SMHERTZ “Ocean themes vol.1”

Vi abbiamo già parlato della label Silence+Other Sounds e del suo fondatore, Giuseppe Caiazzo, crate digger, turntabler e producer di una certa esperienza, che con il suo nuovo moniker SMHERTZ ha deciso di sperimentare ulteriormente con la propria musica, scavalcando le barriere del sound di matrice più classic e funky (del quale ne è ottimo esponente), per approdare in una dimensione produttiva differente.

Il nuovo lavoro del partenopeo (con residenza nel Regno Unito) intitolato “Ocean Themes Vol.1” ci ha lasciato molto entusiasti  e, dopo averlo ascoltato più volte, il sapore dell’ acqua marina stentava ad andar via dal nostro palato…ehm… dai nostri timpani!

Abbiamo allora chiesto a Giuseppe di raccontarci questa sua nuova avventura sonora…

<<Ocean Themes Vol.1 è un lavoro ispirato al mare, sia dal punto di vista strettamente artistico, che per quel che riguarda il sound design. La stragrande maggioranza dei suoni si basa su alcuni studi sui wave patterns, cioé sulla propagazione delle onde marine che ha tantissimi punti in comune con il suono. Occupandomi di questo per lavoro ho cercato un ponte comune tra le due cose , che ha quindi orientato la sintesi dei vari suoni. Non ci sono sample nel disco, né da dischi né da strumenti musicali veri, tutto é sintetizzato con varie tecniche ispirate a questa analogia ‘marina’ di cui ti dicevo. L’idea é quella di far uscire vari volumi, cosí come i dischi di library music di un tempo che erano pensati come sonorizzazione di immagini, che é un po’ quello che cerco di fare io…>>

Ringraziamo Peppe per la bella musica che ci regala (ebbene si, è in FREEDOWNLOAD!), e schiacciamo ancora una volta play…

WhatsAbstract: Zreticuli ci parla di “#beatmaKINGS”, la super compila di beats curata da Hashetic Front Records

Ad un solo giorno dall’ uscita della super compilation #beatmaKINGS, possiamo già tranquillamente affermare che si tratta di una delle release  più importanti del 2017…

I ragazzi fanno sul serio e si sa, in più la mentalità che c’è dietro l’intero progetto Hashetic Front Records è in perfetta sintonia con l’ idea che abbiamo noi di musica (e di vita).

Abbiamo fatto qualche domanda a Zreticuli, una delle menti che stanno dietro Hashetic, producer visionario ed amante dell’ Hip Hop strumentale (e non) in tutte le sue forme, che ci spiega un po’ di cose riguardo questo doppio CD stracolmo di beats potenti…

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Partiamo dalle origini: quando ti sei avvicinato alla cultura hiphop ed al beatmaking e come nasce l’idea creare una net-label?

 

Ciao! Mi sono approcciato all’hip hop nel 2002, quando mi capitò di ascoltare su CD “Il Pifferaio Magico” degli Articolo 31.

Restai da subito ammaliato dall’immenso potenziale socio/culturale di questa musica, per quanto il mio background da pseudomusicista mi impedisse di cogliere la bellezza di strumentali realizzate in digitale o comunque tramite aggeggi elettronici.

Trovo simpatico che mi trovi oggi  io mi trovi a gestire una netlabel basata proprio sul beatmaking!

Ho iniziato a produrre le prime strumentali soltanto per avere un tappeto su cui scrivere, ed esternare quel malessere che sentivo nei confronti del sistema, oltre che a causa di inesplicabili domande esistenziali.

Utilizzavo E-Jay, un programma piuttosto ridicolo dotato di  loop preconfezionati in modo che in qualsiasi modo si combinassero, ne venisse fuori qualcosa di “ascoltabile”.

Il merito di avermi fatto innamorare del beatmaking va alla scena underground americana, nella fattispecie a gruppi come Non Phixion e Jedi Mind Tricks e successivamente a personaggi come RJD2: grazie a loro iniziai a rendermi conto di quanto studio può esserci dietro ad un loop, dalla scelta dei suoni, allo swing fino ai missaggi.

