Bainmass “Winter”

Per molti sarà già iniziata la nostalgia dell’ estate appena trascorsa, ma è anche vero che c’è chi alla bella stagione preferisce l’autunno o l’ inverno, quando la temperatura cala un bel po’ e, muniti di thè caldo e joint tra le dita, al calduccio del proprio home-studio, ci si appresta ad accendere sampler e giradischi, pronti per una nuova avventura tra suoni e lucine…
Nonostante il titolo però, “Winter”, il nuovo lavoro di Bainmass, producer di origine partenopea, ma attivo nel modenese già diversi anni con le crew Fetish Funk Crew e Venti Dita Crew, è per buona parte associabile alle belle giornate, ai centrifugati di frutta fresca ed a metà ascolto vi sembrerà di intravedere le palme in lontananza.

8 beats e loops freschi, dal gusto electro, ma ispirati ai classici (ed ai maestri) della black music, che vi faranno muovere la testa dall’ inizio alla fine…

Freedownload su: http://www.iyelabel.com/iye16-bainmass-winter-ep/

Aspettando nuove release da parte di Bainmass…

Buon Ascolto!

 

by BeatZcat Staff

 

Iken “48 Hours A Day”

L’ Hip Hop strumentale “di mentalità” si fonde con la musica elettronica che più strizza l’occhio agli anni 80. Synth bass e drum machine caratteristiche di quel periodo che tanto teniamo a cuore (musicalmente così florido e rivoluzionario per la musica pop e che noi consideriamo come uno dei biglietti da visita per i suoni che ora tanto ci piacciono…) la fanno da padrone in questo nuovo lavoro di Iken, realizzato in appena 48 ore!  Cinque tracce dal gusto fresco che partono dal break e dagli arpeggi sintetici di “Wake Up”, la prima traccia, fino all’ abstract- house dell’ ultima traccia “Mary loved to dance”… Cinque mine che vi farrano inserire Iken  (nel caso non lo aveste ancora fatto) nella lista dei producer da tenere assolutamente d’ occhio…

by Vincenzo Pelliccia 

 

 

Ava Larue x Alsogood “Nostalgia”

“Francesco Lo Giudice, in arte Alsogood, è un beatmaker di Reggio Calabria, tra i più attivi della scena beat italiana.

Negli ultimi mesi ha collaborato con un remix al nuovo album di Pino D’ Angiò (artista napoletano degli anni ’70 e ’80 molto vicino alla disco music e da poco ritornato sulle scene)  ed ha annunciato dalla sua pagina Facebook la sua possibile partecipazione al nuovo album dei losangelini Dudley Perkins e Georgia Anne Muldrow.

Ora pubblica “Nostalgia”, brano nato dalla collaborazione con la singer californiana Ava Larue. Il pezzo ci è piaciuto molto e vi invitiamo ad ascoltarlo e (magari) a supportare l’ artista.

Buona Musica!

BeatZcat Staff 

EXCLUSIVE: BeatZcat Ent. “Roundhay Garden Tape “

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Dopo la pubblicazione del primo beat tape dal titolo “Beatzcat Beat Tape Vol. 0” è la volta di “Roundhay Garden Tape”. Si tratta di un album “open source” a tema cinematografico a cui tutti i producer iscritti al nostro gruppo facebook “BeatZcat Ent Community” hanno avuto possibilità di partecipare.
Il risultato è stato davvero sorprendente e c’è stata la partecipazione di 27 producer provenienti da tutta Italia.

Ecco i nomi dei musicisti presenti in “Roundhay Garden Tape”:
Emshi, Eks, Bonbooze, Brianoize, Odeeno, Alsogood, Yambù, Sonakine, Dirton, NuBourbon, Skunk’n’Funk, BreakStarr, Sodo Studio, thegodfatherExperience, LahyeNa, El Paskante, Jαyl Urόbοrος Iken, Cefro, Bigga, Jαyl Urόbοrος, Gheto Soffittaman, Fano, Spreco, Blob, Scissor, Pain e Oluwong.

Il 28 maggio, presso il Boudoir Club, si terrà la presentazione ufficiale del tape, con tanti ospiti e tanta buona musica.

Non ci resta che augurarvi Buon Ascolto!

