Fatb “Galleta”

Amici appassionati di hip hop strumentale di un certo livello, anche oggi abbiamo qualcosa che fa proprio per voi!

Si tratta di “Galleta” il nuovo album di Fatb, producer campano e nome caldo della scena lo-fi internazionale,  uscito in digitale, cassetta ed LP (cinquanta copie in vinile bianco e cinquanta in vinile nero, entrambe sold out in 24h!) per l’etichetta tedesca Dezi-Belle Records.

L’album è uno dei più interessanti che ci è capitato di ascoltare quest’ anno ed è ricco di collaborazioni con artisti di spessore provenienti un po’ da tutto il globo (Plusma, Drwn., Sleepdealer, Odeeno, giusto per citarne qualcuno…). Drums ricercate, atmosfere jazzy e samples ipnotici -a tratti malinconici- saranno il  tappeto sonoro perfetto per i  vostri momenti di meditazione.

Difficile trovare un traccia preferita, una volta schiacciato play… un biscotto tira l’altro!

L’ artwork è a cura di Roi U Alcocat.

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ILLA J all’ ombra del Vesuvio: intervista esclusiva a cura di Sodo Studio (Feb. 2016)

Lo Possiamo Dire?  Noi Pensiamo Che La vita è Bella poiché da tanti anni che abbiamo visto nascere crescere ed evolversi un movimento culturale in una città troppe volte (anche nel mondo artistico) bistrattata e ingiustamente messa al margine.

Dopo più di 20 anni, attraverso una serie di artisti ma non solo, attraverso un processo di cambiamento effettivo della percezione delle arti stesse, oggi Napoli vive un vero e proprio momento di maturità e rinascita artistica nella quale i sogni sembrano essere più vicini, quasi realtà.

Questa è la sensazione che ho io Enzo\Cenzou\Sodo Studio che a questo giro parlerò in prima persona cercando licenza ai fratelli del resto della redazione di BeatZcat, perché il momento è solenne, è mercoledì, è l una di notte e, fra qualche ora, arriverà Illa J a Napoli e mi sembra un sogno e in più  lo intervisterò e quindi non ve ne dico proprio…

Cercherò di radunare un momento le idee e di organizzare il cuore per essere all altezza del compito….

Let’s Go! (cit)

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Ciao John Per Noi è un Onore e un immenso Piacere Averti Qui a suonare e specialmente per me averti qua a casa…

Iniziamo con qualcosa di leggero e confidenziale: conoscevi già l italia , in particolare Napoli? Qualche Storia, esperienza, leggende ?

Purtroppo no, questo è il mio primo viaggio a Napoli , sono già stato qui in Italia, già a Roma, Milano, ma a Napoli è la mia primissima volta.

Parlaci di come si evoluto sia come suono che liricamente il tuo percorso artistico da “Yancey Boys”, il tuo esordio, fino al disco “Illa J”, fuori per Bastard Records.

Allora per me il primo album è stato come ero, molto emozionato registrando il disco, stavo imparando molte cose sia sulla struttura, sull’ arrangiamento, sul mettere insieme le cose e allora cercai di lasciare andare le cose il flow, l’energia e proprio per queste ragioni  in un certo modo è un disco unico, proprio perché era una specie di nuovo mondo per me, lavorando con gli Slum (Village) con Frank (‘n Dunk) ho imparato molto sulla costruzione delle tracce, e il tempo che ne è intercorso mi ha dato la possibilità di crescere, mentre sul disco con Bastard Jazz ho lavorato interamente con i Potatoheadz, dei fratelli, e mi sono divertito moltissimo. L l’ho visto molto come una specie di rintroduzione, come un rilancio, questo è ciò che rappresento e che esprimo nella musica. Puoi sempre cercare e scoprire la tua voce dove potrà portarti, adesso sono molto più’ a mio agio e sicuro di dove può’ portarmi la mia voce, ogni disco è un po’ un ripartire da capo, parti dal fatto che prima di essere un rapper, io mi sento un cantante; nei miei dischi, c’è tanto rap,  ma ovviamente ci sono tantissimi cantati, e sul disco mi sono divertito molto, ma prossimamente ci saranno molti più’ pezzi cantati.. Ad esempio in “Universe” trovi rap e cantato, ed è una mia esigenza quella di spaziare, oppure trovi del g funk con strippers, oppure del jazz, per me la registrazione è un momento per catturare le vibrazioni. Sono un musicista, amo la musica, prendi Prince, per lui non puoi pensare a una categoria o a un genere , è semplicemente Prince… E anche io vorrei cercare un approccio del genere, dove non puoi mai sapere cosa puoi aspettarti… mi piace avere una sorta di gusto eclettico rispetto al mio modo di comporre o concepire la musica.