Anno dopo anno, grazie ad artisti come Embee (Looptroop), Oddisee, Kev Brown, M-Phazes, Illmind etc…ho iniziato a cogliere quell’infinita serie di sfumature che una strumentale può avere, sempre più sedotto dall’aspetto strumentale fine a se stesso: il beatmaker era forse più di un musicista, era un compositore.

Tanti sono i validi artisti con cui sono entrato in contatto in 15 anni di passione, e l’idea di riunire sotto lo stesso nome chi porta avanti la stessa passione con dedizione e impegno è stato ciò che mi ha spinto – ad inizio 2015 – a dare vita ad Hashetic Front, con l’intento di portare a galla un certo tipo di suono ricercato.

Mi sembrava l’unica risposta concreta allo squallore e al piattume da cui mi sono sempre discostato.

 

 

Quanto sono importanti la collaborazione e la fiducia nel portare avanti un progetto come Hashetic Front Records?

 

Oltre ad amici storici che collaborano ad Hashetic dal punto di vista gestionale, puntiamo a diventare un network che cooperi in vista di un obiettivo comune.

L’idea è quella di dare vita ad una crew attualizzata, con grafici e videomakers, dove il lavoro di ognuno vada a beneficio di tutti.

Essendo distanti dall’ottica – spesso insana – del guadagno (pur con sempre maggiori spese da sostenere) assistiamo allo sviluppo libero di valori di amicizia, sostegno e collaborazione tra chi entra in contatto col nostro operato, e questa è per noi la più grande grande gratificazione

 

Portate avanti un blog che punta anche alla diffusione e alla divulgazione di informazioni di tipo tecnico per chiunque voglia approcciarsi al beatmaking e più in generale alla musica elettronica. Un’ idea in controtendenza rispetto a quelle che sono le leggi del mondo, che vuole che i saperi e le conoscenze siano venduti a caro prezzo…

 

Come dice il motto di Hashetic Temple (il corso gratuito di tecnico per tecnico del suono e beatmaker a cui ti riferisci) crediamo che la conoscenza sia di tutti e che siano le skills ed il sentimento a fare la differenza tra chi è un artista valido e chi no.

Le lezioni che forniamo sono frutto di anni di studio in scuole specializzate, unite all’esperienza nel campo specifico dell’Hip Hop.

E’ sottinteso che chiunque possa permetterso dovrebbe sentirsi in dovere di dare una gratifica  al nostro operato poiché abbiamo spese gestionali non indifferenti.

Venendo io stesso da una situazione economica non facile, ho chiari ricordi di quando non potevo permettermi né studio di registrazione, né un sound engineer o attrezzature varie. Capisco chi si trova oggi nella mia stessa condizione di allora e mi sento in dovere di supportarlo.

 

Nel rooster dI Hashetic troviamo diversi producers, diversi stili, ma una passione in comune, quella per la sperimentazione.

Come scegliete gli artisti da tenere sotto la vostra “ala”?

 

Per noi è fondamentale che dalla musica traspaia l’anima dell’artista. Che sia ben chiara la sua dedizione verso la musica in generale, manifestata attraverso la ricerca e la sperimentazione ma non solo. Attribuiamo un certo valore anche alla tradizione, purché traspaia amore genuino verso il genere di cui ci si occupa.

Giornalmente entriamo sempre più in contatto con realtà che condividono gli stessi principi e le collaborazioni nascono in maniera spontanea: esseri della stessa specie si riconoscono al volo!

 

Veniamo invece all’ “impresa” #beatmaKINGS: sicuramente a livello organizzativo avete impiegato molte energie, ma come hanno risposto i beatmakers coinvolti nel progetto e con quale criterio avete scelto (accuratamente mi viene da dire) i partecipanti?

 

#beatmaKINGS è un progetto ambizioso che ci ha causato non poche sofferenze, con una serie interminabile di ritardi dovuti alle etichette che avrebbero voluto stamparne il vinile. Nonostante il forte interesse, nessuna di questa realtà ha deciso di cominciare a darsi da fare dal punto di vista organizzativo, al punto che non volendo farci carico dell’indecisione altrui, abbiamo optato per il crowdfunding.

