“K.O.I.”, il beat tape di Emanuele Triglia

Con lo stesso entusiasmo di un astronauta che ha appena scoperto un nuovo pianeta (magari proprio il pianeta K.O.I. che dà nome al progetto in questione, scoperto grazie alla sonda spaziale  Kepler, come spiegato in un intervista  qui), oggi vi segnaliamo questo nuovo beat tape, interamente prodotto e suonato da Emanuele Triglia, già polistrumentista, bassista e sideman per artisti neo-soul come Ainè.

Dopo aver vissuto diverso tempo a Roma, Emanuele ritorna nella città natale di Reggio Calabria, e produce questo bellissimo album, quasi interamente strumentale (un solo featuring, con Ainè appunto) con diverse parti suonate da egli stesso e dai musicisti dall’ attitudine funk e jazzy della sua cerchia.

Il sound è dolce, maturo e richiama la positività ed i momenti di relax e meditazione che ci si ricuce all’ interno della propria giornata; a tratti ci si imbatte in accordi cosmici e di ispirazione losangelina, ma la ricerca per i breaks è molto personale, e la ritmica , al tempo “classica” ed originale, così come il basso, sono elementi fondamentali del suo stile.

Non ci resta che augurare ad Emanuele di continuare a suonare e produrre roba di spessore come “K.O.I.” beat tape!

L’album è disponibile, oltre che sulla pagina Bandcamp dell’ artista, anche su tutti gli stores digitali più comuni.

by BeatZcat Staff

Krèmino “Concept”

Si chiama Krèmino e viene da Lipsia, Germania.

E’ il nuovo talento di casa Voolcano Harmonix Records, label partenopea sempre più intenta a sconfinare, sia geograficamente, che a livello di sonorità (proprio in questi giorni, infatti,  hanno aperto una loro sede in quel di Londra).

“Concept” è un ep breve ma intenso: synth monofonici e ritmiche wonky ben marcate… ma attenzione! Le cinque tracce che compongo il lavoro differiscono comunque dal “già sentito” e portano una bella ventata di aria fresca alle pendici del Vesuvio.

Ve lo consigliamo.

by BeatZcat Staff

Bonbooze “Vertigo Ep”

Prima o poi arriva l’ inverno a raffreddare gli animi (e non solo), e quest’ anno il gelo non ha risparmiato nemmeno le coste del Salento, che abbiamo visto imbiancate, in uno scenario davvero suggestivo.

Per fortuna c’ è la nostra amata musica a darci il giusto calore e con Bonbooze gli ingredienti per un prodotto di qualità di certo non mancano.

Per questo beat-ep intitolato “Vertigo” è evidente come i sample scelti siano il risultato di uno “scavaggio” meticoloso (non ci si accontenta del primo disco che passa tra le mani, insomma…) e le 9 tracce che lo compongono ci trascinano in un mood perfetto per la nostra amata stagione (ebbene si, amiamo l’inverno).

Camino acceso, bicchiere di rosso Negroamaro e… buon viaggio!

 

Il video unofficial che accompagna l’ ep, contiene le immagini di un film-documentario che tutti dovrebbero vedere, intitolato “Baraka”.

by Vincenzo Pelliccia

 

Uppeach “10 beats, and the stories behind them.”

Ci piace rilassarci, per questo ce la prendiamo con calma. Ascoltiamo, riascoltiamo, ci perdiamo nei suoni per poi ritrovarci qui, in un giorno di inizio 2017 a portarvi un po’ di freschezza (o meglio, dato le temperature, un po’ di calore).
Lui è Uppeach, è di Caserta, e quello che ci piace di lui è che sperimenta molto.
Si sa, il beatmaking contamporaneo è lontano anni luce dall’ essere concepito come musica fine a se stessa oppure come “semplice tappeto” per emcees e singers; i suoni nascondono storie, talvolta le raccontano, altre volte ce le lasciano immaginare.

Ed è probabilmente proprio questo l’ intento di “10 beats, and the stories behind them”, raccontare.

Missione compiuta per Uppeach!