Diciamo che nel disco con Bastard Jazz è come se fosse uscito la mia parte destra del cervello, e in quello dopo la mia sinistra, come una sorta di Yin e Yang, ed è stato bellissimo e pazzesco lavorare ad entrambi i dischi per motivi diversissimi, entrambi significano moltissimo per me, per come riesco a esprimere il potenziale nella musica in vie del tutto diverse ma alla fine complementari, cosi come fu come nel primo album con Delicious Vinyl, che saluto, quindi potrei riassumere dicendo che è una continua ricerca di dove mi porta la mia voce, e una volta che la trovo , ci gioco e vedrò dove mi porterà nei passaggi successivi.

A Napoli amiamo molto il tuo approccio morbido e confidenziale, ma ovviamente non abbiamo potuto notare che nell’ album “Sunset Boulevard” hai voluto alzare l’ asticella del tuo flow, delle liriche. E’ stato un processo naturale, o ti sei sentito che semplicemente era tempo di dimostrare qualcosa?

(John inizia a ridere molto compiaciuto per questa domanda)

Anche qui come rispetto al discorso del cantato, ero alla ricerca di me, del mio flow, dopo che sul primo disco avevo ricevuto molte critiche proprio rispetto alle liriche, che molti non avevano soddisfatto abbastanza, ad altri non erano piaciute,e ho iniziato a lavorarci su , dicendomi che potevo fare di meglio. Quindi l’ ep, l’ album, il mixtape con gli Slum, sono stati vari passi  per raffinare questo processo e grazie ai loro consigli, dove mi spronavano continuamente a fare di meglio, ho avuto la possibilità di crescere.

Gli Slums mi hanno spinto molto affinché crescessi e mi migliorassi, nel corso del tempo ed ho avuto modo di lavorare molto sulle mie skillz e portarle a un livello superiore di scrittura e di esecuzione e su “Sunset Boulevard” volevo dare qualcosa in più’ (e lo abbiamo notato ho aggiunto io) e dimostrare di poter essere un mc degno di rispetto e considerazione e per me è pazzesco che ve ne siate accorti, è bellissimo quando metti un’ emozione o uno stato d’ animo nella musica e le persone come voi fino a Napoli riescono a coglierlo esattamente nel segno.

Le produzioni del tuo nuovo album hanno un sapore del tutto unico, a nostro avviso totalmente in target con un certo tipo di modo al quale ci hai abituato, ma allo stesso tempo con un qualcosa di unico. Ci parli un po’ dei Potato Head People, e di come è nato e si sviluppa il vostro modo di lavorare?

Allora, Frank ha fatto un pezzo con loro qualche anno fa, credo nel 2014, ed è stato quando mi sono trasferito a Montreal,  lì ho iniziato a lavorare con Nick (Nicky Wisdom) e lì Frank mi disse: “hey tu dovresti lavorare con lui, o con Kayatranada“. Nick è di Vancouver, quindi è venuto a Montreal  e abbiamo iniziato a buttare giù delle cose, che dopo un mese sono diventate più definite e in quel momento ho rivoluzionato molto il mio processo di scrittura, che si è evoluto in modo naturale insieme all’ evoluzione delle strumentali. Poi sono state aggiunte varie parti strumentali , sugli scheletri, è stato davvero bello e unico, che ritornando al mio discorso di scoperta e ricerca che ti facevo prima, è stato un processo naturale e complesso allo stesso tempo, magico.

Sappiamo del tuo essere polistrumentista, mc, cantante e producer, qui a napoli in questo periodo ci sono tantissimi ragazzi giovani che stanno incominciando ad avvicinarsi a questa cosa di fare i beat e cercare di trovare realizzazione personale attraverso l arte… Che tipo di consigli , ti senti di dare a tantissimi giovani ragazzi napoletani che ovviamente vedono in te e nella tua Legacy (e in loro mi ci metto anche io ) una specie di Bibbia?

Come prima cosa, mettiti al lavoro e lavora duro, lavora sodo! Io ho iniziato con mio fratello (J Dilla) e la cosa principale che mi ha sempre detto è di lavorare.