Beatzcat Staff

Iken “Through the woodlands”

A sei mesi di distanza da “Squares”, il suo ultimo ep, torna Iken, producer dell’ area nord di Napoli, tra i più fresh del momento.

Con questo suo ultimo lavoro definisce ancora di più il suo stile, tra hip hop ed idm, e la ballabilità di alcuni brani unita alla cura del suono lo rende un prodotto apprezzabile dagli appassionati di musica elettronica a 360 gradi.

Ecco il concept raccontato con le parole del protagonista:

A questo giro il tema è la natura.
Ho voluto dare una mia rappresentazione degli aspetti più essenziali della vita riflessa nella sua natura più selvaggia.
Il sound è prevalentemente elettronico: ho realizzato questo EP con rumori ed effetti ottenuti da una combinazione di campionamenti da vinile e synth.

L’album è ascoltabile gratuitamente dalla pagina bandcamp e acquistabile, per chi volesse supportare l’artista, a soli 3 euro.

by BeatZcat Staff.

 

 

Yambù “STEREOPHONY”

Dopo l’ esperienza con Voolcano Harmonix e la relativa pubblicazione dell’ ep “Free To Love”, Nino Pomidoro, in arte Yambù, è fuori con “Stereophony”,  pubblicato per la sua etichetta “Black Beat Studio” di cui è fondatore insieme al rapper Gee Love.

L’ album interamente strumentale è composto da 14 tracce e vede la collaborazione di producer e musicisti come Scissor, Emshi e Davide Fox.

Il titolo deriva dai molteplici flussi informativi sonori della stereofonia che hanno la finalità di restituire spazialità al suono.
Vengono quindi miscelate in questo album, sonorità analogiche e digitali di genere “astratto”.

Di seguito il link per ascoltare e scaricare in freedownload “STEREOPHONY”

Buon Ascolto!

by BeatZcat Staff.

WhatsAbstract: DJ El D, Anima e Sound…

Con ogni probabilità, tra gli appassionati di beats che hanno un “orecchio” di riguardo per le uscite nostrane,  ce ne sono parecchi che sono rimasti folgorati dal suono caldo ed “astratto” di DJ El D. E noi di BeatZcat Ent, ovviamente,  non possiamo fare altro che gioire quando un artista, un figlio della nostra stessa terra, riesce a farsi meritatamente spazio all’ interno della nuova scena Hip Hop/Instrumental made in Italy.

Dario Aveta , in ambito artistico conosciuto come Dj El D  nato il 18 Luglio 1989, si avvicina al mondo della musica all’età di 12 anni ed in particolare all’ Hip Hop.

Anch’ egli residente ad Arzano, così come i producer Odeeno, Ohgì e Daryo Bass, pubblica nel 2015 “Cosmic Lover EP”,  uscito per l’etichetta indipendente HASHETIC FRONT RECORDS e dopo qualche mese rilascia ” After Sunset EP” .Nel 2016 invece è la volta di “Rulings Ep”. Ed è in occasione di questo suo ultimo progetto che lo abbiamo incontrato per rivolgergli qualche domanda e provare a saperne di più su questo misterioso producer…

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Sei appassionato di Hip Hop ed abstract-beats da diversi anni, tuttavia hai pubblicato i tuoi primi lavori solo nel 2015, una scelta contro-tendenza, se si pensa a come molti artisti spesso abbiano fretta di farsi notare… Cosa ti ho fatto capire che finalmente è arrivato il tuo momento?

Guarda, io credo che sia giunto il momento di far ascoltare la mia musica in maniera abbastanza seria , anche perche’ da qualche anno a questa parte ormai ne sentivo la necessità. Ho pubblicato il mio primo lavoro solo nel 2015 perche’ negli anni precedenti dovevo capire bene innanzitutto la musica e le sue sfumature, ascoltare tutti i pionieri sia dell’Hip Hop che quelli dell’Abstract sia per bagaglio culturale, sia nel profondo cosa mi trasmettevano quando li ascoltavo, in modo da capire bene la strada da percorrere. Posso aggiungere che la fretta non porta a nulla , quindi per me bisogna aspettare il momento giusto, far si che ci siano tutte le carte in regola per poter esprimersi a pieno , in modo da far rimanere a bocca aperta chi ci ascolta,

Sembra che napoli e la campania stiano vivendo un periodo florido per quanto riguarda l’ hiphop strumentale ed un certo tipo di musica elettronica ad esso connessa, ma in particolar modo la tua cittadina, Arzano, sembra essere il punto di riferimento di questa corrente musicale, essendo il luogo di provenienza di diversi producer come Daryo Bass, Odeeno, Oohgì ed MC all’ avanguardia come Skarraphone…
Quanto è importante per te essere in stretto contatto con artisti che hanno la tua stessa attitudine?

