Gizmo “The Volcano Tape”

Era inevitabile che in una calda giornata di luglio, sorseggiando una birra fredda, ci imbattessimo nel beat tape d’ esordio di Gizmo, beatmaker milanese che sul web, grazie appunto al suo “The Volcano Tape”, sta facendo parlare (ed “allattare”) le beat heads più attente alle freschezze nostrane.
Dodici tracce strumentali della durata media di due minuti che hanno come protagonista il sampling: tagli grezzi e ricerca accurata per breaks e sonorità tipiche soul e dell’ R’n B, ma mai banali.

Consigliatissimo!

by BeatZcat Staff

Annunci

EXCLUSIVE: BeatZcat Ent. “Roundhay Garden Tape “

Roundhay garden tape cover.jpg

Dopo la pubblicazione del primo beat tape dal titolo “Beatzcat Beat Tape Vol. 0” è la volta di “Roundhay Garden Tape”. Si tratta di un album “open source” a tema cinematografico a cui tutti i producer iscritti al nostro gruppo facebook “BeatZcat Ent Community” hanno avuto possibilità di partecipare.
Il risultato è stato davvero sorprendente e c’è stata la partecipazione di 27 producer provenienti da tutta Italia.

Ecco i nomi dei musicisti presenti in “Roundhay Garden Tape”:
Emshi, Eks, Bonbooze, Brianoize, Odeeno, Alsogood, Yambù, Sonakine, Dirton, NuBourbon, Skunk’n’Funk, BreakStarr, Sodo Studio, thegodfatherExperience, LahyeNa, El Paskante, Jαyl Urόbοrος Iken, Cefro, Bigga, Jαyl Urόbοrος, Gheto Soffittaman, Fano, Spreco, Blob, Scissor, Pain e Oluwong.

Il 28 maggio, presso il Boudoir Club, si terrà la presentazione ufficiale del tape, con tanti ospiti e tanta buona musica.

Non ci resta che augurarvi Buon Ascolto!

Beatzcat Staff

NuBourbon “OST/Cheap Digging In Berlin”

djset

C’è chi viaggia per piacere, chi scappa dall’ultima delusione d’amore, altri lo fanno per trovare l’ispirazione e questo è il caso di NuBourbon che, con “OST/Cheap digging in Berlin”, ha voluto rendere omaggio alla capitale tedesca di ritorno da un breve ma profondo viaggio. Un disco completo, mai banale, nel quale fonde il grigiore e l’anima di Berlino alla passione e ai colori di Napoli, portandovi ai bordi dell’universo. Il contributo di un artista estremamente originale e produttivo, che non sembra avere limiti. Per il momento lo seguiamo col rischio di ritrovarci un giorno su qualche galassia perduta… naturalmente vi consigliamo di fare lo stesso.

Buon ascolto!

Beazcat Staff.

Dirton “Mellow Project”

Tra i nomi da tenere d’ occhio nel favoloso mondo del beatmaking campano c’ è sicuramente Dirton, producer di Pompei dal suono fresco e vario.
Lo abbiamo intercettato in occasione del suo nuovo Ep “Mellow Project”, che ovviamente vi consigliamo di ascoltare ad alto volume.

<<Allora… inizio dicendo che questa ultima release è stata volutamente realizzata con delle componenti hip hop e con campionamenti da dischi di musica tribale africana, influenzati dai miei ultimi ascolti come Fela Kuti, Clap Clap! Henry Wu, Al Dobson Jr e altri della label Rhythm Section.E’ uscita quasi senza preavviso, senza promo e nient’altro, questo sempre in modo voluto. Venendo da un background molto più elettronico e techno/sperimentale, ma avendo avuto sempre una forte passione per tutta la black music e l’hip hop fin da piccolissimo, è da qualche anno ormai che cerco di miscelare tutte (o quasi) le mie influenze passate e presenti (sperando di riuscirci) nelle mie produzioni e “Mellow Project” è stato, ripeto, volutamente “più hip hop”, come un tributo ai miei primi ascolti. Un grande grazie ai ragazzi di BeatZcat e alla loro stupenda iniziativa.>>

In bocca al lupo a Dirton per i suoi progetti futuri.

 

WhatsAbstract: Brianoize and his “Girl”

_MG_4838

Brianoize è un giovane producer di Torre Annunziata (una piccola città piena di sabbia, come egli stesso l’ ha definita). Poco più di un anno fa pubblica “You Are Blue“, il suo primo lavoro che cattura l’attenzione di molti appassionati di beats e musica elettronica dal mood più chill out.

