, che si porta con se a Parigi, oltre al campiontore, anche un bel po’ di fotta e di sound “napulegno” contemporaneo, sfornando quattro strumentali belle toste (ottime per session di fumo e freestyle).

Nel titolo “Jusqu’ici tout va bien” l’ omaggio al capolavoro di Kassovitz, “La Haine”, uno di quei film che ti cambiano la vita…

Il tutto in freedownload su bandcamp! (name your price…)

Aspettiamoci nuove cose da Ocra M. e da questa sua nuova avventura nella città dell’ Amore.

 

 

Odeeno “Purpura”

A proposito di beats e sinestesie, il nuovo ep di Odeeno è dedicato alla Purpura, colore che rappresenta forse in pieno i richiami visivi a cui la musica del beatmaker partenopeo riporta.

Sono presenti anche due featuring, con altri due beatmaker altrettanto “oscuri”, ma sicuramente noti alle beat-heads che “saltano” ben volentieri tra un tape ed un altro: si tratta di τrngrsk e FarragoL. Un’ attitudine, quella di aprirsi e collaborare, ormai evidente nel producer di Napoli-Nord e che porta il proprio sound a scofinare sempre più.

Traccia preferita: Introspective

 

 

Dirton “Purification”

Purificare il proprio spirito attraverso la musica, in un mondo che appare sempre più ostile e corrotto. Ritrovarsi, anche grazie all’ energia della musica ed alle riflessioni a cui l’ arte ci spinge, in contatto con la natura e gli elementi (su di tutti la terra con la sua magia, ben espressa nel brano “Earth” appunto).

Ecco dove ci porta “Purification”, il nuovo ep del pompeiano Dirton, producer sempre più maturo e stilisticamente equilibrato, tra influenze club e dance minimale e la sua voglia di ricerca.

Un sound fresco da portare con noi in spiaggia…

 

 

“Earwax Shelf Life” by Fuzzoscope

<<Play this record as frequently as possible. Then, as it becomes easier for you, play the record once a day, or as needed.>>

La californiana Fuzzoscope ha da poche settimane rilasciato questa nuova super-compila composta da ben 50 tracce di altrettanti beatmakers provenienti da un po’ tutto il globo intitolata “Earwax Shelf Life”.

Lo stile è vario, ma c’è un comune denominatore: l’amore per determinate sonorità black e abstract  e per tutto ciò che gravita intorno alla musica strumentale che tanto ci piace.

Conviene affrettarsi per averne una copia a tiratura limitata su cassetta o vinile!

Tra i partecipanti a noi più noti segnaliamo Awlnight, submerse , tropes, ed il nostro sempre più internazionale Odeeno.

Buona Musica!

Mista Rozz “Music Please!”

Siamo rimasti molto affascinati, ma che dico, letteralmente stregati, dall’ ultimo album di casa Voolcano Harmonix.

L’ ennesimo colpo messo a segno dall’etichetta italo-londinese si chiama “Music Please!” e l’ artista in questione è Mista Rozz, producer e musicista camaleontico Parigino.

Letteralmente invasi dal groove e dall’ energia espressa in questo lavoro, un’ esperienza in bilico tra suoni e visioni, vi consigliamo di pomparvi nello stereo quanto prima possibile questo disco, sorprendente più che originale.

Una commistione di stili musicali affini tra loro, ma che raramente troviamo mescolati con tale gusto e disinvoltura: pad stralunati, ritmi a tratti frenetici, batterie curate nei minimi dettagli; passione per il funk più spaziale e per l’ hiphop/jazz più d’ avanguardia, ma soprattutto tanto studio e tanta sperimentazione.

A nostro avviso una vera perla.

Ma ora lasciamo parlare i suoni… MUSIC please!

 

Nu.Bourbon “0vaporizzator”

Questa Pasqua ci ha portato un po’ di sorprese strumentali, una di queste è il nuovo ep del beatmaker partenopeo Nu.Bourbon, che con “0vaporizzator”, rivisita in chiave hip hop abstract “‘O speniello”, famoso brano di Nino D’ Angelo, campionato in passato anche da DJ Gruff (chi si ricorda di “Maserio P.A.D.”?).

<<Il mio è un modestissimo tributo in chiave nu-beat/lo-fi/dub a questo brano senza tempo, usato come pretesto per divertirmi con un po’ di sample da esso estratti, qualche monofonico ed un bel po’ di effetti della Roland Sp-404 >>, spiega sulla sua pagina bandcamp, <<ed anche le drums sono magicamente saltate fuori dal brano in questione e dal doppio disco in vinile in cui è contenuto>>. 

Il tutto in freedownload.

Buona Musica!

 

 

Captain Futuro “Make it Stranger”

Loops e beats inediti del Funky Prez, aka Esa, aka Captain Futuro Beats, al secolo Francesco Cellamaro, vera e propria leggenda dell’ hip hop italiano, nonchè beatmaker e crate digger “a livello cronico”, sicuramente una delle figure che ha (anche se indirettamente) più ispirato la creazione del nostro piccolo blog dedicato all’ universo dei beats.

La sua invidiabile discografia, le sue produzioni, sempre estremamente legate al lato più vintage ed in qualche modo più “real” dell’ hip hop, regalano non poche perle, e solo sulla sua pagina bandcamp si contano decine e decine di release a partire dal 2011 ad oggi (senza contare gli album e le collabo che hanno fatto la storia del rap italiano a partire dai primi anni ’90).

<<Famolo strano>> quindi, come fossimo stranieri nella nostra terra, in cui l’ arte e la musica sono sempre più assoggettati al potere delle major, dove essere sè stesso, per un artista, risulta essere una missione sempre più difficile.

Big Up per Captain Futuro!

 

Soffitta Prod. / Brain Doof “Finger Food” Instrumentals

Per quanto ci si lamenti spesso della scena della nostra amatissima città (Napoli), c’è da dire che sempre più giovani rapper e beatmaker ci danno dentro per innalzare il livello, oramai troppo spesso standardizzato.

Ecco che allora un gruppo di amici, radunati sotto l’ etichetta di Soffitta Prod., decidono di dare un calcio alla banalità ed all’ assenza di stile che accomuna spesso molti neofiti e non della scena hip hop nostrana, per sfornare un progetto quantomeno diverso dalla quasi totalità dei prodotti che ci vengono proposti (ed a nostro avviso di spessore, per quanto grezzo).

Il duo Brian Doof, composto da Jayl (beatmaker a noi già ben noto) ed Mc New, appartenente appunto alla crew della Soffitta, ci propongono questo “Finger Food”, rap e beats tecnici, visioni ed astrazioni al punto giusto, ed una fotta che ci auguriamo non svanisca all’ alba delle nuove era che si succederanno.

Proponiamo qui la versione strumentale del disco, ma su bandcamp potete ascoltare l’ intero progetto, che merita nella sua totalità.