WhatsAbstract: Sonakine “Birth of an idea”

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Lo aspettavamo da un po’ ad alla fine è arrivato…

E dopo averlo ascoltato e riascoltato più volte (rigorosamente in vinile) possiamo affermare tranquillamente che “Birth of an idea”, l’ album d’ esordio di Sonakine (Voolcano Harmonix/Capeccapa), ha tutte le carte in regola per diventare un classico della musica underground napoletana (e quindi internazionale).

Crate digger, polistrumentista, designer ed insegnante d’arte, Adriano Coco è riuscito a creare un’ opera matura dal forte impatto emotivo. Il suo stile inconfondibile abbraccia abstract, neo-soul e tradizione partenopea, dub e free jazz, sperimentando con la disinvoltura di chi vive da sempre in simbiosi con la Musica.

Non potevamo dunque non approfittarne per fare un chiacchierata con Sonakine e scoprire di più sulla sua persona e la sua Arte.

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.Qual’è stato il tuo primo contatto con la musica? 

Nel grembo di mia madre, essendo il figlio di una delle più grandi interpreti della canzone Classica Napoletana: Consiglia Licciardi. Il mio approccio si può definire “primordiale”

.Al di là dell’ aspetto musicale, cosa ha rappresentato e rappresenta per te la cultura Hip Hop?

Un modo di essere e prima di tutto uno stile di vita: l’hip hop dovrebbe donare a chi sente di farne parte, sia come fruitore che come parte attiva, un’autodisciplina ed un’autocritica tali da portare all’assoluto rispetto verso il “saper fare qualcosa”, riconoscere chi lo fa meglio indipendentemente da chi lo fa da più tempo, fino ad apprezzare e non invidiare chi può arrivare al virtuosismo vero e proprio, con consapevolezza del fatto che ogni personalità ha una propria peculiarità, ed in questo senso può partecipare attivamente alla composizione di un puzzle complesso e variegato.

.Sei un amante del vinile, sia come fonte analogica di campionamento, sia come supporto per diffondere la propria musica. Come scegli i tuoi dischi e qual’è la cosa che più ti affascina di questo mondo?

Ogni producer a mio avviso ha più o meno affinità verso alcuni dischi rispetto che ad altri, questo dipende dalla personalità e dalle inclinazioni personali, che portano a fare le scelte di acquisti e campionamenti del tutto personali. La cosa che più mi affascina è il digging con gli amici. che spesso mi porta a storicizzare degli episodi di vita vissuta: da una banale colazione di domenica mattina ad un giro ad una fiera e così via, raccolgo sensazioni che si sublimano in ispirazioni artistiche, sensazioni che ahimè ritengo difficili da catturare nell’ambito del digging virtuale così diffuso negli ultimi tempi: a mio avviso le dita si devono sporcare di polvere.

Veniamo a “Birth of an idea”, che forse possiamo definire un vero e proprio concept album…  I brani sono legati quasi in modo “spirituale” tra loro e creano l’atmosfera giusta per un viaggio interiore. Quanto tempo ci hai lavorato su e che cosa ti ha influenzato di più nel concepire e creare questa tua opera?

Mi fa piacere di essere riuscito a far trasudare spiritualità al mio disco, era il mio obbiettivo.

E’ il frutto di due anni di lavoro e quello che volevo far emergere da questo album era un flusso di sensazioni sonore che portassero chi ascolta ad uno stato di ipnosi e rilassamento, ma che allo stesso tempo non disturbassero una qualsiasi attività da parte dell’ascoltatore, proponendosi come tappeto sonoro ideale in qualsiasi contesto di ascolto.

 Ci è piaciuto molto il video di “Ritual”, col featuring di Breakstarr e la regia di Cref (Capeccapa). Come nasce l’idea di questo videoclip?

Dall’esigenza di fondere ciò che appartiene al mio mondo interiore: La musica, l’ arte figurativa, la fotografia ed il video in un’unica performance esteticamente efficace e gradevole secondo il mio gusto ed il gusto di chi ha collaborato con me alla realizzazione del video.

.In “Birth of an idea” hai collaborato con molti artisti, sempre in ottima sintonia. Ci spieghi come sono nate queste collaborazioni?

Questo percorso creativo mi ha insegnato che l’empatia e l’affinità che si instaurano con determinate persone portano a creare e tirar fuori con naturalezza cose senza neanche pensarci più di tanto: succede e basta!

.Se dovessi dirci un musicista, cantante, rapper su di tutti con il quale non hai mai collaborato e ti farebbe piacere farlo in futuro?