P.s. Vi consigliamo di ascoltare e scaricare anche gli altri tape presenti nella pagina bandcamp dell’ artista, la creatività, lo stile e l’ ironia di certo non mancheranno.

Bainmass “Winter”

Per molti sarà già iniziata la nostalgia dell’ estate appena trascorsa, ma è anche vero che c’è chi alla bella stagione preferisce l’autunno o l’ inverno, quando la temperatura cala un bel po’ e, muniti di thè caldo e joint tra le dita, al calduccio del proprio home-studio, ci si appresta ad accendere sampler e giradischi, pronti per una nuova avventura tra suoni e lucine…
Nonostante il titolo però, “Winter”, il nuovo lavoro di Bainmass, producer di origine partenopea, ma attivo nel modenese già diversi anni con le crew Fetish Funk Crew e Venti Dita Crew, è per buona parte associabile alle belle giornate, ai centrifugati di frutta fresca ed a metà ascolto vi sembrerà di intravedere le palme in lontananza.

8 beats e loops freschi, dal gusto electro, ma ispirati ai classici (ed ai maestri) della black music, che vi faranno muovere la testa dall’ inizio alla fine…

Freedownload su: http://www.iyelabel.com/iye16-bainmass-winter-ep/

Aspettando nuove release da parte di Bainmass…

Buon Ascolto!

 

by BeatZcat Staff

 

Gizmo “The Volcano Tape”

Era inevitabile che in una calda giornata di luglio, sorseggiando una birra fredda, ci imbattessimo nel beat tape d’ esordio di Gizmo, beatmaker milanese che sul web, grazie appunto al suo “The Volcano Tape”, sta facendo parlare (ed “allattare”) le beat heads più attente alle freschezze nostrane.
Dodici tracce strumentali della durata media di due minuti che hanno come protagonista il sampling: tagli grezzi e ricerca accurata per breaks e sonorità tipiche soul e dell’ R’n B, ma mai banali.

Consigliatissimo!

by BeatZcat Staff

INTERVISTA: Herrera “Buongiorno Ep”

Da tempo conosciamo Herrera principalmente come DJ e beatmaker. Ci colpirono le sue produzioni per i Sangue Mostro, il singolo “Tiemp Luntan”, con quel suo sound nostalgico e fresco insieme… Ci prese bene  quel suo stile “classico”, ma molto eclettico, ricercato nel sampling, da maniaco del crate-digging. Ma il producer pisano non smette di sorprenderci e lo scorso 7 giugno pubblica “Buongiorno”, ep uscito per la sua Medicine Records composto da 10 tracce da lui interamente prodotte e che lo vedono ritornare anche nelle vesti di rapper. I suoni sono caldi ed il flow rilassato, un disco che è già entrato  a far parte della colonna sonora di questa nostra estate di musica…
herrera
Quando hai iniziato e come hai scelto questo nome?
Mi sono avvicinato a questa cultura nei primi  90, ho iniziato come DJ esattamente nel 96, avevo voglia di farmi conoscere, mi allenavo ogni giorno per ore. Partecipai a qualche gara tra cui l’ITF del 99 dove venni buttato fuori ai quarti da Yaner, ritrovarsi in quelle situazioni per un 15enne  era incredibile, la musica mi aveva fatto conoscere persone e posti nuovi, questo fattore mi ha sempre dato la carica per continuare . Il nome Herrera me lo sono ritrovato a causa di alcuni miei avi Messicani e quindi già da bambino per tutti ero Herrera.
Attualmente com’è la scena nella tua città?
La scena nella mia città è molto viva abbiamo tantissimi dj, writer, ottimi mc, producer e ballerini. Ci sono un sacco di eventi dove puoi sentire ottima musica.
Eventi storici come il Panico Totale hanno lasciato un bel segno per quel che riguarda la cultura Hip Hop.
Vorremmo saperne di più del tuo passaggio da beatmaker ad MC…
 Anche se mi sono concentrato di più sul djing e sulla produzione ho sempre scritto le mie rime e fatto freestyle, mi è venuto naturale mettere insieme le due cose.