Mi ha insegnato sin da subito quest’ attitudine, lavorare e continuare a lavorare ancora,  nella mia famiglia grazie a mio fratello, mia madre, mio padre, mia sorella, la musica è stato sempre un fatto abbastanza naturale, ma è il lavorare duro ciò che ti fa raggiungere il livello successivo, e grazie a questo, anzi è proprio questo amore, che ti fa amare come suona qualcosa, e vuoi sentirlo suonare sempre meglio, e allora ci continui a lavorare su e può’ essere infinito, quando viene dal tuo cuore, da dentro al’l anima

Il primo ingrediente è che se fai una musica, devi ovviamente amarla, ed è il primo passo di questo viaggio turbolento nella musica, e nell’ eventuale successo e questo può diventare anche un elemento che ti dà forza. Quando ci sono delle avversità tu puoi comunque contare su questo amore , questa passione che ti fa superare gli ostacoli e può essere un altra interessante chiave di lettura… in pratica  “fallo perché lo ami” mettici il cuore, abbi fiducia, credici ,ed è principalmente questo, quello che veramente puoi fare e per quanto tu possa metterci del tempo, nel “mestiere” alla lunga qualcosa sicuramente si manifesterà. Quello che intendo dire, non focalizzarti sull’ effetto, come i trofei, i premi, i soldi, le macchine… Si certo potrebbe succedere, ma concentrati sul lavoro, sul mestiere, quanto più fai questo e la musica migliora, più può cambiare tutto. Ad esempio anche quando mio fratello finalmente ha avuto successo, si certo aveva una bella macchina, ma la prima cosa per lui è stata fare uno studio ancora più incredibile, per fare un lavoro sempre migliore, perché in fondo i tuoi soldi eventuali, vengono da li, dalla tua musica, dalla qualità della tua musica continua a ricercare, , non preoccuparti della parte economica, continua la ricerca, quella viene prima di tutto.

Molti di loro pensano prima ai soldi e poi inevitabilmente si distraggono dalla musica, perdendo il focus sulla cosa principale. mentre se continui nel modo giusto, prima o poi diranno, “hey cazzo, quello ha della musica fortissima”, e tu starai finalmente costruendo un qualcosa di unico. E non è dato che tutti ci mettano lo stesso tempo, ad alcuni prima ad altri più tardi… Non puoi paragonarti ad un altro, ognuno è diverso, ognuno ha un destino differente, magari hai visto qualcuno della tua stessa crew fare il successo e tu sei ancora fermo, non devi fermarti, devi continuare a spingere, se ami ciò che fai davvero, devi continuare a farlo a prescindere.

Un altra parte importante è che è musica, ma è anche music-business, quindi impara anche il business, o trova un amico che ami entrambi gli aspetti , fate squadra e non sottovalutare l’ aspetto del business.

Che so, Kendrick ha il tre che è un team capisci ? Quindi sono importanti entrambi gli aspetti, la musica, ed il business….

A noi non interessa molto di tutta la questione e del hating che ogni tanto leggiamo sulla tua persona, a Napoli siamo abituati a sentire la musica, nel senso di “feel the music, had perceptions about it, not only hearing”, e partendo da qui, per noi di Napoli, anche se tu ti chiamavi John Doe ( equivalente americano di Mario Rossi) non avrebbe fatto alcuna differenza, perché ti ripeto, noi amiamo la musica e l anima, detto questo, la domanda su Dilla è: Com’ era Dilla come Maestro? In che modo tu senti che ti ha aiutato, parlandoti in maniera forte, o lasciandoti fare i tuoi errori? La domanda era: come lui ti passava gli “insegnamenti” e quindi come secondo gli insegnamenti darebbero passati…

Ok, mio fratello mi ha insegnato, e ricordo è stata una delle prime tra virgolette lezioni importanti che mi ha dato, dicendomi: se vuoi imparare qualcosa, insegna tu a te stesso, poiché tu hai tutti gli strumenti per poterlo fare, e in particolare nella musica, devi scoprire quello che è il tuo stile. che è la cosa più importante. Ricercare l’originalità, poiché tutti noi abbiamo una voce unica, ed anche la voce può cambiare e crescere. Considera che il nostro corpo è parte dello strumento… è fondamentale scoprire la propria voce.

Questa è stata forse la lezione più’ importante che ho appreso da mio fratello, ad esempio puoi avere libri, puoi vedere le cose, i tutorial su YouTube, quello che vuoi, tutti gli strumenti oggi esistono, sta a te scoprire il tuo stile, la tua unicità…

Metti impegno nel lavoro per scoprire il tuo suono, il tuo mestiere, il tuo timbro.