Se dovessi dirti dei nomi a caso sarei scontato, ce ne sono moltissimi con cui chiunque vorrebbe collaborare almeno una volta nella vita. Anzi, pensandoci bene ammetterò che non ho preferenze: io sono per la condivisione ed amo lavorare con e per artisti che hanno voglia di mettersi su un piano di scambio e comunione di intenti nel nome della musica.

.L’album esce per Voolcano Harmonix Records, label attiva tra Napoli e Londra, di cui sei co-fondatore. Come nasce questa etichetta e qual è la sfida più grande per una label che produce musica indipendente in questo periodo?

Voolcano Harmonix Records cerca di divulgare musica elettronica di matrice astratta selezionando e dando esposizione ad artisti che hanno l’ esigenza di dire qualcosa di personale ed originale. Continuiamo a reclutare produttori affini alle nostre inclinazioni musicali, muovendoci in scenari urbani ed elettronici, italiani e non, con l’unico intento di fornire agli appassionati del genere release di un livello qualitativo sempre crescente.

.Come vedi la scena del beatmaking nella tua città? Credi ci sia abbastanza interesse per questa disciplina da parte del pubblico? 

Il beatmaking è ancora ad uno stato larvale per come la vedo io: la nostra città e l’Italia in generale non offrono molto per questo tipo di approccio musicale, ed è difficile, sia per chi da poco si avvicina al genere, che per chi è un veterano della scena, “svoltare” dando un tono professionale a questa passione. Nell’immaginario collettivo, poi, il beatmaker è associato ancora ad una figura troppo “nerd” per molti ascoltatori e troppo poco “tecnico” per molti musicisti.

.Sappiamo che sei un appassionato di arte per questo vorremmo farti una domanda un po’ bizzarra: se dovessimo paragonare alcuni producer famosi ad alcuni pittori che hanno fatto la storia… Se, ad esempio, ti dicessi Dj Premier? Dj Shadow? Jay Dilla?

In ordine Picasso, Basquiat e Van Gogh

Premier come Picasso crea una dimensione specifica ed è pioniere ed avanguardista con un proprio stile.

Shadow come Basquiat è selvaggio e gioca d’istinto.

Dilla come Van Gogh ha avuto consacrazione e la sua genialità è stata riconosciuta totalmente post mortem. Entrambi mi hanno trasmesso un senso di eleganza e potenza espressiva miscelate al punto giusto.

.Ti ringraziamo e ti rinnoviamo i complimenti per “Birth of an idea”, a nostro avviso assolutamente imperdibile!

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata. Peace!

 

 

 

 

 

 

 

 

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DJ Uncino “Nu Beat E Na Magliett”

Nell’ anno del sessantesimo compleanno del cantante ed icona pop partenopea Nino D’Angelo, diversi sono stati i tributi da parte della scena musicale cittadina.

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In chiave  hip hop ci ha pensato DJ Uncino (Ammontone Studio/Ganjafarm), che con il suo “Nu Beat E Na Magliett” reinterpreta con il suo stile uno degli album più rappresentativi dell’artista di San Pietro a Patierno, ovvero “Nu Jeans E Na Magliett“(da cui prende il nome il cult movie interpretato dallo stesso D’Angelo nel 1982).

Un classico pop degli anni ’80, sicuramente appetibile per tutti i beatmaker che amano dare l’impronta  “napulegna” alle proprie produzioni, che Uncino campiona e rielabora con fantasia e rispetto verso l’ opera originale.

Non un tributo “costruito”, a mio avviso, ma nato con spontaneità ed amore verso la disciplina del beatmaking e verso quel tipo di sound rappresentativo della città di Napoli (specialmente per chi è nato ed ha vissuto negli anni ’80).

L’esperienza ultra-decennale maturata da DJ Uncino nei club e nelle jam di tutta la penisola si sente nell’ impronta sonora del tape e l’attitudine al sampling ed al chopping, sposano con naturalezza le drum machine più in voga e gli hi-hat frenetici  tipici di molte produzioni contemporanee.

Consigliato!

Freedownload dalla pagina dell’ artista: https://www.facebook.com/djuncinoofficialpage/

Nu.Bourbon “Raw Computah”

“La chiave è nell’irrequietezza del sound: ho optato per un suono vario ed inaspettato, inserendo le mie influenze culturali di sempre: i film di Mario Merola, lo sci-fi anni 70, la pasticceria napoletana d’avanguardia e il Free Jazz, il Gangsta Rap e Gigi Proietti, poi c’ è il Dub e l’ inferno della poesia napoletana, i videogiochi e John Carpenter… ”
NU.BOURBON

#RawComputah è una raccolta di 17 strumentali realizzate negli ultimi due anni da Vincenzo (Nu.Bourbon) che, rifugiandosi in studio dopo il lavoro ha attinto come materia prima a dischi, cassette, vhs e qualche giocattolo analog, per beats che nascono come esercizi della mente e dello spirito: sono volti – e con successo – a rendere in musica le immagini confuse della metropoli, sempre più globalizzata e a tratti ostile.

