Fatb “Galleta”

Amici appassionati di hip hop strumentale di un certo livello, anche oggi abbiamo qualcosa che fa proprio per voi!

Si tratta di “Galleta” il nuovo album di Fatb, producer campano e nome caldo della scena lo-fi internazionale,  uscito in digitale, cassetta ed LP (cinquanta copie in vinile bianco e cinquanta in vinile nero, entrambe sold out in 24h!) per l’etichetta tedesca Dezi-Belle Records.

L’album è uno dei più interessanti che ci è capitato di ascoltare quest’ anno ed è ricco di collaborazioni con artisti di spessore provenienti un po’ da tutto il globo (Plusma, Drwn., Sleepdealer, Odeeno, giusto per citarne qualcuno…). Drums ricercate, atmosfere jazzy e samples ipnotici -a tratti malinconici- saranno il  tappeto sonoro perfetto per i  vostri momenti di meditazione.

Difficile trovare un traccia preferita, una volta schiacciato play… un biscotto tira l’altro!

L’ artwork è a cura di Roi U Alcocat.

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T H R I L L Y “Via Madre di Dio”

Genova è sicuramente una delle città italiane più belle ed affascinanti, per chi ha avuto il piacere di visitarla (ed enorme è il suo contributo alla musica ed alla cultura italiana). Per questo se qualcuno ha voglia di raccontarcela non possiamo fare a meno di rimanere incantati ad ascoltare.

Se poi a parlarci di questa città sono pad “notturni”, bassi profondi, accordi malinconici e vocine sospese… Se il racconto è scandito da ritmiche curate, tanto incisive, quanto “sussurrate”, beh, nei meandri di Genova rischiamo di perderci.

Loro sono T H R I L L Y, ovvero Italo e Mas&Delayer, il primo beatmaker con attitudine lo-fi, il secondo dedito all’ elettronica in tutte le sue forme. Entrambi amano la loro città e le atmosfere più cupe che spesso sa offrire, e con “Via Madre di Dio” si piazzano dritti tra le nostre release italiane preferite!

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Mix e master sono curati dagli stessi T H R I L L Y, mentre in due tracce al basso troviamo Manna Man,  al secolo Alessio Manna, ex bassista dei Casino Royale.

Buon Viaggio!

https://www.facebook.com/thrillyzena/

WhatsAbstract: Sonakine “Birth of an idea”

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Lo aspettavamo da un po’ ad alla fine è arrivato…

E dopo averlo ascoltato e riascoltato più volte (rigorosamente in vinile) possiamo affermare tranquillamente che “Birth of an idea”, l’ album d’ esordio di Sonakine (Voolcano Harmonix/Capeccapa), ha tutte le carte in regola per diventare un classico della musica underground napoletana (e quindi internazionale).

Crate digger, polistrumentista, designer ed insegnante d’arte, Adriano Coco è riuscito a creare un’ opera matura dal forte impatto emotivo. Il suo stile inconfondibile abbraccia abstract, neo-soul e tradizione partenopea, dub e free jazz, sperimentando con la disinvoltura di chi vive da sempre in simbiosi con la Musica.

Non potevamo dunque non approfittarne per fare un chiacchierata con Sonakine e scoprire di più sulla sua persona e la sua Arte.

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.Qual’è stato il tuo primo contatto con la musica? 

Nel grembo di mia madre, essendo il figlio di una delle più grandi interpreti della canzone Classica Napoletana: Consiglia Licciardi. Il mio approccio si può definire “primordiale”

.Al di là dell’ aspetto musicale, cosa ha rappresentato e rappresenta per te la cultura Hip Hop?

Un modo di essere e prima di tutto uno stile di vita: l’hip hop dovrebbe donare a chi sente di farne parte, sia come fruitore che come parte attiva, un’autodisciplina ed un’autocritica tali da portare all’assoluto rispetto verso il “saper fare qualcosa”, riconoscere chi lo fa meglio indipendentemente da chi lo fa da più tempo, fino ad apprezzare e non invidiare chi può arrivare al virtuosismo vero e proprio, con consapevolezza del fatto che ogni personalità ha una propria peculiarità, ed in questo senso può partecipare attivamente alla composizione di un puzzle complesso e variegato.

