“K.O.I.”, il beat tape di Emanuele Triglia

Con lo stesso entusiasmo di un astronauta che ha appena scoperto un nuovo pianeta (magari proprio il pianeta K.O.I. che dà nome al progetto in questione, scoperto grazie alla sonda spaziale  Kepler, come spiegato in un intervista  qui), oggi vi segnaliamo questo nuovo beat tape, interamente prodotto e suonato da Emanuele Triglia, già polistrumentista, bassista e sideman per artisti neo-soul come Ainè.

Dopo aver vissuto diverso tempo a Roma, Emanuele ritorna nella città natale di Reggio Calabria, e produce questo bellissimo album, quasi interamente strumentale (un solo featuring, con Ainè appunto) con diverse parti suonate da egli stesso e dai musicisti dall’ attitudine funk e jazzy della sua cerchia.

Il sound è dolce, maturo e richiama la positività ed i momenti di relax e meditazione che ci si ricuce all’ interno della propria giornata; a tratti ci si imbatte in accordi cosmici e di ispirazione losangelina, ma la ricerca per i breaks è molto personale, e la ritmica , al tempo “classica” ed originale, così come il basso, sono elementi fondamentali del suo stile.

Non ci resta che augurare ad Emanuele di continuare a suonare e produrre roba di spessore come “K.O.I.” beat tape!

L’album è disponibile, oltre che sulla pagina Bandcamp dell’ artista, anche su tutti gli stores digitali più comuni.

by BeatZcat Staff

Bainmass “Winter”

Per molti sarà già iniziata la nostalgia dell’ estate appena trascorsa, ma è anche vero che c’è chi alla bella stagione preferisce l’autunno o l’ inverno, quando la temperatura cala un bel po’ e, muniti di thè caldo e joint tra le dita, al calduccio del proprio home-studio, ci si appresta ad accendere sampler e giradischi, pronti per una nuova avventura tra suoni e lucine…
Nonostante il titolo però, “Winter”, il nuovo lavoro di Bainmass, producer di origine partenopea, ma attivo nel modenese già diversi anni con le crew Fetish Funk Crew e Venti Dita Crew, è per buona parte associabile alle belle giornate, ai centrifugati di frutta fresca ed a metà ascolto vi sembrerà di intravedere le palme in lontananza.

8 beats e loops freschi, dal gusto electro, ma ispirati ai classici (ed ai maestri) della black music, che vi faranno muovere la testa dall’ inizio alla fine…

Freedownload su: http://www.iyelabel.com/iye16-bainmass-winter-ep/

Aspettando nuove release da parte di Bainmass…

Buon Ascolto!

 

by BeatZcat Staff

 

Iken “48 Hours A Day”

L’ Hip Hop strumentale “di mentalità” si fonde con la musica elettronica che più strizza l’occhio agli anni 80. Synth bass e drum machine caratteristiche di quel periodo che tanto teniamo a cuore (musicalmente così florido e rivoluzionario per la musica pop e che noi consideriamo come uno dei biglietti da visita per i suoni che ora tanto ci piacciono…) la fanno da padrone in questo nuovo lavoro di Iken, realizzato in appena 48 ore!  Cinque tracce dal gusto fresco che partono dal break e dagli arpeggi sintetici di “Wake Up”, la prima traccia, fino all’ abstract- house dell’ ultima traccia “Mary loved to dance”… Cinque mine che vi farrano inserire Iken  (nel caso non lo aveste ancora fatto) nella lista dei producer da tenere assolutamente d’ occhio…

by Vincenzo Pelliccia 

 

 

GSQ “Cherry”

Con la primavera arrivano release fresche come le sere d’ aprile…

E noi, ascoltando “Cherry” del salentino GSQ, ci immaginiamo al porto di Otranto, sorseggiando un bel mojito, che piano piano sale e ci inebria insieme al profumo del mare.