Uscito l’ 11 settembre per la sempre più attiva Hashetic Front Records.

SMHERTZ “Ocean themes vol.1”

Vi abbiamo già parlato della label Silence+Other Sounds e del suo fondatore, Giuseppe Caiazzo, crate digger, turntabler e producer di una certa esperienza, che con il suo nuovo moniker SMHERTZ ha deciso di sperimentare ulteriormente con la propria musica, scavalcando le barriere del sound di matrice più classic e funky (del quale ne è ottimo esponente), per approdare in una dimensione produttiva differente.

Il nuovo lavoro del partenopeo (con residenza nel Regno Unito) intitolato “Ocean Themes Vol.1” ci ha lasciato molto entusiasti  e, dopo averlo ascoltato più volte, il sapore dell’ acqua marina stentava ad andar via dal nostro palato…ehm… dai nostri timpani!

Abbiamo allora chiesto a Giuseppe di raccontarci questa sua nuova avventura sonora…

<<Ocean Themes Vol.1 è un lavoro ispirato al mare, sia dal punto di vista strettamente artistico, che per quel che riguarda il sound design. La stragrande maggioranza dei suoni si basa su alcuni studi sui wave patterns, cioé sulla propagazione delle onde marine che ha tantissimi punti in comune con il suono. Occupandomi di questo per lavoro ho cercato un ponte comune tra le due cose , che ha quindi orientato la sintesi dei vari suoni. Non ci sono sample nel disco, né da dischi né da strumenti musicali veri, tutto é sintetizzato con varie tecniche ispirate a questa analogia ‘marina’ di cui ti dicevo. L’idea é quella di far uscire vari volumi, cosí come i dischi di library music di un tempo che erano pensati come sonorizzazione di immagini, che é un po’ quello che cerco di fare io…>>

Ringraziamo Peppe per la bella musica che ci regala (ebbene si, è in FREEDOWNLOAD!), e schiacciamo ancora una volta play…

Ocra M. “Jusqu’ici tout va bien EP”

Primo EP parigino per Ocra M, beatmaker proveniente dal cuore di Napoli, che si porta con se a Parigi, oltre al campiontore, anche un bel po’ di fotta e di sound “napulegno” contemporaneo, sfornando quattro strumentali belle toste (ottime per session di fumo e freestyle).

Nel titolo “Jusqu’ici tout va bien” l’ omaggio al capolavoro di Kassovitz, “La Haine”, uno di quei film che ti cambiano la vita…

Il tutto in freedownload su bandcamp! (name your price…)

Aspettiamoci nuove cose da Ocra M. e da questa sua nuova avventura nella città dell’ Amore.

 

 

Nu.Bourbon “0vaporizzator”

Questa Pasqua ci ha portato un po’ di sorprese strumentali, una di queste è il nuovo ep del beatmaker partenopeo Nu.Bourbon, che con “0vaporizzator”, rivisita in chiave hip hop abstract “‘O speniello”, famoso brano di Nino D’ Angelo, campionato in passato anche da DJ Gruff (chi si ricorda di “Maserio P.A.D.”?).

<<Il mio è un modestissimo tributo in chiave nu-beat/lo-fi/dub a questo brano senza tempo, usato come pretesto per divertirmi con un po’ di sample da esso estratti, qualche monofonico ed un bel po’ di effetti della Roland Sp-404 >>, spiega sulla sua pagina bandcamp, <<ed anche le drums sono magicamente saltate fuori dal brano in questione e dal doppio disco in vinile in cui è contenuto>>. 

Il tutto in freedownload.

Buona Musica!

 

 

Soffitta Prod. / Brain Doof “Finger Food” Instrumentals

Per quanto ci si lamenti spesso della scena della nostra amatissima città (Napoli), c’è da dire che sempre più giovani rapper e beatmaker ci danno dentro per innalzare il livello, oramai troppo spesso standardizzato.

Ecco che allora un gruppo di amici, radunati sotto l’ etichetta di Soffitta Prod., decidono di dare un calcio alla banalità ed all’ assenza di stile che accomuna spesso molti neofiti e non della scena hip hop nostrana, per sfornare un progetto quantomeno diverso dalla quasi totalità dei prodotti che ci vengono proposti (ed a nostro avviso di spessore, per quanto grezzo).