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Personalmente trovo fantastica, l’ idea di concepire un pezzo come “Air Sign” , ovviamente io che sono Bilancia mi sento fortemente coinvolto… E in più pensa che qui a Napoli… siamo abituati a dire “Stamm Sott o Ciel”, e ho trovato tantissime similitudini in questa concezione un po “esoterica” diciamo. Parlacene se ti va…

La canzone “Air signs” è definitivamente , un qualcosa che mi rappresenta interiormente, mi riporta anche molto alla mia famiglia, a mia sorella che è dei gemelli, mio fratello era aquario ed io sono della bilancia, anche mio padre è bilancia ora che mi ci fai pensare, mia madre invece è vergine… ho imparato molto in questo tipo di scrittura, da mia sorella che per dei versi è un po’ una poetessa e la sua influenza portò anche me a scrivere una specie di poesie, e quando glieli feci leggere lei mi fece notare che più che poesie, sembravano delle canzoni vere e proprie, suonavano molto etiche a sua detta, ma avevano più delle fattezze da canzoni. e da li iniziai a scrivere più canzoni e più rap, mi stimolo’ molto…

Mentre da mio fratello ho acquisito una sorta di magia, come sapete lui aveva un modo swing unico  e per dei versi probabilmente abbiamo un qualcosa anche dell’ acquario che ci accomuna, per dei versi, per il tipo di connessione che ci lega, ci siamo sentiti spesso come gemelli sebbene nati in momenti diversi, cosi come la ritmica alla James Brown,che invece viene da nostro padre. Ti dirò che ci sono cose che ricalcano questo tipo di metafore anche nel nuovo lavoro, in una traccia parlo della luna di come la percepisco. Tornado a “Air signs” è una specie di mix delle varie influenze dei vari membri della mia famiglia, ed è simpatico che anche la mia ex ragazza era acquario perché ritorna anche qui questa componente, so che devo continuare questa sorta di magia di famiglia, anche perché sono il più giovane e anche se spesso quando ero a scuola ero distratto da molte cose. è venuto un tempo in cui ho realizzato che dovevo semplicemente continuare a far andare avanti questa magia, che era sempre stata propria della nostra famiglia, e in sintesi “Air signs” è un mix di queste influenze.

Il tuo trasferimento a Montreal, ha aperto una nuova era della tua produzione artistica ci parli di come hai maturato questa decisione, e del tuo rapporto con tutta la scena artistica , canadese, oltre i già citati Potatoheadz, abbiamo ascoltato e conosciuto per la prima volta, nomi come Noo Bap, KayTranada, conoscevamo già Moka Only. C‘è qualche altra realtà di cui ci vuoi parlare, del territorio canadese? In particolare a Napoli abbiamo un fortissimo rapporto con il producer Elaquent, che se non conosci , ti consigliamo.

Li ci sono tantissimi Producer e rapper fortissimi, Kayatranada è un super super produttore ad esempio, i gia citati Potato Head People, fortissimi. Poi Noo Bap, Pomo Beatz… Mi son trasferito a Montreal perché la mia ragazza vive lì, ci sono stato un paio di volte ed ho trovato un energia fortissima, e ho deciso di trasferirmici, e lei tra le altre cose attualmente è diventata la mia manager, e davvero ti dico, non avevo idea che laggiù potesse essere cosi. Tornando allo zodiaco, la mia ragazza è ariete e mi spinge molto, per ogni cosa dice “vai vai vai !!!!”. Tra le altre ho avuto la possibilità di registrare in degli studi bellissimi, è stata un esperienza che sicuramente mi ha dato moltissimo sia come contatti, che proprio come musica. Infatti ho avuto modo  id relazionarmi anche con tanti musicisti che hanno suonato strumenti live nelle produzioni , portando la musica su un livello ancora maggiore. Ho fatto tante cose molto forti con i ragazzi del Breakglass Studio a cui mando un saluto, abbiamo aperto sicuramente delle connessioni con tanti artisti che saranno durature e proficue , musicisti, cantanti, con i quali stiamo facendo e faremo tantissime produzioni, ho avuto modo di passare a una serata che fanno a Montreal, dove c è un gruppo che suona basi rap con strumentali, e abbiamo avuto modo di fare cose insieme molto interessanti. Da li ho ripreso a studiare anche la tastiera, che mi da spesso la possibilità di accompagnarmi nei miei live… insomma delle super good vibes , a prescindere dai generi, e dalle etichette!

E’ solo un pochino più fredda di Detroit, nevica più spesso, però c’è la metro che a Detroit non c’ è e quindi è più semplice muoversi e fare le cose con più tranquillità e meno stress,

Nel disco comunque c’è moltissimo il clima di Montreal, ad esempio spesso io e Nicky ci fermavamo a mangiare il bagel in un posto e poi andavamo in studio. Questo sapore lo abbiamo messo, lo senti…

Quindi il bagel per te è un po come il nuovo donut ????

Ehehehehehehe  un pochino si…

Che Musica Ascolta Illa J ?

Che ti dirò , io ascolto davvero di tutto, sono proprio onnivoro, potrei dirti piuttosto cosa ascolto in questo periodo, perché ovviamente aggiorno di continuo la mia playlist ascolto Rhianna, l’ ultimo disco è fantastico, Tame n Power, ovviamente ascolto Kendrick Lamar, Pharrell, e per ora mi fermo perché ti farei troppi nomi…

C’è un artista col quale non hai ancora collaborato, che ti ispira o che semplicemente vorresti lavararci insieme?

