SMHERTZ “Quiescent Period”

Molti di voi ricorderanno, o meglio, non avranno mai perso di vista (e di orecchio) la label S.O.S. (Silence+OtherSounds), etichetta personale di Giuseppe Caiazzo, in arte Malekà.

Producer eclettico partenopeo, crate-digger e maniaco del sampling, già fondatore e membro in qualità di deejay degli Sbirrofunk  (gruppo dall’ attitudine funk e dal sound tipico delle soundtrack  dei polizieschi italiani anni ’70), Peppe torna a sorprendere gli appassionati di hip hop strumentale (quelli più attenti, ovviamente) con un nuovo progetto che prende il nome di “SMHERTZ” (dalla fusione di “hertz” con la parola “smerza”, che in lingua napoletana siglifica “alla sorta”, “alla rovescia”).

Chi ha seguito i precedenti lavori di Malekà, si accorgerà di quanto “Quiescent Period” sia la giusta fusione tra le sue precedenti esperienze sonore e le “tendenze” attuali dell’ hip hop-jazz contemporaneo, unendo atmosfere da sogno, spesso meditative, con il tocco di percussioni e suoni “casuali”registrati tramite l’uso del microfono.

D’altro canto la passione per i breaks e per il sound tipico del soul jazz o dell’ acid jazz degli anni ’90,  non si accantona, restando comunque uno dei marchi di fabbrica della musica di Smhertz, che si evolve e regala nuove emozioni, intraprendendo varie strade, ma senza mai snaturarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“K.O.I.”, il beat tape di Emanuele Triglia.

Con lo stesso entusiasmo di un astronauta che ha appena scoperto un nuovo pianeta (magari proprio il pianeta K.O.I. che dà nome al progetto in questione, scoperto grazie alla sonda spaziale  Kepler, come spiegato in un intervista  qui), oggi vi segnaliamo questo nuovo beat tape, interamente prodotto e suonato da Emanuele Triglia, già polistrumentista, bassista e sideman per artisti neo-soul come Ainè.

Dopo aver vissuto diverso tempo a Roma, Emanuele ritorna nella città natale di Reggio Calabria, e produce questo bellissimo album, quasi interamente strumentale (un solo featuring, con Ainè appunto) con diverse parti suonate da egli stesso e dai musicisti dall’ attitudine funk e jazzy della sua cerchia.

Il sound è dolce, maturo e richiama la positività ed i momenti di relax e meditazione che ci si ricuce all’ interno della propria giornata; a tratti ci si imbatte in accordi cosmici e di ispirazione losangelina, ma la ricerca per i breaks è molto personale, e la ritmica , al tempo “classica” ed originale, così come il basso, sono elementi fondamentali del suo stile.

Non ci resta che augurare ad Emanuele di continuare a suonare e produrre roba di spessore come “K.O.I.” beat tape!

L’album è disponibile, oltre che sulla pagina Bandcamp dell’ artista, anche su tutti gli stores digitali più comuni.

by BeatZcat Staff

Jayl Uroboros “The Cxrcle”

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Per noi del collettivo BeatZcat Ent. quello di Jayl Uroboros non è assolutamente un nome nuovo; da buoni ricercatori e divulgatori di musica hip hip strumentale (soprattutto quella proveniente dalla nostra città) abbiamo già avuto modo di ascoltare e di coinvolgere nei nostri progetti questo giovane producer proveniente dal centro storico di Napoli…

Per qualcun altro forse il suo tag è ancora un incognita, ma dopo questa sua prima release dal titolo “The Cxrcle”, uscita per Hashetc Front Records e che vi consigliamo di ascoltare ad alto volume, probabilmente entrerà dritto nella lista dei beatmaker col suono più fresco da seguire.

 

“The Cxrcle” è sicuramente un lavoro originale, pieno di spunti, facilmente etichettabile come hip hop lo-fi, ma occhio a non cadere negli stereotipi!
Un sound molto personale non è poca roba per i tempi che corrono, e come lui stesso spiega è alla ricerca di un <<sound visionario e contemplativo che, come il serpente uroboro a cui si ispira, si contorce su se stesso per trovare nuove soluzioni espressive>>.

Buon Ascolto!

by BeatZcat Staff

 

Yambù “STEREOPHONY”

Dopo l’ esperienza con Voolcano Harmonix e la relativa pubblicazione dell’ ep “Free To Love”, Nino Pomidoro, in arte Yambù, è fuori con “Stereophony”,  pubblicato per la sua etichetta “Black Beat Studio” di cui è fondatore insieme al rapper Gee Love.

L’ album interamente strumentale è composto da 14 tracce e vede la collaborazione di producer e musicisti come Scissor, Emshi e Davide Fox.

Il titolo deriva dai molteplici flussi informativi sonori della stereofonia che hanno la finalità di restituire spazialità al suono.
Vengono quindi miscelate in questo album, sonorità analogiche e digitali di genere “astratto”.

Di seguito il link per ascoltare e scaricare in freedownload “STEREOPHONY”

Buon Ascolto!

by BeatZcat Staff.

