Fatb “Galleta”

Amici appassionati di hip hop strumentale di un certo livello, anche oggi abbiamo qualcosa che fa proprio per voi!

Si tratta di “Galleta” il nuovo album di Fatb, producer campano e nome caldo della scena lo-fi internazionale,  uscito in digitale, cassetta ed LP (cinquanta copie in vinile bianco e cinquanta in vinile nero, entrambe sold out in 24h!) per l’etichetta tedesca Dezi-Belle Records.

L’album è uno dei più interessanti che ci è capitato di ascoltare quest’ anno ed è ricco di collaborazioni con artisti di spessore provenienti un po’ da tutto il globo (Plusma, Drwn., Sleepdealer, Odeeno, giusto per citarne qualcuno…). Drums ricercate, atmosfere jazzy e samples ipnotici -a tratti malinconici- saranno il  tappeto sonoro perfetto per i  vostri momenti di meditazione.

Difficile trovare un traccia preferita, una volta schiacciato play… un biscotto tira l’altro!

L’ artwork è a cura di Roi U Alcocat.

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WhatsAbstract: Sonakine “Birth of an idea”

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Lo aspettavamo da un po’ ad alla fine è arrivato…

E dopo averlo ascoltato e riascoltato più volte (rigorosamente in vinile) possiamo affermare tranquillamente che “Birth of an idea”, l’ album d’ esordio di Sonakine (Voolcano Harmonix/Capeccapa), ha tutte le carte in regola per diventare un classico della musica underground napoletana (e quindi internazionale).

Crate digger, polistrumentista, designer ed insegnante d’arte, Adriano Coco è riuscito a creare un’ opera matura dal forte impatto emotivo. Il suo stile inconfondibile abbraccia abstract, neo-soul e tradizione partenopea, dub e free jazz, sperimentando con la disinvoltura di chi vive da sempre in simbiosi con la Musica.

Non potevamo dunque non approfittarne per fare un chiacchierata con Sonakine e scoprire di più sulla sua persona e la sua Arte.

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.Qual’è stato il tuo primo contatto con la musica? 

Nel grembo di mia madre, essendo il figlio di una delle più grandi interpreti della canzone Classica Napoletana: Consiglia Licciardi. Il mio approccio si può definire “primordiale”

.Al di là dell’ aspetto musicale, cosa ha rappresentato e rappresenta per te la cultura Hip Hop?

Un modo di essere e prima di tutto uno stile di vita: l’hip hop dovrebbe donare a chi sente di farne parte, sia come fruitore che come parte attiva, un’autodisciplina ed un’autocritica tali da portare all’assoluto rispetto verso il “saper fare qualcosa”, riconoscere chi lo fa meglio indipendentemente da chi lo fa da più tempo, fino ad apprezzare e non invidiare chi può arrivare al virtuosismo vero e proprio, con consapevolezza del fatto che ogni personalità ha una propria peculiarità, ed in questo senso può partecipare attivamente alla composizione di un puzzle complesso e variegato.

.Sei un amante del vinile, sia come fonte analogica di campionamento, sia come supporto per diffondere la propria musica. Come scegli i tuoi dischi e qual’è la cosa che più ti affascina di questo mondo?

Ogni producer a mio avviso ha più o meno affinità verso alcuni dischi rispetto che ad altri, questo dipende dalla personalità e dalle inclinazioni personali, che portano a fare le scelte di acquisti e campionamenti del tutto personali. La cosa che più mi affascina è il digging con gli amici. che spesso mi porta a storicizzare degli episodi di vita vissuta: da una banale colazione di domenica mattina ad un giro ad una fiera e così via, raccolgo sensazioni che si sublimano in ispirazioni artistiche, sensazioni che ahimè ritengo difficili da catturare nell’ambito del digging virtuale così diffuso negli ultimi tempi: a mio avviso le dita si devono sporcare di polvere.

Veniamo a “Birth of an idea”, che forse possiamo definire un vero e proprio concept album…  I brani sono legati quasi in modo “spirituale” tra loro e creano l’atmosfera giusta per un viaggio interiore. Quanto tempo ci hai lavorato su e che cosa ti ha influenzato di più nel concepire e creare questa tua opera?

Mi fa piacere di essere riuscito a far trasudare spiritualità al mio disco, era il mio obbiettivo.