.Sei un amante del vinile, sia come fonte analogica di campionamento, sia come supporto per diffondere la propria musica. Come scegli i tuoi dischi e qual’è la cosa che più ti affascina di questo mondo?

Ogni producer a mio avviso ha più o meno affinità verso alcuni dischi rispetto che ad altri, questo dipende dalla personalità e dalle inclinazioni personali, che portano a fare le scelte di acquisti e campionamenti del tutto personali. La cosa che più mi affascina è il digging con gli amici. che spesso mi porta a storicizzare degli episodi di vita vissuta: da una banale colazione di domenica mattina ad un giro ad una fiera e così via, raccolgo sensazioni che si sublimano in ispirazioni artistiche, sensazioni che ahimè ritengo difficili da catturare nell’ambito del digging virtuale così diffuso negli ultimi tempi: a mio avviso le dita si devono sporcare di polvere.

Veniamo a “Birth of an idea”, che forse possiamo definire un vero e proprio concept album…  I brani sono legati quasi in modo “spirituale” tra loro e creano l’atmosfera giusta per un viaggio interiore. Quanto tempo ci hai lavorato su e che cosa ti ha influenzato di più nel concepire e creare questa tua opera?

Mi fa piacere di essere riuscito a far trasudare spiritualità al mio disco, era il mio obbiettivo.

E’ il frutto di due anni di lavoro e quello che volevo far emergere da questo album era un flusso di sensazioni sonore che portassero chi ascolta ad uno stato di ipnosi e rilassamento, ma che allo stesso tempo non disturbassero una qualsiasi attività da parte dell’ascoltatore, proponendosi come tappeto sonoro ideale in qualsiasi contesto di ascolto.

 Ci è piaciuto molto il video di “Ritual”, col featuring di Breakstarr e la regia di Cref (Capeccapa). Come nasce l’idea di questo videoclip?

Dall’esigenza di fondere ciò che appartiene al mio mondo interiore: La musica, l’ arte figurativa, la fotografia ed il video in un’unica performance esteticamente efficace e gradevole secondo il mio gusto ed il gusto di chi ha collaborato con me alla realizzazione del video.

.In “Birth of an idea” hai collaborato con molti artisti, sempre in ottima sintonia. Ci spieghi come sono nate queste collaborazioni?

Questo percorso creativo mi ha insegnato che l’empatia e l’affinità che si instaurano con determinate persone portano a creare e tirar fuori con naturalezza cose senza neanche pensarci più di tanto: succede e basta!

.Se dovessi dirci un musicista, cantante, rapper su di tutti con il quale non hai mai collaborato e ti farebbe piacere farlo in futuro?

Se dovessi dirti dei nomi a caso sarei scontato, ce ne sono moltissimi con cui chiunque vorrebbe collaborare almeno una volta nella vita. Anzi, pensandoci bene ammetterò che non ho preferenze: io sono per la condivisione ed amo lavorare con e per artisti che hanno voglia di mettersi su un piano di scambio e comunione di intenti nel nome della musica.

.L’album esce per Voolcano Harmonix Records, label attiva tra Napoli e Londra, di cui sei co-fondatore. Come nasce questa etichetta e qual è la sfida più grande per una label che produce musica indipendente in questo periodo?

Voolcano Harmonix Records cerca di divulgare musica elettronica di matrice astratta selezionando e dando esposizione ad artisti che hanno l’ esigenza di dire qualcosa di personale ed originale. Continuiamo a reclutare produttori affini alle nostre inclinazioni musicali, muovendoci in scenari urbani ed elettronici, italiani e non, con l’unico intento di fornire agli appassionati del genere release di un livello qualitativo sempre crescente.

.Come vedi la scena del beatmaking nella tua città? Credi ci sia abbastanza interesse per questa disciplina da parte del pubblico? 

Il beatmaking è ancora ad uno stato larvale per come la vedo io: la nostra città e l’Italia in generale non offrono molto per questo tipo di approccio musicale, ed è difficile, sia per chi da poco si avvicina al genere, che per chi è un veterano della scena, “svoltare” dando un tono professionale a questa passione. Nell’immaginario collettivo, poi, il beatmaker è associato ancora ad una figura troppo “nerd” per molti ascoltatori e troppo poco “tecnico” per molti musicisti.