I beatmakers contattati sono stati entusiasti e anche chi non ha avuto modo di partecipare per motivi personali ha continuato a mostrarci vicinanza e supporto.

E’ stato gratificante notare come nomi leggendari della scena abbiano colto il nostro amore verso la disciplina e la determinazione nel portare avanti il progetto, relazionandosi a noi con totale umiltà d’animo.

Per quanto alto sia il numero di validi beatmakers italiani, la scelta si è limitata a coloro che con cui siamo entrati in contatto negli ultimi anni, rendendoci disponibili a valutare materiale di ulteriori beatmakers su loro suggerimento.

 

 

 

Il “beat tape” in vinile sicuramente fa gola, specialmente se si tratta di un doppio LP con artwork ben curato dal grande Lord Bean (al secolo Luca Barcellona)…

Come prosegue l’esperienza di crowdfunding con music raiser (a nostro avviso una buona  oppurtunità per chi vuole stampare musica al giorno d’oggi)?

 

La campagna è in un certo senso da considerarsi un preorder dell’album ed  essendo impostata su due mesi, in parecchi hanno incluso l’acquisto del vinile tra le cose da fare.

Ci aspettiamo una crescita esponenziale a partire dalla release del disco, ma soprattutto negli ultimi giorni in cui sarà possibile acquistarlo.

L’obiettivo non è tra i più facili ma come ben sapete il beatmaking è sempre più sotto i riflettori, quindi oltre che sugli addetti ai lavori – che siamo certi vorranno accaparrarsi un oggetto di culto – puntiamo sul pubblico hip hop in generale.

 

 

C’è qualche altra chicca che dobbiamo sapere a proposito di #beatmaKINGS?

 

Assolutamente: siamo stati ad un passo dall’avere AKAI come sponsor.

 

WOW! Parlaci un po’ dei tuoi progetti futuri e di quelli riguardanti gli altri producer “oscuri” di casa Hashetic…

 

Come immaginerete sono in arrivo lavori di volti già noti – specie nel campo della sperimentazione – del panorama Hashetic.

Ma non solo: abbiamo ricevuto un incredibile album dalle pieghe Trip Hop che ci occuperemo di promuovere a puntino nei mesi a venire, insieme a progetti di cui stiamo discutendo proprio in questi giorni.

Da parte mia, il buon Zretculi è preso tra una miriade di faccende extramusicali: come alcuni sanno il mio lavoro è l’autosussistenza, e autoprodursi il cibo richiede più tempo e sforzi che avere un lavoro vero e proprio. Se a questo aggiungi la ricerca dei tartufi, che è l’attività tramite cui mi garantisco quelle poche entrate economiche di cui necessito, capirai che il tempo per creare è veramente poco.

Ad ogni modo sta per arrivare Unreleased Beats 2006, una raccolta di strumentali inedite che ho composto alla giovane età di 19 anni, seguito da un ricercato EP strumentale che spazia tra trip hop, elettronica e jazz. E’  un lavoro inedito che pur non essendo mai stato rilasciato ha segnato la mia vita come poche altre cose.

Una volta sistemate alcune faccende mi dedicherò alla parte creativa che sta pacificamente maturando in me, e che manifesterò con il tipico “salto quantico” che contraddistingue il mio andamento musicale.

 

 

 

Dirton “Purification”

Purificare il proprio spirito attraverso la musica, in un mondo che appare sempre più ostile e corrotto. Ritrovarsi, anche grazie all’ energia della musica ed alle riflessioni a cui l’ arte ci spinge, in contatto con la natura e gli elementi (su di tutti la terra con la sua magia, ben espressa nel brano “Earth” appunto).

Ecco dove ci porta “Purification”, il nuovo ep del pompeiano Dirton, producer sempre più maturo e stilisticamente equilibrato, tra influenze club e dance minimale e la sua voglia di ricerca.