Si , il cantante dei Llttle Dragon, e probabilmente Rhianna

Noi Napoletani, in quanto popolo del mediterraneo siamo stati dominati da vari popoli, tra i quali i Greci, dai quali abbiamo appreso l’ arte del ospitalità, e per questo motivo per noi è importante lasciare al nostro ospite qualche regalo per ricordarsi dei bei momenti che abbiamo passato insieme, ed è una cosa che oggi vedrai più’ volte, quindi non essere sorpreso se oggi ti sembrerà il tuo compleanno… visto che sei a casa di un Napoletano 100% , devi sapere che a Napoli C’è Stato un Genio Assoluto della Musica Mondiale, chiamato Pino Daniele,  ed era di questo quartiere…..

Un vero innovatore della Musica Italiana, che ha suonato con i migliori , come Pat Metheney, Herie Hancock, Chick Corea, Clapton and many many more. Vorrei trovare un  nome per farti capire il suono e volevo comprarti un solo disco, magari un gratest hits, ma non sarebbe stato sufficiente per fornirti una visione d’ insieme sulla sua musica.  Allora ti ho regalato i suoi 3 dischi vecchi che secondo me sono tra i più rilevanti della sua carriera, e siccome sei a casa mia , mi sono permesso di aggiungere il mio primo vinile del 1996 e un paio di cappellini ricordo. Dopo questa premessa, la domanda vera e propria: che sensazione ti da Napoli ?

Ti dirò, in molte cose dell’ architettura, per dei versi mi ha riportato alla mente la Grecia, ma ha una vibrazione totalmente differente, molto bella rilassata, unica. C’ è sicuramente una connessione con la Grecia, ma ovviamente è marginale, qui c’ è un accoglienza totalmente unica.

Siamo davvero felici che tu sia qui con noi…

Sappiamo che stasera sarà una notte fanatastica, e speriamo tutti che al tuo ritorno a casa porterai un po’ dell’ amore napoletano nei tuoi ricordi, lì fuori tutti i ragazzi del nostro blog saranno alle stelle per la tua presenza e per il fatto che adesso Illa J sa che A Napoli c’ è quel tipo di amore musicale che lui porta e che Napoli lo ha già adottato, come sua terza casa dopo Detroit e Montreal…

E se ti service ulna base in europa , Nales is the place 2 be! 🙂

E se ti fa piacere fare un saluto ai ragazzi di Beatzcat…

 

Foto: Stefania Di Gioia.

 

WhatsAbstract: Sonakine “Birth of an idea”

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Lo aspettavamo da un po’ ad alla fine è arrivato…

E dopo averlo ascoltato e riascoltato più volte (rigorosamente in vinile) possiamo affermare tranquillamente che “Birth of an idea”, l’ album d’ esordio di Sonakine (Voolcano Harmonix/Capeccapa), ha tutte le carte in regola per diventare un classico della musica underground napoletana (e quindi internazionale).

Crate digger, polistrumentista, designer ed insegnante d’arte, Adriano Coco è riuscito a creare un’ opera matura dal forte impatto emotivo. Il suo stile inconfondibile abbraccia abstract, neo-soul e tradizione partenopea, dub e free jazz, sperimentando con la disinvoltura di chi vive da sempre in simbiosi con la Musica.

Non potevamo dunque non approfittarne per fare un chiacchierata con Sonakine e scoprire di più sulla sua persona e la sua Arte.

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.Qual’è stato il tuo primo contatto con la musica? 

Nel grembo di mia madre, essendo il figlio di una delle più grandi interpreti della canzone Classica Napoletana: Consiglia Licciardi. Il mio approccio si può definire “primordiale”

.Al di là dell’ aspetto musicale, cosa ha rappresentato e rappresenta per te la cultura Hip Hop?

Un modo di essere e prima di tutto uno stile di vita: l’hip hop dovrebbe donare a chi sente di farne parte, sia come fruitore che come parte attiva, un’autodisciplina ed un’autocritica tali da portare all’assoluto rispetto verso il “saper fare qualcosa”, riconoscere chi lo fa meglio indipendentemente da chi lo fa da più tempo, fino ad apprezzare e non invidiare chi può arrivare al virtuosismo vero e proprio, con consapevolezza del fatto che ogni personalità ha una propria peculiarità, ed in questo senso può partecipare attivamente alla composizione di un puzzle complesso e variegato.

.Sei un amante del vinile, sia come fonte analogica di campionamento, sia come supporto per diffondere la propria musica. Come scegli i tuoi dischi e qual’è la cosa che più ti affascina di questo mondo?