Noi lo conosciamo bene, ma in occasione della pubblicazione di “GIRL”, il suo secondo album uscito il 24 febbraio per l’ etichetta Panorama Musique, abbiamo deciso di fargli qualche domanda, per incuriosire ancora di più sia chi già lo segue, sia quelli che ancora devono decidersi a cliccare “play” quando trovano nella propria home page i suoi brani condivisi… E poi perchè dobbiamo dirlo: è anche grazie ad artisti e persone come Bruno che abbiamo deciso di unire le forze per tirare su il nostro blog, per rappresentare il fermento musicale che ci avvolge negli ultimi anni.

Sin dai tuoi esordi su Soundcloud, hai mostrato una grande abilità nella produzione e nel comunicare col linguaggio sonoro, suscitando, oltre che ammirazione, una certa curiosità tra i tuoi followers (per la serie “da dove è uscito questo”?!!)…
S
e dovessi presentarti con le parole, invece, come ti descriveresti?

 

Ciao! Innanzitutto grazie per queste parole.

Ti dico sin da subito che a volte è proprio la curiosità di chi ascolta la mia musica che tiene su una serie di elementi che mi spingono a ingranare dei meccanismi che mi portano verso nuove direzioni, perchè io penso che sia il contatto con loro che incentiva la mia creatività su moltissime composizioni. Tengo moltissimo a chi ascolta la mia musica, in particolare a chi la “interpreta” e la fa sua. Io sono solo il risultato di tutti i miei interessi, delle mie passioni mischiate, legate alle sonorità, alla ricerca e alla voglia di scrivere una storia, di dire qualcosa. Mi piace sempre dire che la musica è il mezzo che mi sono scelto attraverso il quale riesco a comunicare delle cose che a parole non riuscirei a spiegare. In particolare c’è una cosa che “mi frega” di base ed è anche un po’ un timore, il “Non Ricordare”. Il più delle volte mi trovo ad ascoltare dei dischi, a cercare un sample, suonare i miei sintetizzatori e a trovare il sound, il giro di note, quella sequenza che esprima al meglio quello che ho in testa e quindi a provare a mettere in comunicazione quei momenti, quei pensieri fino a farli sincronizzare a tutto quello che riesco a tirar fuori generando suono: è il mio modo di fissare i ricordi.

Ho sempre messo davanti alle parole per descrivere la mia musica la musica stessa, e ancora oggi vorrei dirti che lì dentro c’è tutto quello che ho da dire e quello che mi chiedi di spiegarti nella maniera più pura e autentica possibile, e spero di poter incanalare sempre queste energie in quella direzione lì.

 

Il posto da cui provieni (bello paesaggisticamente e importante storicamente, ma difficile come tutte le realtà della provincia partenopea) influenza la tua produzione musicale oppure usi la musica anche per evadere dalla realtà che ti circonda?

 

Sicuramente il posto in cui vivo mi regala una serie di emozioni continue che si collocano nel positivo e nel negativo del vivere quotidiano e del “subire” un po’ quella che è l’influenza e l’energia di questi posti e dei paesaggi. Posso dire per certo che di base si prova sempre un po’ di nostalgia a starci lontano dal proprio “posto”, lontano dal mio finestrone sul mare un poco ci soffro, ma me la vivo comunque in maniera creativa, per me anche questo tramuta in un episodio da raccontare, è anche questo un evento che fa pressione sul piano emotivo, quindi credo di poter rispondere di SI. Si è sempre legati alla propria terra innatamente e innatamente se ne abbracciano tutti i lati positivi e negativi. Evado da qui e stacco quando ne ho bisogno, sopratutto con la musica e non soltanto con la mia, ma poi ritorno, specialmente per merito o per causa dei legami con dei posti o delle persone.

Il mondo dell’ hip hop campano e nazionale spesso sembra assestarsi su livelli musicalmente mediocri o comunque molto distanti dalla tua attitudine e dalla evoluzione musicale e culturale che una fetta di hip hop rappresenta… Tu come ti rapporti alla scena? Ti senti comunque vicino alla comunità hip hop locale?