Un sound fresco da portare con noi in spiaggia…

 

 

Nu.Bourbon “0vaporizzator”

Questa Pasqua ci ha portato un po’ di sorprese strumentali, una di queste è il nuovo ep del beatmaker partenopeo Nu.Bourbon, che con “0vaporizzator”, rivisita in chiave hip hop abstract “‘O speniello”, famoso brano di Nino D’ Angelo, campionato in passato anche da DJ Gruff (chi si ricorda di “Maserio P.A.D.”?).

<<Il mio è un modestissimo tributo in chiave nu-beat/lo-fi/dub a questo brano senza tempo, usato come pretesto per divertirmi con un po’ di sample da esso estratti, qualche monofonico ed un bel po’ di effetti della Roland Sp-404 >>, spiega sulla sua pagina bandcamp, <<ed anche le drums sono magicamente saltate fuori dal brano in questione e dal doppio disco in vinile in cui è contenuto>>. 

Il tutto in freedownload.

Buona Musica!

 

 

Captain Futuro “Make it Stranger”

Loops e beats inediti del Funky Prez, aka Esa, aka Captain Futuro Beats, al secolo Francesco Cellamaro, vera e propria leggenda dell’ hip hop italiano, nonchè beatmaker e crate digger “a livello cronico”, sicuramente una delle figure che ha (anche se indirettamente) più ispirato la creazione del nostro piccolo blog dedicato all’ universo dei beats.

La sua invidiabile discografia, le sue produzioni, sempre estremamente legate al lato più vintage ed in qualche modo più “real” dell’ hip hop, regalano non poche perle, e solo sulla sua pagina bandcamp si contano decine e decine di release a partire dal 2011 ad oggi (senza contare gli album e le collabo che hanno fatto la storia del rap italiano a partire dai primi anni ’90).

<<Famolo strano>> quindi, come fossimo stranieri nella nostra terra, in cui l’ arte e la musica sono sempre più assoggettati al potere delle major, dove essere sè stesso, per un artista, risulta essere una missione sempre più difficile.

Big Up per Captain Futuro!

 

Soffitta Prod. / Brain Doof “Finger Food” Instrumentals

Per quanto ci si lamenti spesso della scena della nostra amatissima città (Napoli), c’è da dire che sempre più giovani rapper e beatmaker ci danno dentro per innalzare il livello, oramai troppo spesso standardizzato.

Ecco che allora un gruppo di amici, radunati sotto l’ etichetta di Soffitta Prod., decidono di dare un calcio alla banalità ed all’ assenza di stile che accomuna spesso molti neofiti e non della scena hip hop nostrana, per sfornare un progetto quantomeno diverso dalla quasi totalità dei prodotti che ci vengono proposti (ed a nostro avviso di spessore, per quanto grezzo).

Il duo Brian Doof, composto da Jayl (beatmaker a noi già ben noto) ed Mc New, appartenente appunto alla crew della Soffitta, ci propongono questo “Finger Food”, rap e beats tecnici, visioni ed astrazioni al punto giusto, ed una fotta che ci auguriamo non svanisca all’ alba delle nuove era che si succederanno.

Proponiamo qui la versione strumentale del disco, ma su bandcamp potete ascoltare l’ intero progetto, che merita nella sua totalità.

Odeeno “Untouchable Mirror” (Inner Ocean Records)

Manca non molto all’ uscita di Semp Samples 2, il secondo video-documentario realizzato da BeatZcat Ent. in collaborazione con Ammontone Studio, dedicato ai beatmakers della città di Napoli e della sua provincia. Tra gli ospiti di questo secondo capitolo ci sarà anche Odeeno, sicuramente tra i più prolifici ed apprezzati in Italia ed oltreoceano.

Approfittiamo quindi per consigliarvi il suo nuovo lavoro, come al solito interamente strumentale, che lo vede debuttare con la label canadese Inner Ocean Records.
Un lavoro dal gusto jazzy, ma molto più astratto del solito, con drums e percussioni “artigianali” (spesso “irregolari” ma comunque fluide) che la fanno da padrone su tappeti sonori composti da campioni minimali e stralunati, ma sempre molto lavorati.

Un viaggio un po’ estremo, ma pienamente apprezzabile da tutti gli amanti del beatmaking più d’avanguardia, di cui Vincenzo ne è vero cultore.