Ogni producer a mio avviso ha più o meno affinità verso alcuni dischi rispetto che ad altri, questo dipende dalla personalità e dalle inclinazioni personali, che portano a fare le scelte di acquisti e campionamenti del tutto personali. La cosa che più mi affascina è il digging con gli amici. che spesso mi porta a storicizzare degli episodi di vita vissuta: da una banale colazione di domenica mattina ad un giro ad una fiera e così via, raccolgo sensazioni che si sublimano in ispirazioni artistiche, sensazioni che ahimè ritengo difficili da catturare nell’ambito del digging virtuale così diffuso negli ultimi tempi: a mio avviso le dita si devono sporcare di polvere.

Veniamo a “Birth of an idea”, che forse possiamo definire un vero e proprio concept album…  I brani sono legati quasi in modo “spirituale” tra loro e creano l’atmosfera giusta per un viaggio interiore. Quanto tempo ci hai lavorato su e che cosa ti ha influenzato di più nel concepire e creare questa tua opera?

Mi fa piacere di essere riuscito a far trasudare spiritualità al mio disco, era il mio obbiettivo.

E’ il frutto di due anni di lavoro e quello che volevo far emergere da questo album era un flusso di sensazioni sonore che portassero chi ascolta ad uno stato di ipnosi e rilassamento, ma che allo stesso tempo non disturbassero una qualsiasi attività da parte dell’ascoltatore, proponendosi come tappeto sonoro ideale in qualsiasi contesto di ascolto.

 Ci è piaciuto molto il video di “Ritual”, col featuring di Breakstarr e la regia di Cref (Capeccapa). Come nasce l’idea di questo videoclip?

Dall’esigenza di fondere ciò che appartiene al mio mondo interiore: La musica, l’ arte figurativa, la fotografia ed il video in un’unica performance esteticamente efficace e gradevole secondo il mio gusto ed il gusto di chi ha collaborato con me alla realizzazione del video.

.In “Birth of an idea” hai collaborato con molti artisti, sempre in ottima sintonia. Ci spieghi come sono nate queste collaborazioni?

Questo percorso creativo mi ha insegnato che l’empatia e l’affinità che si instaurano con determinate persone portano a creare e tirar fuori con naturalezza cose senza neanche pensarci più di tanto: succede e basta!

.Se dovessi dirci un musicista, cantante, rapper su di tutti con il quale non hai mai collaborato e ti farebbe piacere farlo in futuro?

Se dovessi dirti dei nomi a caso sarei scontato, ce ne sono moltissimi con cui chiunque vorrebbe collaborare almeno una volta nella vita. Anzi, pensandoci bene ammetterò che non ho preferenze: io sono per la condivisione ed amo lavorare con e per artisti che hanno voglia di mettersi su un piano di scambio e comunione di intenti nel nome della musica.

.L’album esce per Voolcano Harmonix Records, label attiva tra Napoli e Londra, di cui sei co-fondatore. Come nasce questa etichetta e qual è la sfida più grande per una label che produce musica indipendente in questo periodo?

Voolcano Harmonix Records cerca di divulgare musica elettronica di matrice astratta selezionando e dando esposizione ad artisti che hanno l’ esigenza di dire qualcosa di personale ed originale. Continuiamo a reclutare produttori affini alle nostre inclinazioni musicali, muovendoci in scenari urbani ed elettronici, italiani e non, con l’unico intento di fornire agli appassionati del genere release di un livello qualitativo sempre crescente.

.Come vedi la scena del beatmaking nella tua città? Credi ci sia abbastanza interesse per questa disciplina da parte del pubblico? 

Il beatmaking è ancora ad uno stato larvale per come la vedo io: la nostra città e l’Italia in generale non offrono molto per questo tipo di approccio musicale, ed è difficile, sia per chi da poco si avvicina al genere, che per chi è un veterano della scena, “svoltare” dando un tono professionale a questa passione. Nell’immaginario collettivo, poi, il beatmaker è associato ancora ad una figura troppo “nerd” per molti ascoltatori e troppo poco “tecnico” per molti musicisti.

.Sappiamo che sei un appassionato di arte per questo vorremmo farti una domanda un po’ bizzarra: se dovessimo paragonare alcuni producer famosi ad alcuni pittori che hanno fatto la storia… Se, ad esempio, ti dicessi Dj Premier? Dj Shadow? Jay Dilla?

In ordine Picasso, Basquiat e Van Gogh

Premier come Picasso crea una dimensione specifica ed è pioniere ed avanguardista con un proprio stile.

Shadow come Basquiat è selvaggio e gioca d’istinto.