E’ il frutto di due anni di lavoro e quello che volevo far emergere da questo album era un flusso di sensazioni sonore che portassero chi ascolta ad uno stato di ipnosi e rilassamento, ma che allo stesso tempo non disturbassero una qualsiasi attività da parte dell’ascoltatore, proponendosi come tappeto sonoro ideale in qualsiasi contesto di ascolto.

 Ci è piaciuto molto il video di “Ritual”, col featuring di Breakstarr e la regia di Cref (Capeccapa). Come nasce l’idea di questo videoclip?

Dall’esigenza di fondere ciò che appartiene al mio mondo interiore: La musica, l’ arte figurativa, la fotografia ed il video in un’unica performance esteticamente efficace e gradevole secondo il mio gusto ed il gusto di chi ha collaborato con me alla realizzazione del video.

.In “Birth of an idea” hai collaborato con molti artisti, sempre in ottima sintonia. Ci spieghi come sono nate queste collaborazioni?

Questo percorso creativo mi ha insegnato che l’empatia e l’affinità che si instaurano con determinate persone portano a creare e tirar fuori con naturalezza cose senza neanche pensarci più di tanto: succede e basta!

.Se dovessi dirci un musicista, cantante, rapper su di tutti con il quale non hai mai collaborato e ti farebbe piacere farlo in futuro?

Se dovessi dirti dei nomi a caso sarei scontato, ce ne sono moltissimi con cui chiunque vorrebbe collaborare almeno una volta nella vita. Anzi, pensandoci bene ammetterò che non ho preferenze: io sono per la condivisione ed amo lavorare con e per artisti che hanno voglia di mettersi su un piano di scambio e comunione di intenti nel nome della musica.

.L’album esce per Voolcano Harmonix Records, label attiva tra Napoli e Londra, di cui sei co-fondatore. Come nasce questa etichetta e qual è la sfida più grande per una label che produce musica indipendente in questo periodo?

Voolcano Harmonix Records cerca di divulgare musica elettronica di matrice astratta selezionando e dando esposizione ad artisti che hanno l’ esigenza di dire qualcosa di personale ed originale. Continuiamo a reclutare produttori affini alle nostre inclinazioni musicali, muovendoci in scenari urbani ed elettronici, italiani e non, con l’unico intento di fornire agli appassionati del genere release di un livello qualitativo sempre crescente.

.Come vedi la scena del beatmaking nella tua città? Credi ci sia abbastanza interesse per questa disciplina da parte del pubblico? 

Il beatmaking è ancora ad uno stato larvale per come la vedo io: la nostra città e l’Italia in generale non offrono molto per questo tipo di approccio musicale, ed è difficile, sia per chi da poco si avvicina al genere, che per chi è un veterano della scena, “svoltare” dando un tono professionale a questa passione. Nell’immaginario collettivo, poi, il beatmaker è associato ancora ad una figura troppo “nerd” per molti ascoltatori e troppo poco “tecnico” per molti musicisti.

.Sappiamo che sei un appassionato di arte per questo vorremmo farti una domanda un po’ bizzarra: se dovessimo paragonare alcuni producer famosi ad alcuni pittori che hanno fatto la storia… Se, ad esempio, ti dicessi Dj Premier? Dj Shadow? Jay Dilla?

In ordine Picasso, Basquiat e Van Gogh

Premier come Picasso crea una dimensione specifica ed è pioniere ed avanguardista con un proprio stile.

Shadow come Basquiat è selvaggio e gioca d’istinto.

Dilla come Van Gogh ha avuto consacrazione e la sua genialità è stata riconosciuta totalmente post mortem. Entrambi mi hanno trasmesso un senso di eleganza e potenza espressiva miscelate al punto giusto.

.Ti ringraziamo e ti rinnoviamo i complimenti per “Birth of an idea”, a nostro avviso assolutamente imperdibile!

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata. Peace!

 

 

 

 

 

 

 

 

DJ Uncino “Nu Beat E Na Magliett”

Nell’ anno del sessantesimo compleanno del cantante ed icona pop partenopea Nino D’Angelo, diversi sono stati i tributi da parte della scena musicale cittadina.