 

Il fatto di essere un beatmaker, un esploratore del tempo musicale, ha in qualche modo influenzato il tuo flow? 

Parecchio, io infatti cerco di utilizzare la mia voce come uno strumento, chiaramente chi si è sempre e solo cimentato sulle rime è uno scalino più in alto, io però ho il valore aggiunto che nei miei pezzi mi sono occupato di tutti gli aspetti, dalla produzione al rap al mixaggio.
Da diversi anni collabori con la scena napoletana ed hai prodotto alcune  hit per il super-gruppo dei Sangue Mostro. Parlaci di questa collaborazione…
Qualche anno fa partecipai all’IDA nel settore dedicato ai beat maker, in quella occasione conobbi OluWong e 2Phast e tra di noi ci fu subito simpatia e stima.
Furono loro a parlare delle mie produzioni a Cenzou, che in seguito mi ha contattato per eseguire dei beats per il disco dei Sangue Mostro, per me è stato un onore, anche adesso stiamo facendo delle cose insieme abbiamo un pezzo  costruito su un sample di un artista storico napoletano che parla di un quartiere storico di napoli il tutto choppato a modo mio e con il flow mitico del signor Cenzou, non vedo l’ora di farvelo sentire.
Il tuo è un sound fresco, sicuramente di influenza newyorkese e dilliana, ma sempre ricercato e raffinato. A parte i tuoi ascolti, c’è qualcos’altro che influenza il tuo suono? Come scegli i tuoi sample?
Sono sempre in cerca di dischi di qualsiasi genere, spinto dalla curiosità e dalla voglia di conoscere cose nuove. Non ho delle regole precise nello scegliere i sample se mi trasmette qualcosa provo ad usarlo. Molto spesso se un pezzo o anche un artista mi piacciono particolarmente mi incaponisco a volerlo usare per forza anche se non c’è molto da catturare. Il mio suono è influenzato dai miei ascolti e dalla roba con cui son cresciuto.
In “sugar” oltre alla alla presenza di Sounshine, troviamo il featuring di FFiume, sicuramente uno dei personaggi più importanti del panorama  hip hop italiano…
Come nasce questa collaborazione?
Sono un fan di FFiume da sempre, abbiamo amici in comune, non so come le nostre strade si sono incontrate, ma ci siamo ritrovati a fare chiaccherate di ore e ore sulla musica e non solo. Avevo un testo che mi ha fatto pensare a lui. Tutto qui.
In tutto l’ep si respira un aria positiva, un po’ come se la musica rappresentasse un’ oasi di pace in un mondo sempre più ostile, una cura ai mali del nostro tempo…
Avete fatto centro, la mia piccola label privata infatti si chiama Medicine Records appunto perchè per me la musica è questo, una cosa che mi fa stare bene e che mi cura da tutto il male che c’è la fuori.
Nell’ ultima traccia, Giovine Italia, emerge la critica alla scena italiana, specialmente all’ approccio che hanno i più giovani alla faccenda del rap… Ora che sembra tutto così “sputtanato”, in cosa credi posa consistere l’ ancora di salvezza dell’ hip hop italiano?
Se dovessi indicarci uno o più artisti, emcee e beatmaker, tra i più giovani, che secondo te meritano di essere seguiti, chi indicheresti?
Si, c’è tutta quella roba da classifica ma non ci trovo niente di stimolante per me, l’ancora di salvezza è andare avanti per la propria strada cercando sempre di guardare oltre e di approfondire il più possibile.
Ce ne sono tantissimi da seguire, meglio parlare di scene e luoghi.  HHabitat e la scena fiorentina passando per Napoli, Roma. Ho visto un sacco di producer fortissimi al contest di NextOne. Milano ovviamente è una super piazza, seguo molto anche artisti Siciliani che sono fortissimi sia nelle produzioni che nelle liriche.
Come saprai, noi di BeatZcat Ent siamo dei fan del lato più astratto e “malato” del beatmaking, e sappiamo bene che in Italia l’ input principale per un certo tipo di sperimentazione in ambito hip hop strumentale viene dalla Toscabstract..
Cosa ne pensi di questa scena e quali artisti, italiani ed internazionali segui di più?
Si la Toscana è abbastanza trasversale,  mi ascolto tutto anche per capire cosa succede in giro. Mi torna difficile farvi un elenco di nomi perchè ce ne stanno veramente troppi. Uno dei miei idoli in italia e Lugi mi piacerebbe tantissimo fare dei beats per lui. Anche per l’estero idem dalla California alla East, tutto. Dalla DITC alle robe più ecclettiche. Da Kaytranada alle cose più classiche.
C’ è qualcos altro che vorresti aggiungere alla nostra chiacchierata?
 Ringraziarvi per lo spazio concesso e ringraziare tutte le persone che credono in me che mi seguono e mi spronano a dare sempre il meglio, verso autunno sarò fuori con altre cose nuove…
Intervista a cura di BeatZcat Staff