.Sappiamo che sei un appassionato di arte per questo vorremmo farti una domanda un po’ bizzarra: se dovessimo paragonare alcuni producer famosi ad alcuni pittori che hanno fatto la storia… Se, ad esempio, ti dicessi Dj Premier? Dj Shadow? Jay Dilla?

In ordine Picasso, Basquiat e Van Gogh

Premier come Picasso crea una dimensione specifica ed è pioniere ed avanguardista con un proprio stile.

Shadow come Basquiat è selvaggio e gioca d’istinto.

Dilla come Van Gogh ha avuto consacrazione e la sua genialità è stata riconosciuta totalmente post mortem. Entrambi mi hanno trasmesso un senso di eleganza e potenza espressiva miscelate al punto giusto.

.Ti ringraziamo e ti rinnoviamo i complimenti per “Birth of an idea”, a nostro avviso assolutamente imperdibile!

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata. Peace!

 

 

 

 

 

 

 

 

Godblesscomputers “Solchi”

Come i solchi dei vinili se analizzati al microscopio svelano costellazioni di polvere e paesaggi lunari, così in “Solchi” si scende in profondità alla ricerca dei momenti di una vita intera, segnata dalla presenza costante della musica.

Letteralmente rapiti dal nuovo album di Godblesscomputers, uscito da poco per La Tempesta e Fresh YO! Un lavoro che amalgama diverse esperienze sonore, per poi ricomporle e “ridipingerle” con visionaria eleganza (oseremmo dire).

La cura del suono e la tecnica sopraffina di Lorenzo Nada (a nostro avviso tra i maestri dell’ avant-hop italiano-europeo) unite alla carica emotiva trasmessa da ogni singolo brano, rendono questo disco godibile un po’ per tutti gli appassionati di buona musica, elettronica e non…

I featuring, gli scratch e la presenza degli ottimi musicisti che jammano sui tappeti morbidi, arricchiscono ancora di più il “racconto”.

Ma ora lasciamo che siano i solchi a sussurrarci le parole giuste…

…Buon viaggio!

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Di seguito il video della traccia “Just Slow Down” diretto da Matteo Podini & Matteo Bombarda per Framevilla.

 

 

“kutsū” by bluørangee

808 e misticismo nel nuovo lavoro di bluørangee. Stile e creatività caratterizzano questo breve e intenso album, che sorprende suono dopo suono…

Bello anche l’artwork curato da Roi U Alcocat.

Insomma… proprio quello che ci voleva per svegliarci dal letargo estivo e farci tornare sul pezzo! E lo facciamo nel migliore dei modi!

 

Buona Musica!

 

Mista Rozz “Music Please!”

Siamo rimasti molto affascinati, ma che dico, letteralmente stregati, dall’ ultimo album di casa Voolcano Harmonix.

L’ ennesimo colpo messo a segno dall’etichetta italo-londinese si chiama “Music Please!” e l’ artista in questione è Mista Rozz, producer e musicista camaleontico Parigino.

Letteralmente invasi dal groove e dall’ energia espressa in questo lavoro, un’ esperienza in bilico tra suoni e visioni, vi consigliamo di pomparvi nello stereo quanto prima possibile questo disco, sorprendente più che originale.

Una commistione di stili musicali affini tra loro, ma che raramente troviamo mescolati con tale gusto e disinvoltura: pad stralunati, ritmi a tratti frenetici, batterie curate nei minimi dettagli; passione per il funk più spaziale e per l’ hiphop/jazz più d’ avanguardia, ma soprattutto tanto studio e tanta sperimentazione.

A nostro avviso una vera perla.

Ma ora lasciamo parlare i suoni… MUSIC please!

 

SMHERTZ “Quiescent Period”

Molti di voi ricorderanno, o meglio, non avranno mai perso di vista (e di orecchio) la label S.O.S. (Silence+OtherSounds), etichetta personale di Giuseppe Caiazzo, in arte Malekà.

Producer eclettico partenopeo, crate-digger e maniaco del sampling, già fondatore e membro in qualità di deejay degli Sbirrofunk  (gruppo dall’ attitudine funk e dal sound tipico delle soundtrack  dei polizieschi italiani anni ’70), Peppe torna a sorprendere gli appassionati di hip hop strumentale (quelli più attenti, ovviamente) con un nuovo progetto che prende il nome di “SMHERTZ” (dalla fusione di “hertz” con la parola “smerza”, che in lingua napoletana siglifica “alla sorta”, “alla rovescia”).