Per me è stato fondamentale avere tutte queste persone vicino, sia artisticamente che come persone, perchè innanzitutto sono grandi uomini e poi ottimi artisti Da alcuni di loro ho imparato tantissimo e mi hanno fatto capire cose che hanno dato le basi a quello che sono oggi. Per quanto riguarda l’Hip Hop strumentale sono d’accordo con te che Napoli e la Campania stiano vivendo un periodo di rinascita sotto questo punto di vista, anche perché è giunto il momento, visto che la semplice strumentale spesso non è capita nel suo vero significato, e soprattutto anche per la più’ semplice di essa c’è un grande lavoro dietro, bisogna mettersi con impegno e far capire che la strumentale ha valenza tanto quanto il rap. Qualche beat-battle non guasterebbe sai, visto che quelle rap se ne fanno tante.

 

Il grigiore della periferia può uccidere la fantasia, ma per fortuna molte persone reagiscono in modo creativo allo smog ed ai palazzoni; forse anche per te la musica è voglia di evasione, far sognare mondi nuovi…

Bhe’ si, la periferia per come la vedo io è un arma a doppio taglio, e va comunque interpretata. Nel senso che bisogna riuscire a prenderne il positivo e farne di uno stimolo di espressione. Dal grigiore della periferia, catturata con gli scatti giusti, si ottengono ottime copertine per i progetti sai!!!… E poi il mio abstract si fonde molto bene con quella che è l’atmosfera di questa città caotica.

 

Ascoltando i tuoi lavori si entra in un mood decisamente soul, suoni caldi ed atmosfere sognanti… ci sono artisti del passato che ti danno ispirazione? ti piace campionare o prendere spunto da qualcosa in particolare?

Artisti del passato che mi ispirano tantissimo sono Brandy , Aaliyah, Monica, Mary J. Blige, il mood Rnb insomma. Ma anche artisti come George Duke , Ahmad Jamal, Herbie Hancock , con i loro accordi jazz mi fanno sognare. Poi ti dico, a me piace sia campionare, che suonare tutto un beat senza campioni, il mio primo spunto per un beat alla fine è spontaneo, è casuale, nel senso che mi basta sentire anche un semplice drum-break , o suonare un accordo, per farmi partire l’ispirazione.

Per quanto riguarda la musica contemporanea, sicuramente sarai a conoscenza di diversi musicisti underground sconosciuti ai più… hai qualche consiglio per i nostri timpani?

Io che ascolto tutta la musica, potrei consigliare di ascoltare artisti come Chris McClenney, Blissfall , Esta, J Louis, Soulection , Evil Needle.

Per quanto riguarda il tuo set-up, ti piace lavorare al computer oppure sei anche tu affetto da G.A.S. (Gear Acquisition Syndrome)? quali sono i tuoi strumenti preferiti?

Il Computer è uno strumento fondamentale per fare musica, come per tutti oggi!!! Ho qualche analogmachine , ed i miei strumenti preferiti sono le vintage keyboard come la Juno 106, Minimoog, e la famigerata Roland TR 808.

 

Ascoltando i tuoi brani è evidente una notevole ricerca musicale ed una cura maniacale soprattutto per la ritmica. Sei tra quelli che buttano giù tutto in un colpo per poi ridefinire il tutto con calma, oppure passano più giornate di lavoro tra l’inizio e la chiusura di una traccia?

Ci sono volte in cui riesco a stilare il progetto completo per poi definirlo  successivamente, anche perché è difficile riuscire a finire tutto in un colpo solo,  a volte né va anche dell’incolumità delle nostre orecchie, quindi passano più giorni per riuscire a chiudere le tracce, anche perché ho imparato che se passano alcuni giorni riascoltando il tutto si fanno caso a degli eventuali errori e si possono migliorare i brani.

La cura del suono è uno dei pregi della tua musica. Ti occupi tu stesso dei mix oppure ti affidi a qualche professionista?