Jayl Uroboros “The Cxrcle”

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Per noi del collettivo BeatZcat Ent. quello di Jayl Uroboros non è assolutamente un nome nuovo; da buoni ricercatori e divulgatori di musica hip hip strumentale (soprattutto quella proveniente dalla nostra città) abbiamo già avuto modo di ascoltare e di coinvolgere nei nostri progetti questo giovane producer proveniente dal centro storico di Napoli…

Per qualcun altro forse il suo tag è ancora un incognita, ma dopo questa sua prima release dal titolo “The Cxrcle”, uscita per Hashetc Front Records e che vi consigliamo di ascoltare ad alto volume, probabilmente entrerà dritto nella lista dei beatmaker col suono più fresco da seguire.

 

“The Cxrcle” è sicuramente un lavoro originale, pieno di spunti, facilmente etichettabile come hip hop lo-fi, ma occhio a non cadere negli stereotipi!
Un sound molto personale non è poca roba per i tempi che corrono, e come lui stesso spiega è alla ricerca di un <<sound visionario e contemplativo che, come il serpente uroboro a cui si ispira, si contorce su se stesso per trovare nuove soluzioni espressive>>.

Buon Ascolto!

by BeatZcat Staff

 

EXCLUSIVE: BeatZcat Ent. “Roundhay Garden Tape “

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Dopo la pubblicazione del primo beat tape dal titolo “Beatzcat Beat Tape Vol. 0” è la volta di “Roundhay Garden Tape”. Si tratta di un album “open source” a tema cinematografico a cui tutti i producer iscritti al nostro gruppo facebook “BeatZcat Ent Community” hanno avuto possibilità di partecipare.
Il risultato è stato davvero sorprendente e c’è stata la partecipazione di 27 producer provenienti da tutta Italia.

Ecco i nomi dei musicisti presenti in “Roundhay Garden Tape”:
Emshi, Eks, Bonbooze, Brianoize, Odeeno, Alsogood, Yambù, Sonakine, Dirton, NuBourbon, Skunk’n’Funk, BreakStarr, Sodo Studio, thegodfatherExperience, LahyeNa, El Paskante, Jαyl Urόbοrος Iken, Cefro, Bigga, Jαyl Urόbοrος, Gheto Soffittaman, Fano, Spreco, Blob, Scissor, Pain e Oluwong.

Il 28 maggio, presso il Boudoir Club, si terrà la presentazione ufficiale del tape, con tanti ospiti e tanta buona musica.

Non ci resta che augurarvi Buon Ascolto!

Beatzcat Staff

INTERVISTA: Res Nullius “Voci Dai Mondi”

Di recente seguiamo con molto interesse le uscite proposte dalla net-label Hashetic Front Records, a nostro parere sinonimo di qualità ed originalità nell’ ambito dell’ Hip Hop Italiano più d’ avanguardia.