 

Che bella domanda. Mi viene subito da pensare al legame che ho avuto con l’hip hop sin dai primi approcci musicali da ragazzino. L’hip hop è stato sicuramente estremamente formativo per me e ha influenzato gran parte della mia visione della musica oggi, ma non solo. Mi piace pensare all’hip hop come una delle influenze caratterizzanti, che mi è servita a capire molte cose, che mi ha iniziato verso il “rispetto” di una cultura che si porta addosso delle grosse responsabilità. Non è la prima volta che mi si accosta all’hip hop e alla parola “beatmaker” ad esempio, e ti dico che non mi dispiace affatto questa cosa perché la sento molto mia dato che probabilmente è da li che vengo e ne vado molto fiero. Negli ultimi anni ho avuto anche la possibilità di scoprire moltissime realtà che stanno dietro la musica elettronica, le sperimentazioni, l’interesse per le nuove tecnologie e gli studi di musica elettroacustica che mi hanno formato moltissimo sul piano della composizione tramite una grossa voglia di ricerca, una sete di sapere, che mi hanno quindi permesso di INTEGRARE le influenze precedentemente acquisite con alcune per me nuovissime, consentendomi oggi di avere la possibilità di potermi esprimere tramite questo centrifugato di culture che mi hanno formato tantissimo con una musica che sento molto “personale”.

Con questo voglio dire che mi sento molto vicino alla cultura hip hop locale perché la sento ancora molto vicina anche se sono sempre in cerca di nuovi stimoli che non la cancellino mai, bensì la accompagnino e mi conducano insieme ad essa verso nuove direzioni portandomela sempre dietro.

 

 

Fin’ ora ti sei fatto conoscere grazie a progetti esclusivamente strumentali, ma se dovessi pensare a delle parole sui tuoi beat, con quale emcee o singer ti piacerebbe collaborare?

 

Fino ad oggi tutte le mie composizioni le ho sempre pensate strumentali e finalizzate per essere come sono. Sono convintissimo che la voce sia un ulteriore strumento che si porta dietro tutta una serie di elementi che risultano “ben chiari”, è un mezzo direttissimo di comunicazione contestualizzato nella musica e infatti io cerco sempre di inserire l’elemento vocale all’interno dei miei brani, appunto per riuscire ad essere incisivo su un determinato discorso che sto sviluppando “strumentalmente” tramite la ricerca di campioni vocali che vanno dal più sottile e sussurrato “close up whispering” a frammenti vocali registrati con i recorder portatili o tagliati da qualche scena di film che amo particolarmente, per entrare nel discorso in maniera più diretta, come dicevo prima.

Al momento non stavo pensando proprio a degli MC, forse più a dei cantati inseriti in alcuni punti e sempre trattati e stressati, come adoro di solito lavorare le voci nei pezzi, magari pitchati/trasposti e un po’ in secondo piano, ma non ancora pensati come protagonisti della composizione. Magari più avanti potrebbe succedere qualcosa sul piano della collaborazione con qualcuno, è sicuramente un’esperienza che voglio provare.

 

Dopo aver autoprodotto “You are blue” sei passato all’ etichetta pescarese Panorama Musique. Come è avvenuto questo incontro e che vantaggi pensi che un musicista underground possa ottenere dall’aiuto di una net label?

E’ successo tutto abbastanza velocemente: dopo aver terminato tutto il lavoro per il disco, completo di mastering, grafiche e stampe in copie fisiche fatte a mano ho scritto pochi giorni dopo ad Andrea Distefano, il “label owner” (persona che stimo moltissimo per il suo punto di vista creativo nei confronti dell’etichetta e per il suo modo di vedere le cose in generale), per farglielo ascoltare dato che seguivo la label e il loro modo molto autentico e carico di  passione di porsi con il pubblico. Andrea ha ascoltato immediatamente tutto il disco e mi ha subito comunicato di esserne rimasto colpito accogliendomi nella “Family”. E’ la mia prima esperienza con una Label ma credo di poter riuscire a dire che il tutto funziona in maniera differente dal solito, tutto viene vissuto come una grande famiglia, c’è moltissima complicità, ci scambiamo idee, consigli, molta musica e c’è una gran voglia di realizzare e di crescere e credo che gran parte dei vantaggi siano proprio questi qui, come il mettersi in contatto con moltissime persone che la pensano al tuo stesso modo e di imparare moltissimo l’uno dall’altro in ogni campo e la possibilità di offrire la tua musica a chi ha voglia di ascoltarla attraverso questi canali e connessioni che si creano tra tutti gli artisti, i ragazzi che ci lavorano e ci credono e il pubblico.