Dilla come Van Gogh ha avuto consacrazione e la sua genialità è stata riconosciuta totalmente post mortem. Entrambi mi hanno trasmesso un senso di eleganza e potenza espressiva miscelate al punto giusto.

.Ti ringraziamo e ti rinnoviamo i complimenti per “Birth of an idea”, a nostro avviso assolutamente imperdibile!

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata. Peace!

 

 

 

 

 

 

 

 

“Red Cadillac” by Avatar

Accogliamo sempre con entusiasmo le nuove uscite di casa HHabitat Records, netlabel indipendente specializzata in hip hop di qualità, perchè sappiamo quanta ricerca c’è dietro i lavori dei ragazzi, che anche a sto giro ci portano un po’ di freschezza!

Oggi abbiamo ascoltato “Red Cadillac” di AVATAR, ed appena messo in moto, il vento nei capelli, la brezza marina ed una sensazione di positività ci hanno conquistato!

Super tributo agli anni d’oro della soul music già dall’ artwork,  il sound non delude ma sorprende per attitudine ed originalità…

A conferma che il sampling è una cosa seria, se fatto con stile!

Traccia preferita: “I’m Chillin’” !

Bless.

Soffitta Prod. / Brain Doof “Finger Food” Instrumentals

Per quanto ci si lamenti spesso della scena della nostra amatissima città (Napoli), c’è da dire che sempre più giovani rapper e beatmaker ci danno dentro per innalzare il livello, oramai troppo spesso standardizzato.

Ecco che allora un gruppo di amici, radunati sotto l’ etichetta di Soffitta Prod., decidono di dare un calcio alla banalità ed all’ assenza di stile che accomuna spesso molti neofiti e non della scena hip hop nostrana, per sfornare un progetto quantomeno diverso dalla quasi totalità dei prodotti che ci vengono proposti (ed a nostro avviso di spessore, per quanto grezzo).

Il duo Brian Doof, composto da Jayl (beatmaker a noi già ben noto) ed Mc New, appartenente appunto alla crew della Soffitta, ci propongono questo “Finger Food”, rap e beats tecnici, visioni ed astrazioni al punto giusto, ed una fotta che ci auguriamo non svanisca all’ alba delle nuove era che si succederanno.

Proponiamo qui la versione strumentale del disco, ma su bandcamp potete ascoltare l’ intero progetto, che merita nella sua totalità.

INTERVISTA: Herrera “Buongiorno Ep”

Da tempo conosciamo Herrera principalmente come DJ e beatmaker. Ci colpirono le sue produzioni per i Sangue Mostro, il singolo “Tiemp Luntan”, con quel suo sound nostalgico e fresco insieme… Ci prese bene  quel suo stile “classico”, ma molto eclettico, ricercato nel sampling, da maniaco del crate-digging. Ma il producer pisano non smette di sorprenderci e lo scorso 7 giugno pubblica “Buongiorno”, ep uscito per la sua Medicine Records composto da 10 tracce da lui interamente prodotte e che lo vedono ritornare anche nelle vesti di rapper. I suoni sono caldi ed il flow rilassato, un disco che è già entrato  a far parte della colonna sonora di questa nostra estate di musica…
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Quando hai iniziato e come hai scelto questo nome?
Mi sono avvicinato a questa cultura nei primi  90, ho iniziato come DJ esattamente nel 96, avevo voglia di farmi conoscere, mi allenavo ogni giorno per ore. Partecipai a qualche gara tra cui l’ITF del 99 dove venni buttato fuori ai quarti da Yaner, ritrovarsi in quelle situazioni per un 15enne  era incredibile, la musica mi aveva fatto conoscere persone e posti nuovi, questo fattore mi ha sempre dato la carica per continuare . Il nome Herrera me lo sono ritrovato a causa di alcuni miei avi Messicani e quindi già da bambino per tutti ero Herrera.
Attualmente com’è la scena nella tua città?
La scena nella mia città è molto viva abbiamo tantissimi dj, writer, ottimi mc, producer e ballerini. Ci sono un sacco di eventi dove puoi sentire ottima musica.
Eventi storici come il Panico Totale hanno lasciato un bel segno per quel che riguarda la cultura Hip Hop.
Vorremmo saperne di più del tuo passaggio da beatmaker ad MC…
 Anche se mi sono concentrato di più sul djing e sulla produzione ho sempre scritto le mie rime e fatto freestyle, mi è venuto naturale mettere insieme le due cose.

 

Il fatto di essere un beatmaker, un esploratore del tempo musicale, ha in qualche modo influenzato il tuo flow? 