Il duo Brian Doof, composto da Jayl (beatmaker a noi già ben noto) ed Mc New, appartenente appunto alla crew della Soffitta, ci propongono questo “Finger Food”, rap e beats tecnici, visioni ed astrazioni al punto giusto, ed una fotta che ci auguriamo non svanisca all’ alba delle nuove era che si succederanno.

Proponiamo qui la versione strumentale del disco, ma su bandcamp potete ascoltare l’ intero progetto, che merita nella sua totalità.

Dj El D& Agro The Cyber “Hard Ride Ep”

Tra i lavori strumentali usciti in Italia nell’ ultimo periodo, l’ extended play  “Hard Ride” , a cura di Dj El D ed Agro The Cyber, ha sicuramente catturato l’ attenzione di chi, non fermandosi a ciò che sta più in vista (magari sugli scaffali dei megastore), è sempre alla ricerca di nuovi sound che accompagnino i momenti di quiete che ci si ritaglia nella vita quotidiana.

Ci è venuto quindi da chiederci (e, di conseguenza, da chiedere ai due producer) come nasce questa collaborazione…

<<La nostra collaborazione nasce per caso in studio ad Arzano insieme ad altri nostri amici . Infatti in questo periodo stavamo producendo entrambi molti beat con stesse influenze di drumming ed atmosfere e trovandoci quasi tutti i giorni insieme abbiamo incominciato a produrre alcuni beat… e devi dire il duo funzionava molto bene! Per questo abbiamo deciso di fare un ep. Per quanto riguarda l’aspetto della composizione è stata frutto di libertà artistica senza schemi, magari si partiva da un sample choppato da Agro ed io ci suonavo su con drums, basso etc… e viceversa . Comunque quasi sicuramente sarà la prima di una lunga serie di collaborazioni, visto che il risultato finale almeno per noi è stato davvero di spessore, sperando che questa considerazione sia anche per il pubblico che ci ascolta…>>

Buon viaggio, tra sogno e realtà.

SMHERTZ “Quiescent Period”

Molti di voi ricorderanno, o meglio, non avranno mai perso di vista (e di orecchio) la label S.O.S. (Silence+OtherSounds), etichetta personale di Giuseppe Caiazzo, in arte Malekà.

Producer eclettico partenopeo, crate-digger e maniaco del sampling, già fondatore e membro in qualità di deejay degli Sbirrofunk  (gruppo dall’ attitudine funk e dal sound tipico delle soundtrack  dei polizieschi italiani anni ’70), Peppe torna a sorprendere gli appassionati di hip hop strumentale (quelli più attenti, ovviamente) con un nuovo progetto che prende il nome di “SMHERTZ” (dalla fusione di “hertz” con la parola “smerza”, che in lingua napoletana siglifica “alla sorta”, “alla rovescia”).

Chi ha seguito i precedenti lavori di Malekà, si accorgerà di quanto “Quiescent Period” sia la giusta fusione tra le sue precedenti esperienze sonore e le “tendenze” attuali dell’ hip hop-jazz contemporaneo, unendo atmosfere da sogno, spesso meditative, con il tocco di percussioni e suoni “casuali”registrati tramite l’uso del microfono.

D’altro canto la passione per i breaks e per il sound tipico del soul jazz o dell’ acid jazz degli anni ’90,  non si accantona, restando comunque uno dei marchi di fabbrica della musica di Smhertz, che si evolve e regala nuove emozioni, intraprendendo varie strade, ma senza mai snaturarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OohGi “Land Of Love”

Luigi Silvestro, in arte OohGi, è un beatmaker di Arzano, città-fucina di talenti dell’ area nord di Napoli.

Attivo dalla metà degli anni duemila, è ormai uno dei “nomi” che prima saltano in mente quando si pensa al beatmaking campano.

In collaborazione con la label asiatica . t h e l o o p s . rilascia questo ep, intitolato “Land Of Love”, che appare come una dedica alla propria terra, sicuramente un territorio difficile, ma ricco di Amore, quell’ energia che permette di andare avanti nonostante le difficoltà quotidiane e dà la forza di reagire con il potere dell’ arte e della creatività.

5 tracce che vi consigliamo assolutamente e che rappresentano a pieno lo stile di OohGì ,sintetizzando perfettamente quella che è la passione per la musica jazz, funk e per la cultura Hip Hop e beats di Luigi.

Di seguito il video che ha accompagnato l’ uscita dell’ ep, realizzato da Alberto Marotta.