Per ora faccio tutto da me , dal mix al mastering, ma mi piacerebbe lavorare con dei professionisti dell’engineering audio per sentire le mie tracce “esplodere” etteralmente.

Il tuo approdo alla net-label Hashetic Front Records sembra averti dato una buona visibilità, ed inizi ad ottenere il giusto riconoscimento per la tua arte, anche grazie all’ ottimo lavoro dell’ etichetta orobica. Come è avvenuto l’ incontro con i responsabili di HFR? Quanto pensi sia importante per un musicista underground non essere solo e godere dell’ appoggio di chi crede nella propria musica?

Guarda, l’affidamento ad Hashetic Front è avvenuto per caso . Ascoltando le mie traccie su internet mi hanno contattato. La cosa per me è stata davvero significativa, perché grazie a loro ho avuto molta visibilità , sopratutto al Nord Italia. La cosa fondamentale per un artista, al di là della sua musica, è il supporto di chi crede nella sua musica , che sia un artista come lui o un semplice fan/ascoltatore.

 

In “Rulings” abbiamo apprezzato la collaborazione con Ms J lean, una giovane singer davvero in gamba, nel precedente “Cosmic Lover” quella con Aston Rico… Se potessi scegliere di collaborare con qualche cantante, MC, o musicista già affermato a livello internazionale, con chi sceglieresti di collaborare?

Sinceramente io ho più di un nome da dire riguardo le collaborazioni, ma sicuramente il primo della lista è Ntò, perché a mio avviso è uno dei migliori che abbiamo a Napoli, oltre ad essere il mio preferito, lui non si limita solo a scrivere, per me è un poeta, ogni suo brano per me è una storia che ci racconta e che ognuno dovrebbe interpretare e capire bene, perché spesso si tende a fraintendere. Bhè, per me sarebbe fantastico riuscire a realizzare una collaborazione del genere, oltre ad essere un grandissimo onore.

Progetti futuri?

Progetti futuri…. al momento ne ho uno solo: quello di suonare ovunque ancora non abbia suonato, partendo dalla mia città ovviamente, e poi fare un numero smisurato di beats .

Facciamo i migliori auguri a DJ El D e vi la sciamo col suo ultimo ottimo ep “Rulings”.

Intervista a cura di Vincenzo Pelliccia.

 

NuBourbon “OST/Cheap Digging In Berlin”

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C’è chi viaggia per piacere, chi scappa dall’ultima delusione d’amore, altri lo fanno per trovare l’ispirazione e questo è il caso di NuBourbon che, con “OST/Cheap digging in Berlin”, ha voluto rendere omaggio alla capitale tedesca di ritorno da un breve ma profondo viaggio. Un disco completo, mai banale, nel quale fonde il grigiore e l’anima di Berlino alla passione e ai colori di Napoli, portandovi ai bordi dell’universo. Il contributo di un artista estremamente originale e produttivo, che non sembra avere limiti. Per il momento lo seguiamo col rischio di ritrovarci un giorno su qualche galassia perduta… naturalmente vi consigliamo di fare lo stesso.

Buon ascolto!

Beazcat Staff.

Dirton “Mellow Project”

Tra i nomi da tenere d’ occhio nel favoloso mondo del beatmaking campano c’ è sicuramente Dirton, producer di Pompei dal suono fresco e vario.
Lo abbiamo intercettato in occasione del suo nuovo Ep “Mellow Project”, che ovviamente vi consigliamo di ascoltare ad alto volume.

<<Allora… inizio dicendo che questa ultima release è stata volutamente realizzata con delle componenti hip hop e con campionamenti da dischi di musica tribale africana, influenzati dai miei ultimi ascolti come Fela Kuti, Clap Clap! Henry Wu, Al Dobson Jr e altri della label Rhythm Section.E’ uscita quasi senza preavviso, senza promo e nient’altro, questo sempre in modo voluto. Venendo da un background molto più elettronico e techno/sperimentale, ma avendo avuto sempre una forte passione per tutta la black music e l’hip hop fin da piccolissimo, è da qualche anno ormai che cerco di miscelare tutte (o quasi) le mie influenze passate e presenti (sperando di riuscirci) nelle mie produzioni e “Mellow Project” è stato, ripeto, volutamente “più hip hop”, come un tributo ai miei primi ascolti. Un grande grazie ai ragazzi di BeatZcat e alla loro stupenda iniziativa.>>

In bocca al lupo a Dirton per i suoi progetti futuri.