Dopo i lavori di Sodostudio e Dj El D, l’ etichetta bergamasca si spinge un po’ più in là, producendo “Voci dai Mondi”, doppio album (in versione rap e strumentale) del beatmaker e rapper milanese Res Nullius, già memebro del team di producer “Crazeology” in coppia con Weirdo, già conosciuto ed apprezzato in tutta Italia grazie alle sue produzioni sempre originali e ben curate ed ora anche grazie al suo flow ed alle sue liriche mai banali.

Abbiamo approfittato di questa uscita per scambiare due chiacchiere con Matteo, classe ’85, una persona sincera e con le idee ben chiare…

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Parlaci di te, chi è Matteo e come nasce Res Nullius?

 

Per rispondere a questa domanda dovrei scrivere la mia autobiografia, ma semplificando posso dire che mi è sempre piaciuto disegnare sin da piccolo. Durante l’adolescenza questa passione si è evoluta nei graffiti e nella grafica. Parallelamente iniziò a nascere in me l’interesse per la produzione musicale e le rime che mi ha portato prima a realizzare un disco da beatmaker e successivamente un disco da MC prodotto interamente da me, di cui ho curato anche la grafica.

 

 

Nel 2011 hai esordito, in coppia con Weirdo, con l’album “Crazeology”, che fu molto apprezzato in Italia ed all’ estero. Cosa è cambiato da allora?

 

È cambiato tutto come è normale che sia dopo 5 anni. Onestamente non saprei rispondere in modo specifico a questa domanda…

 

 

 

Prediligi un sound che spesso in Italia viene definito come “classic”, ma è comunque evidente una ricerca maniacale per i sample ed un originalità fuori dal comune. C’è qualcosa in particolare che ti piace campionare? Quali sono gli artisti del passato che ti ispirano particolarmente?

 

Mi piace campionare tutto ciò che non risulta banale, anche se a volte dalle cose semplici tiro fuori robe complesse. Non ho preferenze, faccio molta ricerca e mi piace sperimentare, ma ormai mi sono arreso al fatto che la gente mi abbia etichettato come quello che ha il suono classico pur non avendolo.

 

 

 

…Mentre quali sono gli artisti contemporanei, musicisti, beatmaker ed emcee, che senti più vicini e che più influenzano il tuo sound?

 

Ormai non ascolto più da anni la musica contemporanea, cerco di farla.

 

 

C’è chi produce bella musica con un set up minimale e chi invece pensa sia indispensabile investire sulle apparecchiature audio. A quale delle due scuole di pensiero appartieni?

 

Crazeology l’ho fatto con un pc e due casse marce da 50€. Logicamente avere un buon ascolto è fondamentale per ottenere un risultato finale migliore, ma bisogna anche saper usare le attrezzature altrimenti è come girare con un abito costoso, ma non avere i soldi.

 

 

Ti sei fatto conoscere ed apprezzare in tutta Italia (e non solo) principalmente come beatmaker, eppure hai sorpreso un po’ tutti dimostrando gran dimestichezza con la scrittura, trattando argomenti importanti e “di coscienza”. Da quanto tempo ti dedichi anche al rap, oltre che alla produzione di beat?

 

Le prime cose le ho scritte e registrate intorno al 2003/04, ma poi ho abbandonato la cosa per dedicarmi esclusivamente alla produzione di beat. Ho ripreso a scrivere e registrare una decina di anni dopo, intorno al 2013.

 

Qual è secondo te la differenza nel collaborare con artisti stranieri, come nel caso del progetto Crazeology, e artisti italiani, come, nel caso di “Voci dai Mondi”, con Jack the Smoker?

 

Nel primo caso viene a mancare il rapporto umano diretto, quello che deriva dal lavoro faccia a faccia con gli artisti. La lingua non ha facilitato le cose. Far capire la propria personalità scrivendo in inglese non è cosa facile. Nel secondo caso invece è tutto più facile e spontaneo, si conosce di persona l’artista e si capisce anche il livello di affinità umana che intercorre.

 

 

 

Come nasce, invece, la collaborazione con Hashetic Front Records? Di chi è stata l’idea (a nostro avviso molto azzeccata) di pubblicare “Voci dai Mondi” anche in versione strumentale?