L’ album, uscito per la net-label partenopea Voolcano Harmonix, è composto da undici gustose tracce, che una tira l’altra, proprio come le ciliegie.

Lo stile di chopping molto creativo è ormai il marchio di fabbrica di GSQ,  ed attraverso questo suo ultimo lavoro risalta ancor più tutto l’amore per il funk ed il soul… rigorosamente in vinile!

Buon Ascolto!

BeatZcat Staff.

Eks “Blue Cuts”

Quando si parla di un certo tipo di Hip Hop napoletano, fatto di ricerca e passione, musicalmente e tecnicamente all’ avanguardia, non si può non citare la Voolcano Harmonix, etichetta indipendente nata dall’ incontro del producer e sound engineer Blob con i beatmaker e musicisti Sonakine, Breakstarr e Funkcesco Mopo (quest’ ultimo anche graphic designer).

Nell’ ultimo periodo hanno allargato il loro collettivo a nuovi talenti “nostrani”, e dopo aver prodotto “Free To Love”, ep di Yambù già segnalato sul nostro blog, pubblicano “Blue Cuts” di Eks, al secolo Guido Marziale.

L’ep è composto da sette tracce in cui risalta una grande ricerca per i breaks e un gusto particolare verso le sonorità afro e roots-dub; beats ipnotici, echi di jungle remote  e suoni lo-fi sapientemente tagliati e miscelati, per uno dei prodotti più originali e “di livello” partoriti dalla beat scene partenopea.

Vi lasciamo all’ ascolto di “Blue Cuts” e, se non lo avete ancora fatto, andatevi a pescare le altre release targate Voolcano Harmonix.

Oluwong “Timeless”

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Tra i producer più noti ed apprezzati della scena Hip Hop campana e nazionale, sound engineer e fondatore insieme a DJ Uncino della ormai storica “Ammontone”, Andrea Esposito, in arte OluWong, pubblica il suo nuovo Ep “Timeless”. Cinque tracce nu-soul che vedono la partecipazione di cinque diversi talentuosi singers, per un progetto dal sound avvolgente e ricercato, disponibile in free download  dalla sua pagina soundcloud o dal seguente link.

Abbiamo approfittato di questa release per scambiare qualche parola con lui…

BC: Erano i primi anni duemila quando esordisti come beatmaker con la compilation  “Spingo Merda”, sembra una vita fa… cosa è cambiato intorno a te ?

OLW: Dipende da cosa intendi. Se parli a livello musicale,BEH… Più che intorno a me direi che è cambiato qualcosa intorno a noi, anzi più di “qualcosa”. Vedi, ho cominciato in un periodo in cui “essere Hip hop” significava far parte di una tribe
dai confini ben definiti e penso che questo abbia avuto ripercussioni anche a livello musicale. Adesso, che finalmente anche in italia questa musica/cultura è stata scoperta dal grande pubblico, come già molto tempo prima è accaduto in altre
parti del mondo, questa tribù risulta ora più che mai sempre piu’sgretolata. La musica che facevamo nel 2000 si è divisa in tantissimi sottogeneri che continuano a scomporsi e moltiplicarsi e capire cosa è o non è “Hip Hop” è diventato sempre
più difficile, soprattutto per un orecchio non “esperto”. Contemporaneamente a tale evoluzione anche io e la mia musica siamo cambiati nel tentativo di assorbire e prendere ciò che di buono stanno offrendo i rapidi mutamenti in corso che
caratterizzano l’attuale scenario hip hop a livello mondiale. Chi mi conosce sa che amo sperimentare, creare musica attraverso contaminazioni di generi sempre nuovi e spesso anche molto lontani da quella che è la mia formazione musicale. Prendo determinate idee e spunti per poi rielaborarli con quelli che sono i miei stili e il mio
genere per dar vita a qualcosa di completamente nuovo, frutto della contaminazione . Penso che questo significhi veramente “Evolversi”…
Ho sempre pensato che restare fermi sempre allo stesso punto non ti permetta di scoprire nuovi punti di vista.
Anche per quanto riguarda l’aspetto propriamente “lavorativo” c’è stata un’evoluzione, negli anni ho cercato di specializzarmi ed aggiornare continuamente le mie competenze tecniche per cercare di offrire un livello di professionalità
sempre maggiore, oltre che una dimensione artistica nel mio lavoro. Finalmente dopo tanta pazienza e costanza durati, quindici anni, io e il mio amico e socio storico di una vita Dj Uncino siamo riusciti a concretizzare il nostro sogno di mettere su uno studio multimendiale (per chi ancora non lo conoscesse “l’Ammontone Studio”) in cui curiamo l’intera fase di produzione di un album dalla scrittura alla promozione e alla grafica, e grazie alla credibilità e ad una professionalità che pensiamo e speriamo di aver acquisito in anni di duro lavoro, possiamo affermare di affacciarci tra le realtà più conosciute e consolidate.