 

WhatsAbstract: Brianoize and his “Girl”

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Brianoize è un giovane producer di Torre Annunziata (una piccola città piena di sabbia, come egli stesso l’ ha definita). Poco più di un anno fa pubblica “You Are Blue“, il suo primo lavoro che cattura l’attenzione di molti appassionati di beats e musica elettronica dal mood più chill out.

Noi lo conosciamo bene, ma in occasione della pubblicazione di “GIRL”, il suo secondo album uscito il 24 febbraio per l’ etichetta Panorama Musique, abbiamo deciso di fargli qualche domanda, per incuriosire ancora di più sia chi già lo segue, sia quelli che ancora devono decidersi a cliccare “play” quando trovano nella propria home page i suoi brani condivisi… E poi perchè dobbiamo dirlo: è anche grazie ad artisti e persone come Bruno che abbiamo deciso di unire le forze per tirare su il nostro blog, per rappresentare il fermento musicale che ci avvolge negli ultimi anni.

Sin dai tuoi esordi su Soundcloud, hai mostrato una grande abilità nella produzione e nel comunicare col linguaggio sonoro, suscitando, oltre che ammirazione, una certa curiosità tra i tuoi followers (per la serie “da dove è uscito questo”?!!)…
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e dovessi presentarti con le parole, invece, come ti descriveresti?

 

Ciao! Innanzitutto grazie per queste parole.

Ti dico sin da subito che a volte è proprio la curiosità di chi ascolta la mia musica che tiene su una serie di elementi che mi spingono a ingranare dei meccanismi che mi portano verso nuove direzioni, perchè io penso che sia il contatto con loro che incentiva la mia creatività su moltissime composizioni. Tengo moltissimo a chi ascolta la mia musica, in particolare a chi la “interpreta” e la fa sua. Io sono solo il risultato di tutti i miei interessi, delle mie passioni mischiate, legate alle sonorità, alla ricerca e alla voglia di scrivere una storia, di dire qualcosa. Mi piace sempre dire che la musica è il mezzo che mi sono scelto attraverso il quale riesco a comunicare delle cose che a parole non riuscirei a spiegare. In particolare c’è una cosa che “mi frega” di base ed è anche un po’ un timore, il “Non Ricordare”. Il più delle volte mi trovo ad ascoltare dei dischi, a cercare un sample, suonare i miei sintetizzatori e a trovare il sound, il giro di note, quella sequenza che esprima al meglio quello che ho in testa e quindi a provare a mettere in comunicazione quei momenti, quei pensieri fino a farli sincronizzare a tutto quello che riesco a tirar fuori generando suono: è il mio modo di fissare i ricordi.

Ho sempre messo davanti alle parole per descrivere la mia musica la musica stessa, e ancora oggi vorrei dirti che lì dentro c’è tutto quello che ho da dire e quello che mi chiedi di spiegarti nella maniera più pura e autentica possibile, e spero di poter incanalare sempre queste energie in quella direzione lì.

 

Il posto da cui provieni (bello paesaggisticamente e importante storicamente, ma difficile come tutte le realtà della provincia partenopea) influenza la tua produzione musicale oppure usi la musica anche per evadere dalla realtà che ti circonda?

 

Sicuramente il posto in cui vivo mi regala una serie di emozioni continue che si collocano nel positivo e nel negativo del vivere quotidiano e del “subire” un po’ quella che è l’influenza e l’energia di questi posti e dei paesaggi. Posso dire per certo che di base si prova sempre un po’ di nostalgia a starci lontano dal proprio “posto”, lontano dal mio finestrone sul mare un poco ci soffro, ma me la vivo comunque in maniera creativa, per me anche questo tramuta in un episodio da raccontare, è anche questo un evento che fa pressione sul piano emotivo, quindi credo di poter rispondere di SI. Si è sempre legati alla propria terra innatamente e innatamente se ne abbracciano tutti i lati positivi e negativi. Evado da qui e stacco quando ne ho bisogno, sopratutto con la musica e non soltanto con la mia, ma poi ritorno, specialmente per merito o per causa dei legami con dei posti o delle persone.