 

La collaborazione è nata intorno ad un anno e mezzo fa. Sono stato contattato da ZReticuli su Soundcloud. Mi fece i complimenti dopo aver visto il video della traccia che ho prodotto per il disco di Hyst “Non mi tengo niente” e da lì iniziammo a sentirci fin quando non decisero di supportare l’iniziativa del contest che stavo preparando #16BarreXResNullius. L’idea del beat tape di “Voci dai mondi” è stata loro. Mi hanno proposto di fare la versione strumentale del disco e ho accettato.

 

Il disco è un concept album e le tematiche abbastanza “impegnative”. Solitamente il beatmaker viene visto come quello che sta dietro le quinte e non sempre si espone; nel tuo caso, invece, sembra sia maturata in te una forte esigenza comunicativa…

 

Si, avevo voglia di dire la mia e così ho fatto. Fare un disco solista è sempre stato uno dei miei sogni e dato che non stavo lavorando ad altri progetti mi è sembrato il momento adatto per farlo.

 

 

Pensi che, visti i tempi che stiamo vivendo, sia fondamentale cercare di dare un messaggio importante agli ascoltatori, soprattutto più giovani? Come ti rapporti ad una scena musicale che sembra spesso premiare artisti decisamente meno “impegnati”?

 

No, non penso che i giovani vogliano fare la fatica di capire certi discorsi e a volte non sono proprio in grado di capirli. Sono i genitori a doverli educare, non di certo io con la musica. I giovani cercano “modelli” per crescere, e di solito li trovano in quello in cui si rispecchiano. Spero di non rispecchiare la mentalità di un quindicenne, visto che sono un po’ più cresciuto.

Come mi rapporto? Non mi rapporto. Siamo mondi diversi. Ognuno ha il suo spazio. Per piacere alla massa devi appiattirti, io non ci riesco. Non voglio piacere agli altri per quello che non sono, mi sentirei stupido.

 

 

 

In “Lavora, consuma…” si sente l’influenza di un sound decisamente più unquantized, nonostante le tue produzioni, pur essendo creativamente parlando una spanna sopra molti prodotti nazionali, suonino abbastanza “dritte”. Ti senti comunque anche ispirato dal sound di influenza dilliana? C’è qualcuno tra i producer più “visionari” che segui particolarmente?

 

Quella non è l’unica produzione dal gusto unquantized. Anche “la Megamacchina” e “Logiche dell’alveare” lo sono. Forse non sono dilliane, ma a loro modo sono unquantized. Per evitare di essere troppo influenzato o rischiare di copiare non sto seguendo nessuno in particolare. Sono uno di quelli che ancora ci tiene ad avere un’identità musicale, specialmente in questo periodo in cui mi sembra di sentire sempre le stesse cose.

 

Il mix e il master di “Voci dai Mondi” è stato affidato a Bassi Maestro, che, grazie alle sue competenze, sicuramente ha contribuito alla riuscita di ogni singolo brano. Ti affidi sempre a dei professionisti per i tuoi lavori o ti capita di curare tu stesso i tuoi prodotti dall’ inizio alla fine?

 

Non avendo una preparazione “accademica” sul mixaggio, preferisco affidarmi a dei professionisti, ma spesso mi ritrovo a mixare da solo le tracce che produco e registro. Molti miei beat strumentali che si possono trovare in giro sono mixati da me. Per i progetti ufficiali invece mi affido ai professionisti.

 

Sulla tua esperienza, quale consiglio, tecnico e non, ti senti di dare ai producer più giovani?

 

L’unica cosa che posso consigliare è di ascoltare la musica con dei monitor decenti, e di allenare l’orecchio ascoltando buona musica. Quello fa la differenza.

 

Domanda di rito: progetti futuri?

 

Per ora sto scrivendo e registrando strofe. Quando ne avrò raccolte a sufficienza magari pubblicherò un mixtape. Nel frattempo se mi viene da scrivere pezzi più impegnati li metterò via per progetti più ufficiali.

Intervista a cura di BeatZcat Staff.