Buon ascolto!

SMHERTZ “Quiescent Period”

Molti di voi ricorderanno, o meglio, non avranno mai perso di vista (e di orecchio) la label S.O.S. (Silence+OtherSounds), etichetta personale di Giuseppe Caiazzo, in arte Malekà.

Producer eclettico partenopeo, crate-digger e maniaco del sampling, già fondatore e membro in qualità di deejay degli Sbirrofunk  (gruppo dall’ attitudine funk e dal sound tipico delle soundtrack  dei polizieschi italiani anni ’70), Peppe torna a sorprendere gli appassionati di hip hop strumentale (quelli più attenti, ovviamente) con un nuovo progetto che prende il nome di “SMHERTZ” (dalla fusione di “hertz” con la parola “smerza”, che in lingua napoletana siglifica “alla sorta”, “alla rovescia”).

Chi ha seguito i precedenti lavori di Malekà, si accorgerà di quanto “Quiescent Period” sia la giusta fusione tra le sue precedenti esperienze sonore e le “tendenze” attuali dell’ hip hop-jazz contemporaneo, unendo atmosfere da sogno, spesso meditative, con il tocco di percussioni e suoni “casuali”registrati tramite l’uso del microfono.

D’altro canto la passione per i breaks e per il sound tipico del soul jazz o dell’ acid jazz degli anni ’90,  non si accantona, restando comunque uno dei marchi di fabbrica della musica di Smhertz, che si evolve e regala nuove emozioni, intraprendendo varie strade, ma senza mai snaturarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“K.O.I.”, il beat tape di Emanuele Triglia.

Con lo stesso entusiasmo di un astronauta che ha appena scoperto un nuovo pianeta (magari proprio il pianeta K.O.I. che dà nome al progetto in questione, scoperto grazie alla sonda spaziale  Kepler, come spiegato in un intervista  qui), oggi vi segnaliamo questo nuovo beat tape, interamente prodotto e suonato da Emanuele Triglia, già polistrumentista, bassista e sideman per artisti neo-soul come Ainè.

Dopo aver vissuto diverso tempo a Roma, Emanuele ritorna nella città natale di Reggio Calabria, e produce questo bellissimo album, quasi interamente strumentale (un solo featuring, con Ainè appunto) con diverse parti suonate da egli stesso e dai musicisti dall’ attitudine funk e jazzy della sua cerchia.

Il sound è dolce, maturo e richiama la positività ed i momenti di relax e meditazione che ci si ricuce all’ interno della propria giornata; a tratti ci si imbatte in accordi cosmici e di ispirazione losangelina, ma la ricerca per i breaks è molto personale, e la ritmica , al tempo “classica” ed originale, così come il basso, sono elementi fondamentali del suo stile.

Non ci resta che augurare ad Emanuele di continuare a suonare e produrre roba di spessore come “K.O.I.” beat tape!

L’album è disponibile, oltre che sulla pagina Bandcamp dell’ artista, anche su tutti gli stores digitali più comuni.

by BeatZcat Staff

OohGi “Land Of Love”

Luigi Silvestro, in arte OohGi, è un beatmaker di Arzano, città-fucina di talenti dell’ area nord di Napoli.

Attivo dalla metà degli anni duemila, è ormai uno dei “nomi” che prima saltano in mente quando si pensa al beatmaking campano.

In collaborazione con la label asiatica . t h e l o o p s . rilascia questo ep, intitolato “Land Of Love”, che appare come una dedica alla propria terra, sicuramente un territorio difficile, ma ricco di Amore, quell’ energia che permette di andare avanti nonostante le difficoltà quotidiane e dà la forza di reagire con il potere dell’ arte e della creatività.

5 tracce che vi consigliamo assolutamente e che rappresentano a pieno lo stile di OohGì ,sintetizzando perfettamente quella che è la passione per la musica jazz, funk e per la cultura Hip Hop e beats di Luigi.

Di seguito il video che ha accompagnato l’ uscita dell’ ep, realizzato da Alberto Marotta.