Il mondo dell’ hip hop campano e nazionale spesso sembra assestarsi su livelli musicalmente mediocri o comunque molto distanti dalla tua attitudine e dalla evoluzione musicale e culturale che una fetta di hip hop rappresenta… Tu come ti rapporti alla scena? Ti senti comunque vicino alla comunità hip hop locale?

 

Che bella domanda. Mi viene subito da pensare al legame che ho avuto con l’hip hop sin dai primi approcci musicali da ragazzino. L’hip hop è stato sicuramente estremamente formativo per me e ha influenzato gran parte della mia visione della musica oggi, ma non solo. Mi piace pensare all’hip hop come una delle influenze caratterizzanti, che mi è servita a capire molte cose, che mi ha iniziato verso il “rispetto” di una cultura che si porta addosso delle grosse responsabilità. Non è la prima volta che mi si accosta all’hip hop e alla parola “beatmaker” ad esempio, e ti dico che non mi dispiace affatto questa cosa perché la sento molto mia dato che probabilmente è da li che vengo e ne vado molto fiero. Negli ultimi anni ho avuto anche la possibilità di scoprire moltissime realtà che stanno dietro la musica elettronica, le sperimentazioni, l’interesse per le nuove tecnologie e gli studi di musica elettroacustica che mi hanno formato moltissimo sul piano della composizione tramite una grossa voglia di ricerca, una sete di sapere, che mi hanno quindi permesso di INTEGRARE le influenze precedentemente acquisite con alcune per me nuovissime, consentendomi oggi di avere la possibilità di potermi esprimere tramite questo centrifugato di culture che mi hanno formato tantissimo con una musica che sento molto “personale”.

Con questo voglio dire che mi sento molto vicino alla cultura hip hop locale perché la sento ancora molto vicina anche se sono sempre in cerca di nuovi stimoli che non la cancellino mai, bensì la accompagnino e mi conducano insieme ad essa verso nuove direzioni portandomela sempre dietro.

 

 

Fin’ ora ti sei fatto conoscere grazie a progetti esclusivamente strumentali, ma se dovessi pensare a delle parole sui tuoi beat, con quale emcee o singer ti piacerebbe collaborare?

 

Fino ad oggi tutte le mie composizioni le ho sempre pensate strumentali e finalizzate per essere come sono. Sono convintissimo che la voce sia un ulteriore strumento che si porta dietro tutta una serie di elementi che risultano “ben chiari”, è un mezzo direttissimo di comunicazione contestualizzato nella musica e infatti io cerco sempre di inserire l’elemento vocale all’interno dei miei brani, appunto per riuscire ad essere incisivo su un determinato discorso che sto sviluppando “strumentalmente” tramite la ricerca di campioni vocali che vanno dal più sottile e sussurrato “close up whispering” a frammenti vocali registrati con i recorder portatili o tagliati da qualche scena di film che amo particolarmente, per entrare nel discorso in maniera più diretta, come dicevo prima.

Al momento non stavo pensando proprio a degli MC, forse più a dei cantati inseriti in alcuni punti e sempre trattati e stressati, come adoro di solito lavorare le voci nei pezzi, magari pitchati/trasposti e un po’ in secondo piano, ma non ancora pensati come protagonisti della composizione. Magari più avanti potrebbe succedere qualcosa sul piano della collaborazione con qualcuno, è sicuramente un’esperienza che voglio provare.

 

Dopo aver autoprodotto “You are blue” sei passato all’ etichetta pescarese Panorama Musique. Come è avvenuto questo incontro e che vantaggi pensi che un musicista underground possa ottenere dall’aiuto di una net label?

E’ successo tutto abbastanza velocemente: dopo aver terminato tutto il lavoro per il disco, completo di mastering, grafiche e stampe in copie fisiche fatte a mano ho scritto pochi giorni dopo ad Andrea Distefano, il “label owner” (persona che stimo moltissimo per il suo punto di vista creativo nei confronti dell’etichetta e per il suo modo di vedere le cose in generale), per farglielo ascoltare dato che seguivo la label e il loro modo molto autentico e carico di  passione di porsi con il pubblico. Andrea ha ascoltato immediatamente tutto il disco e mi ha subito comunicato di esserne rimasto colpito accogliendomi nella “Family”. E’ la mia prima esperienza con una Label ma credo di poter riuscire a dire che il tutto funziona in maniera differente dal solito, tutto viene vissuto come una grande famiglia, c’è moltissima complicità, ci scambiamo idee, consigli, molta musica e c’è una gran voglia di realizzare e di crescere e credo che gran parte dei vantaggi siano proprio questi qui, come il mettersi in contatto con moltissime persone che la pensano al tuo stesso modo e di imparare moltissimo l’uno dall’altro in ogni campo e la possibilità di offrire la tua musica a chi ha voglia di ascoltarla attraverso questi canali e connessioni che si creano tra tutti gli artisti, i ragazzi che ci lavorano e ci credono e il pubblico.