BC: Hai lavorato con diversi artisti, campani nazionali ed internazionali, c’è qualcuno a cui sei legato particolarmente?

OLW: Guarda ti dirò, io sono legato a tutti i progetti in cui sono coinvolto come fonico. Non so se è una cosa che succede a tutti quelli che fanno il mio lavoro, ma per quanto mi riguarda mi sento parte di ogni progetto a cui lavoro. Mi trovo spesso
a fare da Direttore Artistico per i gruppi che passano per l’Ammontone, molte persone che vengono da me hanno moltissime idee, ma che per mancanza di determinate competenze tecniche non riescono a tradurre poi concretamente nei
risultati sperati, ed in questo consiste il mio lavoro: prendere queste idee e tradurle nel miglior prodotto possibile, sia da un punto di vista tecnico che artistico. Mi trovo spesso anche a dare dei consigli ai gruppi sui percorsi da seguire
per creare un disco che sia strutturato nel miglior modo possibile, che abbia un sound riconoscibile e un senso nel suo insieme. Va da se’ che questo tipo di rapporto crea necessariamente un legame molto profondo tra tecnico e artista.
Ricordo ancora le litigate con Speaker Cenzoù durante la lavorazione di “Cuorep” per un pugno di piattini… o con Rob Shamatide durante i mix di “Nuje\vuje”, perchè diceva che il ritornello di “Presentimento” “ti doveva ASSALIRE. Sono cose che ti rimangono! hehe

BC: Come riesci a far coincidere le tue due attività: quella di producer e quella di sound engineer?

OLW: In realtà sono due attività complementari, penso. Come diceva Ice one se sei un beatmaker e non hai competenze nel mixing rivolgiti ad un professionista, ma se ne hai anche un minimo di entrambe è molto meglio! Mettere insieme le due cose comunque, in alcuni momenti è davvero difficile. Ci sono mesi interi (tipo questo) in cui non faccio neanche un beat perchè impegnato sui dischi di prossima uscita. Qualcuno potrebbe dire “e allora falli di notte!”, ma probabilmente dimentica che facendo il fonico e ascoltando musica tutto il giorno quando arriva la sera il tuo orecchio è veramente stanco.

BC: L’ Ammontone studio è ormai un punto di riferimento per chi vuole produrre black music a Napoli e dintorni, ma si sa, non è una cosa semplice… Cosa vuol dire portare avanti un progetto come il vostro, oggi, nella nostra città?

OLW: Vuol dire avere grosse competenze sia tecniche che musicali.
Vuol dire essere moooolto aperti alle sperimentazioni.
Siamo nell’era della trap dril e della future drill… prendere un rap e pitcharlo per 1 minuto e mezzo (che quasi non ci capisci un cazzo) potrebbe essere normale…

BC: A proposito di equipement… con quali macchine lavori?