 

 

La musica elettronica strumentale viaggia molto via web, ed è sul web che spesso si conoscono tra loro artisti, manager e fan…

Credi che il web possa sostituire il “guardarsi negli occhi”, oppure c’è bisogno sempre di un contatto umano, anche al fine di nutrirsi a vicenda di emozioni ed esperienze ?

Ma assolutamente si! come dicevo prima essere in contatto è “fondamentale”, conoscersi e comunicare guardandosi negli occhi poi genera tutto un altro tipo di rapporto nei confronti di chi ti è vicino dal punto di vista emotivo e artistico nel senso stretto inteso come voler parlare apertamente delle cose che hai necessità di “buttare fuori”. Stringersi la mano, abbracciarsi ai live, mettere le mani sui dischi e suonare insieme è un aspetto che non va assolutamente dimenticato, anzi, va sviluppato e messo in cantiere per accrescerne le possibilità che questo si verifichi parecchio più assiduamente. la musica la facciamo prima col nostro corpo, viene fuori dalle nostre mani che si posano sugli strumenti ed è tutto “contatto”. L’aria che si respira ai concerti è quella probabilmente più vera e reale che sta dietro a tutto il supporto e quello che ci scriviamo dietro uno schermo perché dal vivo oltre al tuo computer, i dischi e gli strumenti porti te stesso, nella maniera più aperta e autentica possibile di condivisione davanti a chi assimila insieme a te tutte le vibrazioni della tua musica e tutti nello stesso identico istante.

 

“GIRL” è un piccolo album, tecnicamente molto curato, che trasmette diverse emozioni, e il tema principale sembra essere proprio l’ amore… Si può secondo te paragonare l’amore per una donna all’ amore per la musica e per l’ arte? 

Ma io penso che venga tutto da lì, no? anche amarsi è un’arte, è comunque un legame tra espressione e condivisone. Io me la vivo sempre così, in maniera molto intensa e descrittiva dal punto di vista emotivo e l’amore ne è sicuramente protagonista. Girl però non vuole essere un disco d’amore come ho già detto, vuole essere un disco di ricordi, l’ho pensato come 8 fotografie che ho ben fissate nella mia mente, ho voluto definirlo un’  allucinazione vivida di un passato trascorso, un  “audiolibro” dove tra le righe rappresentate dai suoni, i piani sonori e i frammenti vocali si potesse ricostruire quello che stava succedendo in quell’istante, in quell’evento, come per far prendere vita a delle immagini, fotogrammi che non riuscivo a cancellare e che volevo rimanessero sempre lì, il più possibile vive nei ricordi miei e suoi.

Ho provato un po’ ad esorcizzare quel discorso del “Non Ricordare” dove a volte si tende a un “non voler ricordare autoindotto” , il più delle volte per non soffrire di quel passato trascorso, quando poi basterebbe prendersi del tempo per pensare a quelle immagini come dei momenti trascorsi che, nel bene e nel male, fanno parte di te e ti hanno reso quello che sei oggi.

Me la vivo in maniera molto spirituale, avevo qualcosa da dire e l’ho incanalato qui dentro quest’album a cui tengo molto e sono felice che il messaggio stia passando e che qualcuno abbia voglia di ascoltarlo e farlo suo, interpretarlo anche in base alle sue di esperienze personali.

 

Visto che i tuoi lavori “mandano a rota” ci viene d’ obbligo chiederti: a quando la prossima release?

Io aspetto sempre che le cose succedano. Ogni volta che sentirò il bisogno di dire qualcosa ho capito che questo è il modo che preferisco per farlo e non vedo l’ora di poterlo condividere con tutti. Grazie infinite davvero per tutto questo.

Intervista a cura di Vincenzo Pelliccia.

 

 

Semp Samples Vol. 1: Neapolitan digging & beatmaking documentary

Semp Samples Vol.1 nasce da un idea del collettivo “soulshine sound” e dei musicisti/beatmakers napoletani protagonisti del primo episodio della serie che sono:
– OLUWONG (AMMONTONE)
– SODOSTUDIO (AKA SPEAKER CENZOU’ – SANGUE MOSTRO)
– MR.EXTRA (NU.BOURBON – BEATZCAT ENT.)
– BREAKSTARR (AKA MIKE VODKA – FREESTYLE CONCEPT – VOOLCANOHARMONIX – BEATMATES)
– SONAKINE (CAPECCAPA – VOOLCANOHARMONIX – BEATMATES).
In collaborazione con Ammontone Studio.

Lo pubblichiamo a quasi un anno dall’ uscita ufficiale sul web.