 

 

La musica elettronica strumentale viaggia molto via web, ed è sul web che spesso si conoscono tra loro artisti, manager e fan…

Credi che il web possa sostituire il “guardarsi negli occhi”, oppure c’è bisogno sempre di un contatto umano, anche al fine di nutrirsi a vicenda di emozioni ed esperienze ?

Ma assolutamente si! come dicevo prima essere in contatto è “fondamentale”, conoscersi e comunicare guardandosi negli occhi poi genera tutto un altro tipo di rapporto nei confronti di chi ti è vicino dal punto di vista emotivo e artistico nel senso stretto inteso come voler parlare apertamente delle cose che hai necessità di “buttare fuori”. Stringersi la mano, abbracciarsi ai live, mettere le mani sui dischi e suonare insieme è un aspetto che non va assolutamente dimenticato, anzi, va sviluppato e messo in cantiere per accrescerne le possibilità che questo si verifichi parecchio più assiduamente. la musica la facciamo prima col nostro corpo, viene fuori dalle nostre mani che si posano sugli strumenti ed è tutto “contatto”. L’aria che si respira ai concerti è quella probabilmente più vera e reale che sta dietro a tutto il supporto e quello che ci scriviamo dietro uno schermo perché dal vivo oltre al tuo computer, i dischi e gli strumenti porti te stesso, nella maniera più aperta e autentica possibile di condivisione davanti a chi assimila insieme a te tutte le vibrazioni della tua musica e tutti nello stesso identico istante.

 

“GIRL” è un piccolo album, tecnicamente molto curato, che trasmette diverse emozioni, e il tema principale sembra essere proprio l’ amore… Si può secondo te paragonare l’amore per una donna all’ amore per la musica e per l’ arte? 

Ma io penso che venga tutto da lì, no? anche amarsi è un’arte, è comunque un legame tra espressione e condivisone. Io me la vivo sempre così, in maniera molto intensa e descrittiva dal punto di vista emotivo e l’amore ne è sicuramente protagonista. Girl però non vuole essere un disco d’amore come ho già detto, vuole essere un disco di ricordi, l’ho pensato come 8 fotografie che ho ben fissate nella mia mente, ho voluto definirlo un’  allucinazione vivida di un passato trascorso, un  “audiolibro” dove tra le righe rappresentate dai suoni, i piani sonori e i frammenti vocali si potesse ricostruire quello che stava succedendo in quell’istante, in quell’evento, come per far prendere vita a delle immagini, fotogrammi che non riuscivo a cancellare e che volevo rimanessero sempre lì, il più possibile vive nei ricordi miei e suoi.

Ho provato un po’ ad esorcizzare quel discorso del “Non Ricordare” dove a volte si tende a un “non voler ricordare autoindotto” , il più delle volte per non soffrire di quel passato trascorso, quando poi basterebbe prendersi del tempo per pensare a quelle immagini come dei momenti trascorsi che, nel bene e nel male, fanno parte di te e ti hanno reso quello che sei oggi.

Me la vivo in maniera molto spirituale, avevo qualcosa da dire e l’ho incanalato qui dentro quest’album a cui tengo molto e sono felice che il messaggio stia passando e che qualcuno abbia voglia di ascoltarlo e farlo suo, interpretarlo anche in base alle sue di esperienze personali.

 

Visto che i tuoi lavori “mandano a rota” ci viene d’ obbligo chiederti: a quando la prossima release?

Io aspetto sempre che le cose succedano. Ogni volta che sentirò il bisogno di dire qualcosa ho capito che questo è il modo che preferisco per farlo e non vedo l’ora di poterlo condividere con tutti. Grazie infinite davvero per tutto questo.

Intervista a cura di Vincenzo Pelliccia.