OLW: Ho iniziato con un MC 307, groovebox della Roland, dopodichè ho scoperto il digitale e non l’ho più lasciato. Con il mio primo pc ho cominciato ad usare Reason e ci ho fatto beats per anni; poi per “comodità” mi sono spostato sulla piattaforma
Cubase. Mi dava la possibilità di usare molti più strumenti e di mixare in maniera più precisa quello che facevo.
Una menzione va fatta ai miei vst preferiti: Sylent, Massive, e l’insostituibile Kontakt.
non saprei davvero come fare senza. Il prossimo acquisto sarà di sicuro una NI Maschine.

BC: Come nasce “Timeless”?

OLW: Sul mio pc ci sono una cosa come una decina di progetti tra beat tape, ep, remix ed altro che non aspettavano altro che essere pubblicati.
“Timeles” è una raccolta di pezzi fatti in un arco di tempo molto lungo. Sono un amante del nu-soul e nella mia storia ho creato molti beats che secondo me andavano “cantati” e non rappati. Cosi nei tempi morti ho cominciato a chiedere ad alcuni
artisti che ne fanno parte ed anche ad altri che purtroppo non hanno potuto partecipare, se volevano collaborare alla realizzazione di qualche pezzo. Il tutto va avanti da quasi 5 anni ed ora si è presentata l’occasione. Il disco esce infatti
anche in occasione della costituzione dell’Ammontone come Associazione Culturale.

BC: E cosa vi ha spinto come Ammontone a scegliere di diventare associazione?

OLW:  Siamo sempre stati molto attivi nel sociale e nella dimensione dell’inclusione e dell’aggregazione attraverso l’organizzazione di eventi. Inoltre siamo stati partner di alcuni dei più grossi eventi HipHop svolti a Napoli negli ultimi 10 anni. Penso che questo era uno step necessario e naturale per farci riconoscere anche dalle istituzioni come realtà territoriale che opera, e stimoli un discorso artistico e culturale nel territorio.
BC: Che consigli ti senti di dare ai producer più giovani?

OLW: Il consiglio più importante che posso dare a chi si avvicina all’hip hop in tutte le sue forme ed alla musica in generale è quello di STUDIARE, sempre, senza fermarsi mai. Non smettere mai di apprendere nuove tecniche, ultime innovazioni, e
informarsi e tenersi costantemente aggiornati, soltanto cosi’ è possibile apportare “quel qualcosà in piu'” a quello che si fa tutti i giorni. Come ho già detto prima evolversi è sempre fondamentale per crescere.
Noto con dispiacere che oggi chi si avviciana alla scena lo fà troppo spesso per “Fame di Fama” e non per amore per la musica o senso di appartenenza, e penso che questo sia fortemente sbagliato come tipo di approccio.
Nessuno conosce la formula magica per fare una “hit” e spesso accade che chi ci riesce si stava semplicemente divertendo… senza pensarci troppo su.

BC: Progetti futuri?

OLW: Come dicevo sono sommerso di lavoro quindi vi avviso che in primavera arriverà un’ inondazione di flow! E’ già pronto il disco di Ale Zin “Panama 11” e stiamo facendo le ultime correzioni a “#Galleon” il disco di Dj Uncino (che sarà isponibile ad Aprile) che vedrà ospiti tutti, ma proprio tutti gli mc di spicco della scena campana. Ultimo ma non per importanza, il nuovo album de “La Pankina Krew” iniziato da qualche mese e che vedrà la luce forse in Settembre.
Rimanete in contatto tramite la pagina facebook dell’ Ammontone Studio per notizie sempre fresche sulle prossime uscite.
Un abraccio a tutti!

Quattro chiacchiere con… Daryo Bass

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Dario Bassolino, in arte Daryo Bass, è un tastierista e beatmaker di Arzano, comune dell’ area nord di Napoli. E’ da un po’ che seguiamo con interesse i suoi lavori ed i progetti a cui collabora, per questo abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con questo giovane e talentuoso musicista.