Parecchio, io infatti cerco di utilizzare la mia voce come uno strumento, chiaramente chi si è sempre e solo cimentato sulle rime è uno scalino più in alto, io però ho il valore aggiunto che nei miei pezzi mi sono occupato di tutti gli aspetti, dalla produzione al rap al mixaggio.
Da diversi anni collabori con la scena napoletana ed hai prodotto alcune  hit per il super-gruppo dei Sangue Mostro. Parlaci di questa collaborazione…
Qualche anno fa partecipai all’IDA nel settore dedicato ai beat maker, in quella occasione conobbi OluWong e 2Phast e tra di noi ci fu subito simpatia e stima.
Furono loro a parlare delle mie produzioni a Cenzou, che in seguito mi ha contattato per eseguire dei beats per il disco dei Sangue Mostro, per me è stato un onore, anche adesso stiamo facendo delle cose insieme abbiamo un pezzo  costruito su un sample di un artista storico napoletano che parla di un quartiere storico di napoli il tutto choppato a modo mio e con il flow mitico del signor Cenzou, non vedo l’ora di farvelo sentire.
Il tuo è un sound fresco, sicuramente di influenza newyorkese e dilliana, ma sempre ricercato e raffinato. A parte i tuoi ascolti, c’è qualcos’altro che influenza il tuo suono? Come scegli i tuoi sample?
Sono sempre in cerca di dischi di qualsiasi genere, spinto dalla curiosità e dalla voglia di conoscere cose nuove. Non ho delle regole precise nello scegliere i sample se mi trasmette qualcosa provo ad usarlo. Molto spesso se un pezzo o anche un artista mi piacciono particolarmente mi incaponisco a volerlo usare per forza anche se non c’è molto da catturare. Il mio suono è influenzato dai miei ascolti e dalla roba con cui son cresciuto.
In “sugar” oltre alla alla presenza di Sounshine, troviamo il featuring di FFiume, sicuramente uno dei personaggi più importanti del panorama  hip hop italiano…
Come nasce questa collaborazione?
Sono un fan di FFiume da sempre, abbiamo amici in comune, non so come le nostre strade si sono incontrate, ma ci siamo ritrovati a fare chiaccherate di ore e ore sulla musica e non solo. Avevo un testo che mi ha fatto pensare a lui. Tutto qui.
In tutto l’ep si respira un aria positiva, un po’ come se la musica rappresentasse un’ oasi di pace in un mondo sempre più ostile, una cura ai mali del nostro tempo…
Avete fatto centro, la mia piccola label privata infatti si chiama Medicine Records appunto perchè per me la musica è questo, una cosa che mi fa stare bene e che mi cura da tutto il male che c’è la fuori.
Nell’ ultima traccia, Giovine Italia, emerge la critica alla scena italiana, specialmente all’ approccio che hanno i più giovani alla faccenda del rap… Ora che sembra tutto così “sputtanato”, in cosa credi posa consistere l’ ancora di salvezza dell’ hip hop italiano?
Se dovessi indicarci uno o più artisti, emcee e beatmaker, tra i più giovani, che secondo te meritano di essere seguiti, chi indicheresti?
Si, c’è tutta quella roba da classifica ma non ci trovo niente di stimolante per me, l’ancora di salvezza è andare avanti per la propria strada cercando sempre di guardare oltre e di approfondire il più possibile.
Ce ne sono tantissimi da seguire, meglio parlare di scene e luoghi.  HHabitat e la scena fiorentina passando per Napoli, Roma. Ho visto un sacco di producer fortissimi al contest di NextOne. Milano ovviamente è una super piazza, seguo molto anche artisti Siciliani che sono fortissimi sia nelle produzioni che nelle liriche.
Come saprai, noi di BeatZcat Ent siamo dei fan del lato più astratto e “malato” del beatmaking, e sappiamo bene che in Italia l’ input principale per un certo tipo di sperimentazione in ambito hip hop strumentale viene dalla Toscabstract..
Cosa ne pensi di questa scena e quali artisti, italiani ed internazionali segui di più?
Si la Toscana è abbastanza trasversale,  mi ascolto tutto anche per capire cosa succede in giro. Mi torna difficile farvi un elenco di nomi perchè ce ne stanno veramente troppi. Uno dei miei idoli in italia e Lugi mi piacerebbe tantissimo fare dei beats per lui. Anche per l’estero idem dalla California alla East, tutto. Dalla DITC alle robe più ecclettiche. Da Kaytranada alle cose più classiche.
C’ è qualcos altro che vorresti aggiungere alla nostra chiacchierata?
 Ringraziarvi per lo spazio concesso e ringraziare tutte le persone che credono in me che mi seguono e mi spronano a dare sempre il meglio, verso autunno sarò fuori con altre cose nuove…
Intervista a cura di BeatZcat Staff