Way Back When… Ras G “Back On The Planet”

A proposito di beats e viaggi interstellari, l’album che abbiamo scelto per questo appuntamento con la rubrica “WayBackWhen” è “Back On The Planet” di Ras G, uscito nel 2013 per l’ etichetta di casa Brainfeeder.
Ras G è tra i produttori più prolifici della scena beat di Los Angeles ed ha saputo farsi
apprezzare in tutto il mondo grazie al suo stile originalissimo, da lui stesso battezzato ghetto sci-fi.
Attraverso quest’ album (non un semplice beat tape, come da egli stesso precisato), ricco di bassi profondi, campionamenti extraterresti e percussioni africane ipnotiche, il nostro brother from another planet ci racconta il suo ultimo viaggio a bordo della sua afrikan space program. Una menzione speciale va anche alla cover art in pieno stile afro-futurista.

Il passato è il nostro futuro?

BeatZcat Staff

Quattro chiacchiere con… Daryo Bass

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Dario Bassolino, in arte Daryo Bass, è un tastierista e beatmaker di Arzano, comune dell’ area nord di Napoli. E’ da un po’ che seguiamo con interesse i suoi lavori ed i progetti a cui collabora, per questo abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con questo giovane e talentuoso musicista.

Parlaci di te…

Nasco a Napoli 25 anni fa in una casa con un pianoforte: mia madre aveva fatto qualche anno di lezione prima che nascessi io. Mio padre era un appassionato di lirica e dunque sin da piccolo sono stato avviato alla musica. A 12 anni inizio a studiare pianoforte classico diplomandomi 10 anni dopo presso il conservatorio di Salerno. Parallelamente ho iniziato ad appassionarmi alla black music iniziando a suonare funk in un progetto molto interessante dal nome Sbirrofunk, con cui ho girato l’ Italia tra festival e clubs.

Dopo il diploma in classica mi dedico allo studio del jazz frequentando vari corsi sia a Napoli che in giro per l’Italia, arrivando fino a New York e studiando con grandi musicisti americani della scena jazz (Sam Yahel, Aaron Goldber, Peter Bernstein, Kenny Werner, Valerio Silvestro) .

Come ti sei avvicinato al beatmaking?

La passione per la produzione è nata in me grazie alla grande amicizia fraterna con Luigi Silvestro aka Ooh Gi, che viveva nel mio stesso parco, ad Arzano. Ho prodotto un Ep dal titolo Stardust per Voolcano Harmonix, label indipendente di Napoli, e un mio pezzo in collaborazione con Linda Feki aka LNDFK è stato inserito in una compilation francese per l’etichetta On and On gestita da 20syl membro dei C2C (uno dei miei idoli tra l’altro).

Pensi che sia importante per un beatmaker conoscere le basi  teoriche della musica o credi che si possa diventare un buon producer anche componendo “ad orecchio”?

Assolutamente si… se un beatmaker vuole considerarsi un musicista ha l’obbligo morale di affrontare certe tematiche legate all’armonia, alla melodia e al ritmo. La musica è una scienza e come tale deve essere approfondita senza superficialità, considerando tutte le variabili possibili. E’ certo che non solo studiando la musica scientificamente si diventa musicisti: essendo essa un’arte ha bisogno anche di un approccio psicologico, comunicativo e sensitivo. Bisogna lavorare su se stessi per migliorare, predisporsi all’ascolto degli altri senza alcun pregiudizio, mettere da parte l’ego e ascoltare sempre imparando con umiltà. Oggi molti software, ahimè, semplificano tutta questa bellezza, motivo per cui credo che ancora di più un producer per essere unico necessiti di uno studio approfondito del suono e della musica; l’omologazione sonora è dietro l’angolo e questo non fa assolutamente bene alla musica.

C’ è qualche artista in particolare a cui ti ispiri? 

Artisti a cui mi ispiro… vediamo… Bill Evans, Miles Davis, Charlie Haden, Keith Jarrett, Jack de Johnette, Jobim, Brad Mehldau, Sam Yahel, Herbie hancock, Chris Dave, Robert Glasper e molti altri. Tra i producer dico sicuramente Flylo, J dilla, Questlove, Madlib… Poi mi piacciono molto gli Hiatus Kaiyote e Cory Henry. Beh mi sento vicino a molti di loro almeno nella condivisione dell’idea di musica e di bellezza ma non saprei dire con precisione un solo nome; nella maturazione artistica si tende a cercare tante soluzioni che ci indicano la strada per essere noi stessi.

Progetti futuri?

Ho recentemente prodotto, in collaborazione con Bonbooze, un Ep di 5 tracce per LNDFK. Sono molto legato a questo progetto perché ci ho lavorato un bel po’ e sono ansioso di ascoltare il risultato finale (siamo ancora in fase di mix). Per il resto sono molto impegnato a studiare le varie possibilità del suono: vorrei unire l’ idea dell’ elettronica a quella dell’ acustica e sviluppare alcune idee sonore che mi risuonano in testa… vedremo!

Di seguito il link per ascoltare e scaricare Stardust, prodotto per la indie label partenopea Voolcano Harmonix.