Parlaci di te…

Nasco a Napoli 25 anni fa in una casa con un pianoforte: mia madre aveva fatto qualche anno di lezione prima che nascessi io. Mio padre era un appassionato di lirica e dunque sin da piccolo sono stato avviato alla musica. A 12 anni inizio a studiare pianoforte classico diplomandomi 10 anni dopo presso il conservatorio di Salerno. Parallelamente ho iniziato ad appassionarmi alla black music iniziando a suonare funk in un progetto molto interessante dal nome Sbirrofunk, con cui ho girato l’ Italia tra festival e clubs.

Dopo il diploma in classica mi dedico allo studio del jazz frequentando vari corsi sia a Napoli che in giro per l’Italia, arrivando fino a New York e studiando con grandi musicisti americani della scena jazz (Sam Yahel, Aaron Goldber, Peter Bernstein, Kenny Werner, Valerio Silvestro) .

Come ti sei avvicinato al beatmaking?

La passione per la produzione è nata in me grazie alla grande amicizia fraterna con Luigi Silvestro aka Ooh Gi, che viveva nel mio stesso parco, ad Arzano. Ho prodotto un Ep dal titolo Stardust per Voolcano Harmonix, label indipendente di Napoli, e un mio pezzo in collaborazione con Linda Feki aka LNDFK è stato inserito in una compilation francese per l’etichetta On and On gestita da 20syl membro dei C2C (uno dei miei idoli tra l’altro).

Pensi che sia importante per un beatmaker conoscere le basi  teoriche della musica o credi che si possa diventare un buon producer anche componendo “ad orecchio”?

Assolutamente si… se un beatmaker vuole considerarsi un musicista ha l’obbligo morale di affrontare certe tematiche legate all’armonia, alla melodia e al ritmo. La musica è una scienza e come tale deve essere approfondita senza superficialità, considerando tutte le variabili possibili. E’ certo che non solo studiando la musica scientificamente si diventa musicisti: essendo essa un’arte ha bisogno anche di un approccio psicologico, comunicativo e sensitivo. Bisogna lavorare su se stessi per migliorare, predisporsi all’ascolto degli altri senza alcun pregiudizio, mettere da parte l’ego e ascoltare sempre imparando con umiltà. Oggi molti software, ahimè, semplificano tutta questa bellezza, motivo per cui credo che ancora di più un producer per essere unico necessiti di uno studio approfondito del suono e della musica; l’omologazione sonora è dietro l’angolo e questo non fa assolutamente bene alla musica.

C’ è qualche artista in particolare a cui ti ispiri? 

Artisti a cui mi ispiro… vediamo… Bill Evans, Miles Davis, Charlie Haden, Keith Jarrett, Jack de Johnette, Jobim, Brad Mehldau, Sam Yahel, Herbie hancock, Chris Dave, Robert Glasper e molti altri. Tra i producer dico sicuramente Flylo, J dilla, Questlove, Madlib… Poi mi piacciono molto gli Hiatus Kaiyote e Cory Henry. Beh mi sento vicino a molti di loro almeno nella condivisione dell’idea di musica e di bellezza ma non saprei dire con precisione un solo nome; nella maturazione artistica si tende a cercare tante soluzioni che ci indicano la strada per essere noi stessi.

Progetti futuri?

Ho recentemente prodotto, in collaborazione con Bonbooze, un Ep di 5 tracce per LNDFK. Sono molto legato a questo progetto perché ci ho lavorato un bel po’ e sono ansioso di ascoltare il risultato finale (siamo ancora in fase di mix). Per il resto sono molto impegnato a studiare le varie possibilità del suono: vorrei unire l’ idea dell’ elettronica a quella dell’ acustica e sviluppare alcune idee sonore che mi risuonano in testa… vedremo!

Di seguito il link per ascoltare e scaricare Stardust, prodotto per la indie label partenopea Voolcano Harmonix.