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In chiave  hip hop ci ha pensato DJ Uncino (Ammontone Studio/Ganjafarm), che con il suo “Nu Beat E Na Magliett” reinterpreta con il suo stile uno degli album più rappresentativi dell’artista di San Pietro a Patierno, ovvero “Nu Jeans E Na Magliett“(da cui prende il nome il cult movie interpretato dallo stesso D’Angelo nel 1982).

Un classico pop degli anni ’80, sicuramente appetibile per tutti i beatmaker che amano dare l’impronta  “napulegna” alle proprie produzioni, che Uncino campiona e rielabora con fantasia e rispetto verso l’ opera originale.

Non un tributo “costruito”, a mio avviso, ma nato con spontaneità ed amore verso la disciplina del beatmaking e verso quel tipo di sound rappresentativo della città di Napoli (specialmente per chi è nato ed ha vissuto negli anni ’80).

L’esperienza ultra-decennale maturata da DJ Uncino nei club e nelle jam di tutta la penisola si sente nell’ impronta sonora del tape e l’attitudine al sampling ed al chopping, sposano con naturalezza le drum machine più in voga e gli hi-hat frenetici  tipici di molte produzioni contemporanee.

Consigliato!

Freedownload dalla pagina dell’ artista: https://www.facebook.com/djuncinoofficialpage/

Nu.Bourbon “Raw Computah”

“La chiave è nell’irrequietezza del sound: ho optato per un suono vario ed inaspettato, inserendo le mie influenze culturali di sempre: i film di Mario Merola, lo sci-fi anni 70, la pasticceria napoletana d’avanguardia e il Free Jazz, il Gangsta Rap e Gigi Proietti, poi c’ è il Dub e l’ inferno della poesia napoletana, i videogiochi e John Carpenter… ”
NU.BOURBON

#RawComputah è una raccolta di 17 strumentali realizzate negli ultimi due anni da Vincenzo (Nu.Bourbon) che, rifugiandosi in studio dopo il lavoro ha attinto come materia prima a dischi, cassette, vhs e qualche giocattolo analog, per beats che nascono come esercizi della mente e dello spirito: sono volti – e con successo – a rendere in musica le immagini confuse della metropoli, sempre più globalizzata e a tratti ostile.

Uscito l’ 11 settembre per la sempre più attiva Hashetic Front Records.

Dirton “Purification”

Purificare il proprio spirito attraverso la musica, in un mondo che appare sempre più ostile e corrotto. Ritrovarsi, anche grazie all’ energia della musica ed alle riflessioni a cui l’ arte ci spinge, in contatto con la natura e gli elementi (su di tutti la terra con la sua magia, ben espressa nel brano “Earth” appunto).

Ecco dove ci porta “Purification”, il nuovo ep del pompeiano Dirton, producer sempre più maturo e stilisticamente equilibrato, tra influenze club e dance minimale e la sua voglia di ricerca.

Un sound fresco da portare con noi in spiaggia…

 

 

Soffitta Prod. / Brain Doof “Finger Food” Instrumentals

Per quanto ci si lamenti spesso della scena della nostra amatissima città (Napoli), c’è da dire che sempre più giovani rapper e beatmaker ci danno dentro per innalzare il livello, oramai troppo spesso standardizzato.

Ecco che allora un gruppo di amici, radunati sotto l’ etichetta di Soffitta Prod., decidono di dare un calcio alla banalità ed all’ assenza di stile che accomuna spesso molti neofiti e non della scena hip hop nostrana, per sfornare un progetto quantomeno diverso dalla quasi totalità dei prodotti che ci vengono proposti (ed a nostro avviso di spessore, per quanto grezzo).

Il duo Brian Doof, composto da Jayl (beatmaker a noi già ben noto) ed Mc New, appartenente appunto alla crew della Soffitta, ci propongono questo “Finger Food”, rap e beats tecnici, visioni ed astrazioni al punto giusto, ed una fotta che ci auguriamo non svanisca all’ alba delle nuove era che si succederanno.

Proponiamo qui la versione strumentale del disco, ma su bandcamp potete ascoltare l’ intero progetto, che merita nella sua totalità.

Dj El D& Agro The Cyber “Hard Ride Ep”

Tra i lavori strumentali usciti in Italia nell’ ultimo periodo, l’ extended play  “Hard Ride” , a cura di Dj El D ed Agro The Cyber, ha sicuramente catturato l’ attenzione di chi, non fermandosi a ciò che sta più in vista (magari sugli scaffali dei megastore), è sempre alla ricerca di nuovi sound che accompagnino i momenti di quiete che ci si ritaglia nella vita quotidiana.