Chi ha seguito i precedenti lavori di Malekà, si accorgerà di quanto “Quiescent Period” sia la giusta fusione tra le sue precedenti esperienze sonore e le “tendenze” attuali dell’ hip hop-jazz contemporaneo, unendo atmosfere da sogno, spesso meditative, con il tocco di percussioni e suoni “casuali”registrati tramite l’uso del microfono.

D’altro canto la passione per i breaks e per il sound tipico del soul jazz o dell’ acid jazz degli anni ’90,  non si accantona, restando comunque uno dei marchi di fabbrica della musica di Smhertz, che si evolve e regala nuove emozioni, intraprendendo varie strade, ma senza mai snaturarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“K.O.I.”, il beat tape di Emanuele Triglia.

Con lo stesso entusiasmo di un astronauta che ha appena scoperto un nuovo pianeta (magari proprio il pianeta K.O.I. che dà nome al progetto in questione, scoperto grazie alla sonda spaziale  Kepler, come spiegato in un intervista  qui), oggi vi segnaliamo questo nuovo beat tape, interamente prodotto e suonato da Emanuele Triglia, già polistrumentista, bassista e sideman per artisti neo-soul come Ainè.

Dopo aver vissuto diverso tempo a Roma, Emanuele ritorna nella città natale di Reggio Calabria, e produce questo bellissimo album, quasi interamente strumentale (un solo featuring, con Ainè appunto) con diverse parti suonate da egli stesso e dai musicisti dall’ attitudine funk e jazzy della sua cerchia.

Il sound è dolce, maturo e richiama la positività ed i momenti di relax e meditazione che ci si ricuce all’ interno della propria giornata; a tratti ci si imbatte in accordi cosmici e di ispirazione losangelina, ma la ricerca per i breaks è molto personale, e la ritmica , al tempo “classica” ed originale, così come il basso, sono elementi fondamentali del suo stile.

Non ci resta che augurare ad Emanuele di continuare a suonare e produrre roba di spessore come “K.O.I.” beat tape!

L’album è disponibile, oltre che sulla pagina Bandcamp dell’ artista, anche su tutti gli stores digitali più comuni.

by BeatZcat Staff

Jayl Uroboros “The Cxrcle”

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Per noi del collettivo BeatZcat Ent. quello di Jayl Uroboros non è assolutamente un nome nuovo; da buoni ricercatori e divulgatori di musica hip hip strumentale (soprattutto quella proveniente dalla nostra città) abbiamo già avuto modo di ascoltare e di coinvolgere nei nostri progetti questo giovane producer proveniente dal centro storico di Napoli…

Per qualcun altro forse il suo tag è ancora un incognita, ma dopo questa sua prima release dal titolo “The Cxrcle”, uscita per Hashetc Front Records e che vi consigliamo di ascoltare ad alto volume, probabilmente entrerà dritto nella lista dei beatmaker col suono più fresco da seguire.

 

“The Cxrcle” è sicuramente un lavoro originale, pieno di spunti, facilmente etichettabile come hip hop lo-fi, ma occhio a non cadere negli stereotipi!
Un sound molto personale non è poca roba per i tempi che corrono, e come lui stesso spiega è alla ricerca di un <<sound visionario e contemplativo che, come il serpente uroboro a cui si ispira, si contorce su se stesso per trovare nuove soluzioni espressive>>.

Buon Ascolto!

by BeatZcat Staff

 

Yambù “STEREOPHONY”

Dopo l’ esperienza con Voolcano Harmonix e la relativa pubblicazione dell’ ep “Free To Love”, Nino Pomidoro, in arte Yambù, è fuori con “Stereophony”,  pubblicato per la sua etichetta “Black Beat Studio” di cui è fondatore insieme al rapper Gee Love.

L’ album interamente strumentale è composto da 14 tracce e vede la collaborazione di producer e musicisti come Scissor, Emshi e Davide Fox.

Il titolo deriva dai molteplici flussi informativi sonori della stereofonia che hanno la finalità di restituire spazialità al suono.
Vengono quindi miscelate in questo album, sonorità analogiche e digitali di genere “astratto”.

Di seguito il link per ascoltare e scaricare in freedownload “STEREOPHONY”

Buon Ascolto!

by BeatZcat Staff.