Ci è venuto quindi da chiederci (e, di conseguenza, da chiedere ai due producer) come nasce questa collaborazione…

<<La nostra collaborazione nasce per caso in studio ad Arzano insieme ad altri nostri amici . Infatti in questo periodo stavamo producendo entrambi molti beat con stesse influenze di drumming ed atmosfere e trovandoci quasi tutti i giorni insieme abbiamo incominciato a produrre alcuni beat… e devi dire il duo funzionava molto bene! Per questo abbiamo deciso di fare un ep. Per quanto riguarda l’aspetto della composizione è stata frutto di libertà artistica senza schemi, magari si partiva da un sample choppato da Agro ed io ci suonavo su con drums, basso etc… e viceversa . Comunque quasi sicuramente sarà la prima di una lunga serie di collaborazioni, visto che il risultato finale almeno per noi è stato davvero di spessore, sperando che questa considerazione sia anche per il pubblico che ci ascolta…>>

Buon viaggio, tra sogno e realtà.

Odeeno “Untouchable Mirror” (Inner Ocean Records)

Manca non molto all’ uscita di Semp Samples 2, il secondo video-documentario realizzato da BeatZcat Ent. in collaborazione con Ammontone Studio, dedicato ai beatmakers della città di Napoli e della sua provincia. Tra gli ospiti di questo secondo capitolo ci sarà anche Odeeno, sicuramente tra i più prolifici ed apprezzati in Italia ed oltreoceano.

Approfittiamo quindi per consigliarvi il suo nuovo lavoro, come al solito interamente strumentale, che lo vede debuttare con la label canadese Inner Ocean Records.
Un lavoro dal gusto jazzy, ma molto più astratto del solito, con drums e percussioni “artigianali” (spesso “irregolari” ma comunque fluide) che la fanno da padrone su tappeti sonori composti da campioni minimali e stralunati, ma sempre molto lavorati.

Un viaggio un po’ estremo, ma pienamente apprezzabile da tutti gli amanti del beatmaking più d’avanguardia, di cui Vincenzo ne è vero cultore.

Buon ascolto!

OohGi “Land Of Love”

Luigi Silvestro, in arte OohGi, è un beatmaker di Arzano, città-fucina di talenti dell’ area nord di Napoli.

Attivo dalla metà degli anni duemila, è ormai uno dei “nomi” che prima saltano in mente quando si pensa al beatmaking campano.

In collaborazione con la label asiatica . t h e l o o p s . rilascia questo ep, intitolato “Land Of Love”, che appare come una dedica alla propria terra, sicuramente un territorio difficile, ma ricco di Amore, quell’ energia che permette di andare avanti nonostante le difficoltà quotidiane e dà la forza di reagire con il potere dell’ arte e della creatività.

5 tracce che vi consigliamo assolutamente e che rappresentano a pieno lo stile di OohGì ,sintetizzando perfettamente quella che è la passione per la musica jazz, funk e per la cultura Hip Hop e beats di Luigi.

Di seguito il video che ha accompagnato l’ uscita dell’ ep, realizzato da Alberto Marotta.

Uppeach “10 beats, and the stories behind them.”

Ci piace rilassarci, per questo ce la prendiamo con calma. Ascoltiamo, riascoltiamo, ci perdiamo nei suoni per poi ritrovarci qui, in un giorno di inizio 2017 a portarvi un po’ di freschezza (o meglio, dato le temperature, un po’ di calore).
Lui è Uppeach, è di Caserta, e quello che ci piace di lui è che sperimenta molto.
Si sa, il beatmaking contamporaneo è lontano anni luce dall’ essere concepito come musica fine a se stessa oppure come “semplice tappeto” per emcees e singers; i suoni nascondono storie, talvolta le raccontano, altre volte ce le lasciano immaginare.

Ed è probabilmente proprio questo l’ intento di “10 beats, and the stories behind them”, raccontare.

Missione compiuta per Uppeach!

P.s. Vi consigliamo di ascoltare e scaricare anche gli altri tape presenti nella pagina bandcamp dell’ artista, la creatività, lo stile e l’ ironia di certo non mancheranno.